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Chi è gender fluid non è "confuso": facciamo chiarezza sulle definizioni LGBTQIA+

Oggi sempre più persone, soprattutto tra i giovanissimi, usano il termine gender fluid. Ma siamo sicuri di sapere davvero di cosa stiamo parlando?

L’universo LGBT nel tempo si è espanso sempre più, dato che ormai le definizioni di bisessuale, omosessuale o transessuale non sembrano più essere sufficienti ad abbracciare un modo di vivere e di intendere la sessualità che si è fatto via via più complesso e sicuramente meno inquadrabile. All’acronimo oggi si sono aggiunte una Q (queer), una I (intersex), una A (asexual) e un +, che indica che in realtà, forse, le definizioni non si esauriscono nemmeno così.

Su tutti, negli ultimi anni a spiccare è stato soprattutto il termine queer, che potrebbe essere inteso come modo piuttosto generico per comprendere chiunque non appartenga all’universo cisgender o eterosessuale.

In questo senso, nel voler parlare dei vari orientamenti sessuali compresi dal termine LGBTQIA+, è molto importane capire un primo punto, ovvero che l’identità di genere è una cosa diversa rispetto all’espressione sociale di quella identità di genere. Per intenderci, non si smette di essere un uomo cisgender se talvolta ci si veste da donna, come pure vale per il contrario.

Fatta questa piccola premesse, cerchiamo ora di capire, termine dopo termine, quali sono gli orientamenti sessuali davanti a cui possiamo trovarci.

Cisgender: il termine descrive chiunque si senta a proprio agio e percepisca come proprio il genere assegnatogli alla nascita.

Transgender: parliamo delle persone che hanno un’identità di genere diversa da quella associata ai propri genitali. Secondo una stima del 2010 della Gender Identity Research and Education Society, riportata da Bossy, il numero di persone trans nel Regno Unito è tra i 300 mila e i 500 mila.

Transessuale: con il termine ci si riferisce alle persone transgender che hanno iniziato un lungo percorso psicologico e medico di transizione verso il raggiungimento dell’identità di genere cui sentono di appartenere. Questo non significa che le persone che si sottopongono al percorso diventino uomini, o donne, per magia, ma semplicemente che si riapproprieranno, anche a livello fisico, di caratteri che sono sempre stati loro. Si parla di transessuali FtM, nel caso di una donna che diventi uomo, e di MtF, quando invece una persona nata biologicamente uomo diventerà donna.

Genderqueer: in questo caso parliamo di chiunque ritenga che la propria identità di genere non combaci né con il sesso attribuito alla nascita, né necessariamente con la dicotomia maschio/femmina. Possiamo dunque avere a che fare con un terzo genere, ma i genderqueer possono anche sentire di appartenere a entrambi, oppure a nessuno. Possono anche scegliere un percorso medicalizzato per avvicinarsi di più alla rappresentazione fisica cui sentono di appartenere, ma non è una scelta obbligata.

Gender fluid: cosa significa?

Tra le nuove terminologie, c’è anche quella di gender fluid, che tende a rispecchiare soprattutto una filosofia sempre più comune tra molte giovani star. Degli esempi su tutti? Lily Rose Depp, o Jaden Smith. Chi è gender fluid, semplicemente, non vuole essere etichettato secondo nessuno schema sessuale, e vive liberamente la propria identità sessuale, senza costrizioni di alcun tipo. Questo non significa affatto essere etero, bi o transessuale, ma solo di sentirsi “a volte un ragazzo, altre una ragazza”. Le differenze con i polisessuali o i pansessuali sono inoltre notevoli, vediamole.

Gender fluid, pansessuale, polisessuale: le differenze

Anzitutto è importante chiarire che parlando di gender fluid e pansessualità ci si riferisce a due cose molto diverse: una attiene infatti all’identità sessuale, l’altra alla sessualità, ovvero è ciò che mi sento di essere vs ciò che mi piace. Per questo motivo possono esserci, ad esempio, cisgender a cui piacciono uomini, donne e via dicendo. Detto questo, cerchiamo di chiarire meglio le caratteristiche di ogni definizione, fermo restando il fatto che “intrappolare” l’identità sessuale o la sessualità di una persona in una manciata di parole o in schemi prefissati è piuttosto banale.

Pansessuale o polisessuale è la persona attratta da qualunque genere; gender fluid, invece, chi nel corso della vita si sente a volte maschio e a volte femmina. Un’ulteriore distinzione riguarda i no-gender, che non si identificano in alcun genere.

La cosa importante da sottolineare, però, è che il concetto di fluidità riguarda l’intera identità sessuale, comprendendo quindi anche l’orientamento affettivo, che non coincide sempre con quello erotico, soprattutto quando parliamo delle persone più giovani.

Pansessuale: se il termine bisessuale viene spesso frainteso (lo si usa per parlare di persone attratte indistintamente da uomini e donne, mentre invece sarebbe più appropriato parlare di persone attratte da più di un genere, ma non necessariamente uomo o donna), il termine pansessuale, come si intuisce dal prefisso greco pan- (=tutto), indica invece una persona che è attratta da tutti i generi. I pansessuali sono quindi attratti da uomini, donne, transgender, un no-gender. Attenzione: ciò non significa affatto che una persona pansessuale faccia “sesso con chiunque”: l’attrazione è diverso dallo scegliere di avere rapporti.

Polisessuale: una persona polisessuale si sente attratta da più generi ma, indicativamente, è tra  l’orientamento bisessuale e quello pansessuale. Il genere ha perciò un’importanza secondaria, ma sono le caratteristiche fisiche a essere fondamentali per determinarne l’interesse. Rispetto ai bisessuali, però, la polisessualità si apre anche alle persone di un genere non binario.

Le storie di persone gender fluid

Essere gender fluid non è però una questione di moda o un passaggio temporaneo nella vita di una persona, perlomeno non per tutte coloro che dichiarano di esserlo. Oltre ad artisti famosi e apprezzati come Ezra Furman, la dj australiana Ruby Rose, o il già citato Jaden Smith, ci sono anche moltissime persone che non vivono sotto i riflettori e che dichiarano di essere gender fluid. Alcune delle loro storie sono state raccolte nella nostra gallery, proprio per provare a spiegare, attraverso le loro parole, cosa significhi davvero essere gender fluid. C’è, ad esempio, la storia di Ara, che ha scelto di “uscire allo scoperto” in occasione del ballo scolastico, o di Camilla, che ha imparato ad accettare l’essere gender fluid del suo bambino di appena 9 anni. Oltre alle loro testimonianze, abbiamo raccolto le dichiarazioni di altri personaggi e celebrity che si sono dichiarati omosessuali, bisessuali o pansessuali.

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