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Machismo, quella cultura che cultura non è e fa male anche agli uomini

Nessuna empatia e sensibilità a vantaggio di virilità e forza: è il machismo, quella mascolinità esibita che fossilizza l'uomo in un deleterio stereotipo.

Forte, virile, aitante, potente, sicuro di sé, audace, spericolato: è lo stereotipo del macho per eccellenza. Per machismo infatti si intende quella mascolinità esibita in netta opposizione a tutto ciò che è considerato prettamente femminile.

Completa inibizione dell’empatia, della sensibilità, della vulnerabilità, a vantaggio della prevaricazione, della spavalderia e dell’imperturbabilità. Vere e proprie norme di genere, insomma, accompagnate da una netta separazione tra il mondo femminile e quello maschile anche in rapporto alle emozioni. La tristezza, per esempio, è considerata solo femminile: il macho può provare rabbia, ma non tristezza.

Questa mascolinità così eccessiva, prepotente e aggressiva arriva a esagerazioni drammatiche e violente ben descritte in psicologia. Mosher e Tomkins nel saggio Scripting the Macho Man: Hypermasculine Socialization and enculturation pubblicato nel 1988 su Journal of Sex research fanno riferimento a veri e propri atti vandalici, violenze sulle donne, scontri fisici tra rivali. Il tutto in nome della logica dominante del ‘più forte’.

La concezione del maschile opposto al femminile con conseguente esaltazione del machismo è chiaramente una semplificazione. Consente di stabilire due binari percorribili con facilità, preimpostati, in cui inserire norme rigide e ferree da seguire, senza mai scavalcare i confini.

Ma non è così: oggi questi copioni sociali non sono più ammissibili né applicabili. Si tratta chiaramente di una visione distorta, che non attecchisce dove si promuovono valori di uguaglianza di genere, piuttosto che separazione di ruoli.

La cultura del machismo

Lo stereotipo del machismo è strettamente connesso al discorso culturale sull’omofobia: infatti il soggetto che ha come valori fondamentali della sua esistenza la forza e la virilità, tende a giudicare negativamente coloro che non rientrano in questo stereotipo di mascolinità. Gli uomini che manifestano emozioni o che semplicemente si sfogano con un pianto, vengono considerati “femminucce”. Il macho, invece, è virile e dunque superiore, dominante, perché non ha paure né debolezze. E si contrappone alla donna, per sua natura vista fragile, vulnerabile, disorganizzata.

La psicoterapeuta messicana Marina Castañeda nel suo libro El Machismo Invisible racconta la storia del machismo, della presunta superiorità dell’uomo sulla donna. Classifica il machismo in un modo ben preciso. Più che essere uomini è volontà di dimostrare di esserlo a tutti i costi. Questa dimostrazione viene fatta a discapito di qualcun altro (di una donna o di un uomo più debole). Questi soggetti non tollerano nulla di femminile negli uomini, ma adorano la femminilità nelle donne.

Oltre il machismo

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Fonte: iStock

Il machismo è un atteggiamento sociale e culturale deleterio, per la donna così come per l’uomo.

Innanzitutto, costringe a una gabbia, uno stereotipo. Il soggetto maschile deve costantemente preoccuparsi dell’immagine che dà di sé, del suo ruolo sociale e pubblico. Deve mostrarsi perennemente dominante e vincente. Non esistono limiti né freni. Per questo ci si spinge anche verso azioni ritenute ‘da duro’ senza percepirne la pericolosità: fumare, bere, fare uso di droghe, guidare in modo spericolato. Non c’è spazio per dubbi, debolezze, tristezza. Tutto ciò resta al di fuori di quell’armatura che ci si costruisce intorno, da cui è difficile uscire e in cui è difficile far entrare qualcuno.

Ma non è tutto: il machismo ha ripercussioni negative sulle stesse donne. Infatti lo stereotipo in cui il machismo etichetta l’uomo, oggi si è declinato al femminile. La cosiddetta ‘donna con gli attributi‘ opposta allo stereotipo della donna mamma, moglie e angelo del focolare. Quella che se la cava da sola in ogni situazione, che non ha bisogno di nessuno e riconosce i pericoli. Questo modello fa sì che venga meno quel fondamentale sentimento di condivisione e solidarietà tra donne. Gli effetti negativi di ciò si manifestano soprattutto nei casi di violenza, quando si tende a non provare alcuna empatia per la vittima.

Il macho è un uomo che, non sapendo il fatto suo, vuole dimostrarlo. (Roberto Gervaso)

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