Amazzoni: verità e mito delle donne guerriere - Roba da Donne

Amazzoni, la verità dietro il mito delle donne "senza mammella"

Chi erano le Amazzoni, le donne guerriere raccontate nel mito greco? Che esistessero davvero o no, se ne parla per tutto il corso della storia, e influenzano anche la cultura contemporanea.

Allevatrici, cacciatrici, guerriere, e soprattutto donne. Le Amazzoni sono passate alla storie come un mito che vede un popolo tutto al femminile, matriarcale, governato da una regina. Ma si tratta solo di leggenda, o le donne guerriere sono esistite davvero?

Abbiamo dei reperti che fanno intendere che all’interno di alcune popolazioni c’erano usanze e tribù molto simili a ciò che sappiamo delle Amazzoni, anche se ci rimangono da interpretare solo racconti e mitologie. Chi erano le Amazzoni nella storia, e come sono ancora presenti nella cultura contemporanea?

Amazzoni: origine del nome

Le Amazzoni rappresentano ancora oggi un mistero affascinante, un mito arrivato a noi soprattutto dai racconti dei Greci. Per questo da sempre si è creduto che l’origine del nome derivasse dal greco antico, composto dalla a privativa e da mazos, che significa seno. Amazzoni indicherebbe quindi, secondo questo significato, “privazione del seno, senza mammella“. Secondo la leggenda queste donne avevano l’usanza di mutilarsi il seno destro per poter usare più agevolmente l’arco.

Anche se questo mito potrebbe essere la conseguenza della traduzione greca del nome. Tanto che nelle rappresentazioni artistiche giunte a noi, soprattutto su vasi o statue, le Amazzoni sono sempre raffigurate con entrambi i seni. Dai racconti che ci sono pervenuti sembra che questo popolo di donne guerriere vivesse in zone collocate in Asia Minore, tra l’Anatolia, il Caucaso, il Mar Caspio e il Mar Nero.

È pertanto più probabile che il loro nome derivi da ama-zoo, ossia “vivere insieme” , oppure a-mas’ya, cioè “senza uomini” con il significato esteso di “senza marito“. L’origine del nome delle Amazzoni rimane quindi ancora incerta, così come tutte le informazioni su di loro, che ci sono giunte come un mito dagli scritti degli antichi greci, e che ancora ci incuriosiscono.

Il mito greco delle amazzoni

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Fonte: Web, da un sarcofago al Museo Santa Giulia di Brescia, e “La battaglia delle Amazzoni” di Rubens

Dobbiamo ringraziare la mitologia greca per la maggior parte di ciò che sappiamo sulle Amazzoni. Le prime tracce le ritroviamo nell’Iliade di Omero, scritta all’incirca nel VIII secolo a.C. Successivamente diversi autori greci ne parlano. Erodoto nel V sec. a.C ha narrato nelle sue Storie i Sauromati, un popolo che, secondo l’autore, era discendete degli Sciti e delle Amazzoni stesse. Secondo la mitologia greca le Amazzoni sono figlie di Ares, dio della guerra, e della ninfa Armonia.

Dove vivessero non è ancora certo oggi, anche se i luoghi più accreditati sono il Caucaso e l’antica Sizia. Erano un popolo di donne nel quale vigeva il matriarcato, le donne si gestivano in autonomia, cacciavano, coltivavano, allevavano animali, specialmente cavalli, e imparavano a cavalcare e combattere. Sembra che queste donne non accettassero alcuna presenza maschile, se non per lavori di schiavitù e, due volte all’anno, per avere rapporti in modo da procreare e mantenere la discendenza femminile.

Avevano tra di loro una regina, tra cui Ippolita, descritta nelle narrazioni dei miti di Eracle, e Pentesilea. Quest’ultima compare nell’Iliade: secondo il mito si innamora di Priamo e lo aiuta, alla guida di un esercito di Amazzoni, nella guerra di Troia. Sempre nella mitologia greca si racconta che Teseo incontrò le Amazzoni, e impugnò contro di loro una battaglia, denominata “amazzonomachìa”. Teseo infatti, divenuto re di Atene, decise di fare una spedizione contro le guerriere, che, al contrario di quanto si aspettasse, lo accolsero con doni.

Teseo, invece di ricambiare la cortesia, invitò le più belle giovani Amazzoni sulla sua nave, e salpò facendole sue prigioniere. Presto si innamorò di una di loro, Antiope. Le Amazzoni si vendicarono e giunte ad Atene, fecero una battaglia durata per anni, nella quale Antiope combatté a fianco del marito, e perse la vita. Giunti a noi dagli antichi greci sono anche vasi, dipinti e statue raffiguranti le Amazzoni, come donne floride, coperte di tatuaggi e abiti di guerra, quasi sempre a cavallo.

Le Amazzoni nella storia

La storia è costellata da narrazioni, sospese tra il mito e la realtà, di popolazioni di donne guerriere. Collocate non solo in Asia Minore, ma anche in Turchia, in America Latina e in Africa, nel corso di tutti i secoli. Tutte queste donne sono giunte a noi con il nome di Amazzoni. Sono descritte come forti, indipendenti, e talvolta anche crudeli con gli uomini, anche se non sappiamo quanto la descrizione sia realistica.

A partire dagli scritti dell’antica Grecia le Amazzoni non hanno una collocazione precisa. Inizialmente situate in Asia Minore, territorio occupato dalle popolazioni dei Frigi e Lici. Questi ultimi erano un popolo, come descriverà più avanti Erodoto, organizzato con discendenza matrilineare. Era infatti la madre a determinare lo stato sociale e il destino del figlio, non il padre. Ma Erodoto parla anche dei Sauromati, o Sarmati, una popolazione che viveva tra il Mar Caspio e il Mar Nero.

Nel corso della storia le informazioni che abbiamo delle Amazzoni le vedono per un periodo anche a nord dell’Africa, più precisamente in Egitto, per poi tornare nel territorio di Ponto. Oggi diverse scoperte fanno pensare che effettivamente nelle popolazioni degli Sciti ci fossero donne Amazzoni. In particolare, sono giunti a noi i kurgan. Tumuli funerari dove i defunti venivano sepolti con oggetti d’oro, armi e vestiti di materiali preziosi.

Secondo i racconti di Ippocrate, gli Sciti erano nomadi e le donne cavalcavano, combattevano, rimanevano vergini finché non avessero ucciso un numero di nemici, e mutilavano il seno destro per facilitare l’uso dell’arco. Un kurgan che ha attirato l’attenzione degli studiosi si trova anche in Kazakhistan, appartenente alla dinastia Saka. Il tumulo di un defunto vestito d’oro. Dai disegni sui vestiti, dalla conformazione e la bassa statura del corpo, molto probabilmente era una donna, sepolta con armi, arco e frecce.

Le Amazzoni nella cultura contemporanea

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Fonte: Web

Tutti i racconti che ci sono giunti riguardo le diverse popolazioni di Amazzoni hanno un epilogo infelice. La predominanza maschile risulta sempre vincente in qualche modo. Che le Amazzoni perdano in battaglia annientate da un esercito di uomini, o cadano innamorate di un eroe greco, l’uomo ha la meglio contro una popolazione di sole donne. Questo è certamente conseguenza del pensiero che non poteva accettare la dominazione femminile, anche perché il pubblico lettore era maschile.

Tuttavia, le Amazzoni non sono mai state dimenticate. Basti pensare al modo di dire “cavalcare all’amazzone”, da cui prende il nome anche una posizione del Kamasutra.

Ancora oggi sono ispirazione non solo per tutte le donne, ma anche nella cultura contemporanea. Non mancano accenni ed esempi nella televisione, prima fra tutte la serie tv Xena – Principessa guerriera. La leggenda dietro il personaggio e le ambientazioni fanno chiaramente riferimento a questi popoli del passato. Tanto più che in diverse occasioni la stessa Xena incontra e si scontra spesso con varie tribù di Amazzoni.

Ma anche personaggi dei fumetti e del cinema, come Wonder Woman, figlia di Ippolita e discendente proprio delle Amazzoni dei greci, derivano dal lascito di queste guerriere. Pare anche che sia in progetto uno spin-off dedicato proprio a loro.

Al di là delle rappresentazioni sullo schermo, si sceglie oggi di vedere le Amazzoni non come donne spietate e portatrici di morte. Piuttosto come eroine, non solo perché sapevano combattere e difendersi, ma perché hanno sfidato una storia che da sempre è solo ed esclusivamente maschile.

Queste popolazioni, che fossero grandi o piccole tribù, hanno deciso che le donne potevano essere sovrane, guerriere, madri e amanti, senza bisogno di sposarsi e dipendere dagli uomini. Che sia vero o meno che esse usavano gli uomini solo a scopi riproduttivi non ci è dato saperlo, anche se molto probabilmente, tutto ciò che riguarda la loro sessualità ci è stato celato o stravolto dagli autori uomini che hanno raccontato le loro imprese. Ma certamente sappiamo che ci hanno lasciato un messaggio importante di indipendenza e forza, che il genere femminile ha dimostrato.

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Articolo originale pubblicato il 3 Aprile 2020

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