Donne antifasciste italiane, le protagoniste della libertà

Ecco chi sono alcune delle donne antifasciste italiane che hanno fatto la storia del nostro Paese, assicurandoci la libertà e diritto che un tempo non esistevano

Quando si parla di resistenza, si fa riferimento a un periodo storico ben preciso e a tutti gli uomini e le donne antifasciste italiane che ne hanno preso parte, che sono morti in nome della libertà e che ci hanno lasciato delle testimonianze uniche in termini di valori, dignità e coraggio. Ed è soprattutto alle donne della resistenza che vogliamo dare omaggio, raccontandovi alcune delle personalità di maggior spicco e che hanno fatto la storia del nostro Paese, giorno dopo giorno, una scelta e un passo alla volta.

Le Donne antifasciste italiane si sono battute per la nostra libertà

Le donne antifasciste italiane sono state tantissime, e hanno agito nell’ombra o in modo più esposto in diversi ambiti, andando contro al regime che vigeva in Italia e che le voleva solo, madri, mogli e “angeli del focolare”, rispondendo con una disobbedienza radicale, e partecipando, se non anche guidando, la guerriglia, l’assistenza e gettando le basi per quella che sarebbe stata la futura costruzione della nostra democrazia.

Si tratta di donne di grande impatto e carattere, donne della resistenza e che hanno agito in ambiti diversi, ma animate dalla stessa fiamma e valori:

  • le donne partigiane e combattenti, circa 35.000 che presero le armi, o che parteciparono alla resistenza come staffette, ovvero trasportando armi e oltre le linee nemiche. Tra loro ricordiamo nomi come Carla Capponi, Irma Bandiera, e Iris Versari.
  • Altre donne antifasciste italiane, invece, sono le madri costituenti, come Nilde Iotti o Teresa Mattei, che all’indomani della Liberazione contribuirono a fondare la Repubblica Italiana, partecipando attivamente alla scrittura della nostra Costituzione.
  • E fino alle Intellettuali e Politiche italiane, come Tina Anselmi, Camilla Ravera e Ada Gobetti, donne che guidarono la propaganda e l’organizzazione clandestina fin dagli albori e degli anni più duri del regime fascista, arrivando a essere incarcerate e subendo il confino.

Chi erano le donne antifasciste italiane

Ma chi erano davvero queste donne antifasciste italiane che hanno fatto la storia del nostro Paese e che ogni hanno, il 25 aprile, vengono ricordate durante la Festa della Liberazione Italiana? Ecco alcune delle donne della resistenza:

  • Nilde Iotti, una “donna per le donne”, che si è battuta per i nostri diritti, sostenitrice del suffragio universale e madre fondatrice della Repubblica italiana. Una personalità di spicco della politica e della storia del nostro Paese e tra le donne della resistenza. Eletta come membro dell’Assemblea Costituente, fu proprio lei a redigere la sezione della Costituzione dedicata alla politica familiare, battendosi in modo molto forte per i diritti delle donne ma anche come Presidente della Commissione Affari costituzionali, la prima donna a coprire questa carica.
  • Teresa Mattei, dopo essere stata combattente nella formazione garibaldina Fronte della Gioventù fu la più giovane donna eletta all’Assemblea Costituente, dove ricoprì l’incarico di segretaria dell’ufficio di presidenza. Fu anche dirigente nazionale dell’Unione Donne Italiane e, insieme a Teresa Noce e Rita Montagnana, fu promotrice del simbolo della mimosa per l’8 marzo;
  • Teresa Noce, una delle donne antifasciste italiane, parte e figura di spicco del Partito Comunista Italiano, e che fu una delle sue fondatrici nel 1921. Una donna che fu anche promotrice dei diritti delle lavoratrici e a cui si deve la proposta di legge sulla tutela delle madri lavoratrici, che venne approvata nel 1950.
  • Lina Merlin, fu la prima donna a essere eletta al Senato della Repubblica, la stessa che introdusse la locuzione “di sesso” nell’elenco delle discriminazioni da superare nell’articolo 3 della nostra Costituzione. Un nome legato alla Legge Merlin del 20 febbraio 1958, con la quale vennero chiuse le case di tolleranza in Italia e venne vietato lo sfruttamento della prostituzione nel nostro Paese.
  • Tina Anselmi, una giovanissima staffetta durante il regime, che in seguito divenne in una figura politica di spicco nel nostro Paese, passando alla storia come la prima donna a ricoprire la carica di ministro della Repubblica Italiana.
  • Carla Capponi, una delle donne della resistenza più celebri, che fu vicecomandante dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) nella città di Roma, partecipando a diverse azioni armate e di sabotaggio contro i nazifascisti. Una fra tutte anche il celebre attentato di Via Rasella.

E fino a donne antifasciste italiane come:

  • Irma Bandiera: una partigiana bolognese che venne torturata e uccisa dai fascisti dopo essere stata catturata durante la sua attività di staffetta, mentre trasportava materiale di propaganda e armi. Venne insignita della Medaglia d’oro al valor militare.
  • Ondina Peteani, che fu la prima staffetta durante la resistenza partigiana nella zona del Venezia Giulia, e che venne arrestata e deportata nel campo di concentramento di Auschwitz, e dal quale riuscì a uscire e sopravvivere.
  • Un destino diverso da quello di Norma Pratelli Parenti, un’insegnante e una delle donne antifasciste italiane, una partigiana che si distinse in Toscana per il suo aiuto agli sfollati e nella cura dei feriti di guerra, ma che venne catturata e brutalmente assassinata a Massa Marittima.
  • O ancora Gabriella Degli Esposti, una donna straordinaria, originaria di Calcara di Crespellano (Bologna), che venne catturata dalle SS e brutalmente torturata, anche se incinta, per indurla a denunciare i suoi compagni, fino ad essere giustiziata nel dicembre del 1944.

E queste sono solo alcune delle donne della resistenza del nostro Paese, personalità che spiccano per coraggio, emancipazione, valori e che hanno dato la vita per la libertà e per garantire all’Italia di uscire dal regime e raggiungere una vera liberazione e la democrazia che ancora oggi vige e regge l’Italia.

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