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Il 34,4% degli studenti italiani in terza media non sa comprendere un testo

Con istruzione e consapevolezza finanziaria si plasma oggi la comunità di lavoratori del domani. È una priorità sociale: accendere i riflettori su bambini e ragazzi è il primo passo per sovvertire le allarmanti statistiche relative al grado di competenza alfabetica.

Leggere è un arricchimento costante, un fluire virtuoso di sapere e conoscenza che si ripete libro dopo libro, testo dopo testo. Uno scrigno, nel quale sono custoditi infiniti modi di vedere, capire e interpretare ciò che accade.
Una skill che si acquisisce con l’approdo al ciclo d’istruzione primaria e non si perde più, verrebbe da dire, almeno parlando di quei Paesi in cui l’istruzione è un diritto e, apparentemente, garantita; come l’Italia. Ma non è così: viviamo in un mondo – peggiorato dalla pandemia che sta amplificando l’abisso sociale ed economico tra persone e paesi – in cui leggere, imparare e saper analizzare dati e testi non è più così scontato.

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La strada d’accesso all’istruzione di oggi è in salita, peggiorata dalla crisi economica attuale. Tra le conseguenze di questa situazione ci sono la discriminazione sociale e la violenza economica, intesa soprattutto come perdita di indipendenza. I bambini e i ragazzi ne fanno le spese, con dirette conseguenze sulla loro capacità di apprendere e crescere nel presente e riverberi nel futuro.

Global Thinking Foundation, fondazione che sensibilizza sul tema dell’alfabetizzazione finanziaria grazie a progetti mirati (in particolare dedicati alle donne), ha deciso proprio per questa ragione di ampliare il suo raggio d’azione, accendendo i riflettori sulla Generazione Alpha, ovvero la fascia che va dai 5 ai 16 anni, attraverso il  progetto Young612. Obiettivo: insegnare loro che l’educazione, su più livelli, si traduce sempre in libertà di essere e agire.

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Il contesto sociale attuale è però molto allarmante: le recenti stime dell’Istat sulla povertà (che ha azzerato un intero segmento sociale, quello del ceto medio) e sul numero dei “nuovi poveri” parlano da sole. Ne fa le spese soprattutto il lavoro delle donne e, parlando di bambini e ragazzi, il dato non è indifferente: discriminazione, violenza finanziaria e tasso di abbandono scolastico, in questo senso, sono co-dipendenti.

Capire ciò che leggiamo: i dati sulla situazione italiana

I dati più pressanti da tenere in considerazione sono proprio quelli relativi a bambini e ragazzi: in un comunicato di Global Thinking Foundation sono riportati in particolare quelli dell’ISTAT sulle prove INVALSI 2019: il 34,4% degli studenti italiani frequentanti la terza media non ha saputo decodificare testi semplici. La percentuale sale al 40,1% se ci riferiamo all’ambito matematico. 

Nel mondo ci sono milioni di bambini e ragazzi che non vanno più a scuola. Secondo le ultime stime di Save The Children relative al primo anno di pandemia, 1,6 miliardi di studenti sono attualmente a casa (prima erano “solo” 258 milioni), la maggior parte concentrati nei Paesi poveri, spesso impossibilitati da una situazione di povertà acuita dal Covid. 

Rispetto all’abbandono scolastico in Italia, i dati raccolti da Global Thinking Foundation via Eurostat (al 2019) affermano che si tratta di un fenomeno stratificato da Nord a Sud: secondo il sondaggio, per l’Europa la percentuale di ragazzi tra 18 e 24 anni che hanno lasciato gli studi è del 10,2%. Solo per l’Italia si tocca un picco del 13,5%.

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Come risposta attiva a questi numeri allarmanti, peggiorati nel corso dell’ultimo anno a causa della situazione pandemica, Global Thinking Foundation ha lanciato il progetto Young612: un hub di crescita, una vera e propria piattaforma digitale con progetti ed eventi verticali pensati per la generazione che andando a scuola oggi può plasmare la propria identità sociale, economica e anche finanziaria di domani. 

Così come il saper leggere e comprendere un testo, anche queste tre sfere sono fondamentali per costruire il futuro.

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La lettura e la comprensione di un testo non sono solo fonte di crescita e apprendimento ma anche una sorta di palestra per il cervello: secondo lo studio “Reading and Health Benefits” pubblicato sul Journal of Health Communication, l’apparato cerebrale, quando si legge, acquisisce e allena tre capacità in particolare:

  • mnemoniche, ovvero quelle che aiutano il cervello a ricordare un certo dato al momento opportuno, anche nel futuro
  • analitiche, che aiutano a ragionare sulle cose che viviamo, vediamo e anche su quelle che non sono ancora successe
  • emozionali, perché leggendo ci immedesimiamo e proviamo empatia

Sfruttare questo potere che abbiamo a disposizione dal momento esatto in cui impariamo a leggere sembrerebbe facile, ma non lo è affatto: questo perché diverse statistiche, sia a livello mondiale sia legate alla situazione italiana, confermano che leggiamo sempre meno e che, anche quando lo facciamo, non riusciamo a dare valore alle parole. Semplicemente, non le capiamo

Tra le cause, secondo diversi studi che hanno cercato negli anni di andare alle origini di questo limite, i ricercatori integrano anche quelle di natura patologica, da approfondire con gli specialisti adeguati. Nella ricerca “Children’s Reading Comprehension Difficulties: Nature, Causes, and Treatments” riportato dal SAGE Journal si accende però l’attenzione su quei bambini che leggono senza capire le parole che scorrono sotto i loro occhi a causa di problemi di distrazione e di concentrazione. Questi limiti si riflettono sulla loro capacità di parlare, di usare un vocabolario stratificato sia in versione scritta che parlata. E ciò che dovrebbe stare alla base dell’apprendimento diventa un ostacolo che spesso ha conseguenze sulla vita sociale di quel bambino, nonché sul suo potenziale a scuola e fuori, nel presente e nel futuro.

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Tra i consigli degli esperti su metodi didattici efficaci in questo senso troviamo:

  • il lapbook: una sorta di mappa interattiva costruita con materiali di recupero dai bambini insieme a insegnanti e genitori, verticalizzata su un argomento che ne interseca altri, in modo da creare un bignami visivamente interessante e completo del tema affrontato.
  • il riassunto breve: di concetti anche minimi, non incentrati su intere pagine. Questo permette al cervello di adattarsi lentamente, focalizzandosi su passaggi chiave, senza entrare in confusione.

Per imparare a capire un testo, gli esperti puntano tutto sull’allenamento. E sulla riproposizione di quello stesso paragrafo in diverse versioni, ad esempio sotto forma di riassunto o di mappa concettuale, strumenti che aiutano a imprimere nella mente di bambini anche molto piccoli concetti basilari.

L’istruzione delle bambine al primo posto

A partire dalle stime sul lavoro delle donne, basta tornare indietro alla loro esperienza di studentesse per comprendere da dove nasca un gap così segnante. Le differenze che nascono sui banchi di scuola, nella vita vera, si tramutano spesso in disparità sociali ed economiche: anche l’insicurezza è tra le principali cause della violenza finanziaria, che si àncora a una mancata emancipazione e genera rapporti sbilanciati fondati sul controllo e, appunto, la violenza. 

La mancanza di istruzione è un fondamento granitico di questo disequilibrio, ma anche la dissonanza tra ciò che si può fare e la percezione delle proprie capacità può giocare a sfavore della crescita e dell’indipendenza delle bambine.

In particolare, secondo studi recenti sulla parità di genere, sono tre le sfere attorno al quale si muove questa tendenza al minimizzare le proprie skill sin dall’infanzia.

 Confidence Gap

Il confidence gap impedisce alle bambine di sfruttare la fiducia in se stesse a fini personali e professionali a causa di stereotipi calcificati nelle famiglie, nel sistema scolastico e negli ambienti sociali dentro i quali sono immerse.

Curriculum Nascosto

Il curriculum nascosto è l’insieme di valori e comportamenti impliciti di stampo patriarcale che traggono linfa vitale da stereotipi di genere. Spesso vivono in contesti didattici, diffondendo la falsa credenza che le donne (e le bambine, che già intorno ai 6 anni riescono a percepirsi diverse – in negativo – dai maschi) siano inferiori.

Effetto Hermione

L’effetto Hermione, infine, è la propensione a fare più del necessario per dimostrare di essere brave (il nome arriva dal personaggio della saga Harry Potter). Non sempre è richiesto esplicitamente, ma il più delle volte si collega al curriculum nascosto e nasce a scuola, già alle elementari, favorendo un circolo vizioso di sfiducia in se stessi che può avere grosso riverbero anche nella vita adulta.

Come si plasma la generazione consapevole del futuro

Patrocinato da ASViS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), Young612 di Global Thinking Foundation offre tre percorsi mirati per creare connessioni tra educatori, bambini e ragazzi. L’obiettivo è spingere sulla necessità di educare i più piccoli al valore del denaro, alle sue opportunità intrinseche e non quantificabili soltanto in un potere di spesa, ma anche in termini di sostenibilità economica, indipendenza, autorevolezza.

In particolare sono tre i percorsi offerti alle fasce d’età più giovani:

L’economia sostenibile spiegata coi Lego

Un progetto Young612 di Global Thinking Foundation rivolto ai bimbi tra i 5 e gli 8 anni, in collaborazione con Brick4kidz e in partnership con Stem in the City. Tra pensieri, disegni, scritti, gare fotografiche e ovviamente i mattoncini Lego, i piccoli scopriranno quali sono i Global Goals da raggiungere per salvare il pianeta.

La parità di genere versione app

Si chiama “Crescere Pari” ed è un’app sviluppata in sinergia col Museo dei Bambini di Roma Explora e FEduF. Protagonisti i piccoli tra i 6 e i 10 anni, che vivranno un’esperienza digitale (declinazione di quella fisica che si vive al museo romano, in un’area gioco dedicata) per capire il valore dell’uguaglianza di genere, la necessità di superare gli stereotipi, l’unicità del singolo.

Sostenibilità per tutti

L’ultimo progetto messo in campo da Global Thinking Foundation per Young612 si chiama “17 Passi verso la Sostenibilità” (in collaborazione con Redooc.com) per i ragazzi dai 10 ai 16 anni. Il futuro del pianeta è al centro, intorno gravitano le azioni del singolo.

Questo piano tracciato da Global Thinking Foundation è un piccolo, grande tassello in quadro più ampio, che come abbiamo visto parte tra i banchi di scuola e si dipana su tutti gli strati del tessuto sociale. Accendere un grosso faro sulle materie STEM, vittime di un pregiudizio che le lega spesso ai maschi e meno alle femmine, oltre che sulla parità di genere e opportunità uguali per tutti, è una priorità. Favorire il libero accesso alla scuola, impedendo che si creino gap cognitivi segnanti, altrettanto.
Solo in questo modo temi come la sostenibilità economica e il valore dei soldi, chiave di volta per l’evoluzione delle generazioni future, potranno essere messi al centro di un dibattito di crescita e uguaglianza.

Fonti articolo

  • Journal of Health Communication – “Reading and Health Benefits”
  • Save the children – “Save our Education” 
  • Sage Journal – “Children’s Reading Comprehension Difficulties: Nature, Causes, and Treatments
  • Istat: https://www.istat.it/it/archivio/253019

 

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Global Thinking Foundation nasce nel 2016 con lo scopo di promuovere l’educazione finanziaria, con una particolare attenzione alle donne e all’uguaglianza di genere.

  • I soldi delle donne