logo
Stai leggendo: Studi di genere: perché è importante capire la differenza tra sesso e genere

Studi di genere: perché è importante capire la differenza tra sesso e genere

Cosa intendiamo quando parliamo degli studi di genere? Ecco cosa sono e perché sarebbe importante capire alcune fondamentali differenze.
studi di genere

Sempre più spesso oggi sentiamo parlare di “genere”, riferendoci in maniera molto grossolana alla divisione tra uomini e donne.

In realtà, ovviamente, il termine è tutt’altro che attuale, e la questione del genere viene studiata da circa quarant’anni; da quando, cioè, sono partiti appunto gli studi di genere (o gender studies, come vengono chiamati nel mondo anglosassone) che non rappresentano altro che un approccio multidisciplinare e interdisciplinare allo studio dei significati socio-culturali della sessualità e dell’identità di genere.

Se volessimo fare una loro breve cronistoria, dovremmo collocarli nel contesto dell’America del Nord a cavallo fra gli anni ’70 e ’80, per poi estenderli all’Europa occidentale proprio nel secondo di questi due decenni; il loro sviluppo parte soprattutto da una certa corrente del pensiero femminista, che trae spunti dal post-strutturalismo e dal decostruzionismo francese (soprattutto a opera di Michel Foucault e Jacques Derrida), unitamente agli studi che uniscono psicologia e linguaggio di Jacques Lacan e Julia Kristeva. Senza dimenticare gli studi gay e lesbici e il postmodernismo.

Cosa sono gli studi di genere?

Non rappresentano un campo della conoscenza, quanto piuttosto una possibile modalità di interpretazione, risultato dell’incrocio di metodologie diverse che comprendono diversi aspetti della vita umana, o del rapporto tra individuo e società e individuo e cultura, elementi che contribuiscono alla formazione dell’identità.

È esattamente questo il motivo per cui di lettura “gender sensitive” si può parlare in riferimento a qualunque branca delle scienze umane, dalla sociologia, alla psicologia fino alla scienze prettamente etno-antropologiche, senza dimenticare letteratura, politica, filosofia o teologia.

Anche se questa componente è tuttora presente, è soprattutto agli esordi degli studi di genere che l’impronta politica ed emancipativa è più forte, essendo in questo momento connesso alla condizione femminile e, più in generale, a quella dei soggetti discriminati. Proprio in questo periodo, quindi, gli studi di genere non si limitano a proporre teorie da applicare all’analisi della cultura, ma hanno l’obiettivo di realizzare cambiamento della mentalità e della società.

Intrinsecamente legati ai movimenti di emancipazione femminile, omosessuale e delle minoranze etniche e linguistiche, si occupano principalmente di oppressione razziale ed etnica.

Per capire meglio cosa si intenda per studi di genere, vale la pena però sottolineare prima di tutto la differenza tra sesso e genere, che, diversamente da quanto la maggior parte di noi pensa, per i gender studies sono due cose separate sul piano teorico-concettuale.

Se il primo, infatti, comprende il corredo genetico, ovvero un insieme di caratteri biologici, fisici e anatomici responsabili del binarismo maschio/femmina, il genere si costruisce mediante la cultura, le abitudini sociali, le tradizioni, la storia, elementi che spesso incentivano comportamenti stereotipati. Naturalmente il rapporto tra sesso e genere varia a seconda delle aree geografiche, dei periodi storici, delle culture di appartenenza, rendendo quindi i concetti di maschilità e femminilità dinamici o, comunque, da storicizzare e contestualizzare, perché è ogni società a definire quali valori attribuire alle varie identità di genere, o in cosa consiste essere uomo o donna.

Questo aspetto, a ben pensare, ha in effetti contribuito a nutrire e portare avanti proprio quei cliché di stampo sessuale di cui risentiamo ancora oggi. Quelli che vogliono dividere attività, gusti e preferenze in “da donne” e “da uomo”, ad esempio.

Se sesso e genere costituiscono due dimensioni interdipendenti su cui si basano le dimensioni dell’essere uomo e donna, il genere è il prodotto della cultura umana e il frutto di un continuo rinforzo sociale e culturale delle identità, non definito in maniera assoluta dalla letteratura scientifica.

Anche perché, in linea generale, la ricerca ha evidenziato come personalità e differenze di comportamento dipendano dalla psicologia comportamentale, dall’apprendimento o dai condizionamenti esterni, e non da fattori biologici, nonostante diversi studi ancora oggi cerchino di individuare delle differenze sulla base di dimensioni e struttura del cervello.

Oggi l’opinione diffusa e i risultati di molte ricerche hanno chiarito che i cervelli di uomini e donne sarebbero strutturalmente molto più simili di quanto si credesse in passato, perciò le differenze attribuite al sistema nervoso maschile e a quello femminile non sarebbero innate, ma dipenderebbero da altri fattori, su tutti gli ambienti culturali e sociali entro cui gli individui crescono e si formano.

Le studiose e le teorie complottiste

Tra le studiose che si sono occupati dei gender studies non si possono non menzionare Judith Butler, che con le sue opere più note, Gender Trouble e Bodies That Matter, ha ridiscusso la nozione di genere sviluppando la sua teoria della performatività di genere, oggi di primo piano nella riflessione femminista e queer, o Carol Gilligan che, membro della facoltà della Harvard per trent’anni, è diventata nel 1997 la prima insegnante di Studi di genere.

Sugli studi di genere è stata formulata anche una teoria complottista, durante la metà degli anni ’90, da Dale O’Leary, un’attivista cattolica appartenente all’Opus Dei, che li rilesse in una chiave distorta, al fine di delegittimare le istanze femministe, dando vita alla teoria del complotto sull’ideologia di genere.

Tale teoria è stata successivamente rielaborata – negli anni 2000 – dalla Chiesa, focalizzandola al contrasto delle istanze sociali portate avanti dalla comunità LGBT, che chiaramente restano i nodi focali su cui si appoggia la propaganda cattolica e conservatrice.

Rating: 5.0/5. Su un totale di 2 voti.
You voted 5, 3 settimane ago.
Attendere prego...