Il clima sta cambiando, e l’inquinamento ormai rischia di causare disastri irrecuperabili alla Terra e a noi abitanti del pianeta. Decenni di sprechi e abusi di materie prime inquinanti hanno provocato situazioni come il buco nell’ozono e i gas serra, arrivando a un punto di non ritorno.

Per questo, è partita dalle donne l’idea di prendere coscienza di questo fatto e fare qualcosa di concreto a riguardo. Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, ha deciso di costituire il Green New Deal, l’accordo europeo per ridurre a zero le emissioni inquinanti entro il 2050, che prevede diversi obiettivi.

La tematica del clima, di vitale importanza oggi, è stata portata all’attenzione da donne, prima fra tutte Greta Thunberg, che ha risvegliato le coscienze facendoci capire che, se non vengono presi provvedimenti fin da subito, non avremo più risorse per sopravvivere. Vediamo cos’è il Green New Deal europeo e in cosa consiste più in dettaglio.

Cos’è il Green New Deal?

Tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 in Commissione Europea si muovevano i passi per delineare i principi contenuti nel Green New Deal. Questa espressione è comparsa per la prima volta nel 2009 riguardo alla politica sensibile alla tematica ambientale di Barack Obama, dopo la sua elezione negli USA. Sulla falsariga del Green New Deal americano, approvato a marzo del 2019, si inserisce il programma europeo.

L’accordo è stato preso dalla Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio. Si tratta di una strategia a lungo termine, che contiene leggi e investimenti, con l’obiettivo primario di raggiungere la neutralità climatica entro l’anno 2050. Ovvero, arrivare a una situazione in cui le emissioni di gas non superano la capacità della terra di assorbirle, promuovendo una produzione energetica più sostenibile e uno stile di vita dei cittadini europei a minor impatto ambientale.

Ursula von der Leyen, da quando è diventata presidente della Commissione Europea, ha voluto fortemente questo “nuovo patto verde”, rendendo la salvaguardia dell’ambiente priorità assoluta dell’Europa. Per riuscire ad avere risultati concreti, sono necessari ingenti capitali, tanto che sono circa 1000 miliardi gli euro stanziati da suddividere in 10 anni tra i 27 Paesi aderenti.

Il Green New Deal parte dalle donne

In materia di sostenibilità ambientale e accordi green, le donne si sono mostrate in prima linea, su diversi fronti. Dalla giovane donna Greta Thunberg, volto simbolo della lotta per salvare l’ambiente e la Terra, ha attirato l’attenzione di tutti sul gravissimo problema con cui abbiamo a che fare. In Europa è una donna a guidare il Green New Deal, Ursula von der Leyen, che ne ha fatto priorità assoluta nel programma europeo.

Ma non è una novità che le donne siano legate al tema dell’ecologia e dell’ambiente, tanto che esiste un movimento che si definisce ecofemminismo. Il femminismo ecologico è composto da diverse correnti, che hanno tutte l’obiettivo di dimostrare come l’uomo abbia imposto una gerarchia, dove si trova sopra ogni altra cosa. Tra cui anche l’ambiente, avendo per secoli di storia sfruttato la terra con tecnologie invasive.

Sulla scia del Green New Deal europeo, attiviste per i diritti delle donne e per il clima negli Stati Uniti hanno delineato un programma femminista, volto ad aiutare e sostenere il Green New Deal internazionale. Allo stesso modo, attiviste femministe del movimento DiEM25 hanno difeso e continuano a farlo, l’accordo verde. Insomma, l’emergenza ambientale ha messo ancora più in luce ciò che l’ecofemminismo sostiene da decenni, ovvero che se la Terra si trova in situazione drastica, è necessario un cambiamento nella gerarchia mondiale.

Esempi come Ursula von der Leyen, o Alexandria Ocasio-Cortez, membro del Congresso degli Stati Uniti, danno speranza alla lotta per i diritti delle donne. È stata la stessa Ocasio-Cortez infatti a presentare alla casa del Congresso il Green New Deal Resolution a febbraio di quest’anno, la strategia ambientale americana per fronteggiare l’emergenza. Diventando un emblema internazionale per tutte le donne, ma non solo, dal momento che è anche la più giovane donna della storia eletta in Congresso.

Perché un Green New Deal?

green new deal
Fonte: Web

Gli effetti disastrosi dell’inquinamento ambientale a carico del pianeta e sulla salute dei singoli individui sono tangibili da tempo. Da ciò nasce la necessità di frenare questo processo prima che diventi irreversibile, situazione che è diventata un tema in primo piano dei Governi dei Paesi Occidentali.

Gli obiettivi per raggiungere sostenibilità ambientale e un’economia a impatto zero esplicitano la centralità del tema ambientale e la necessità di intervenire attivamente tramite politiche nazionali ed internazionali. Questi principi erano stati accordati nella Conferenza dell’ONU di Parigi del 2015.

Tenendo fede a questo accordo e concorde sulla priorità della tematica, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha annunciato l’avvio di questo ambizioso progetto. In parallelo agli accordi internazionali, promuoverà la crescita e il rilancio economico e sosterrà la lotta al riscaldamento globale in Europa.

I principi del Green New Deal europeo

I principi del progetto sono ben delineati e investono ad ampio spettro la vita lavorativa, sociale, economica e personale dei cittadini europei. In particolare, l’Europa ha quattro chiari obiettivi:

  • diventare climaticamente neutra entro il 2050, data di scadenza del piano trentennale;
  • proteggere vite umane, animali e piante riducendo l’inquinamento;
  • aiutare le imprese a diventare leader mondiali nel campo delle tecnologie e dei prodotti puliti;
  • contribuire a una transizione giusta e inclusiva verso un’economia sostenibile.

Questi obiettivi si potranno raggiungere solo grazie a interventi mirati, con finanziamenti dedicati, oggetto delle legislazioni future. In particolare, i finanziamenti riguarderanno 4 destinatari:

  • il settore energetico, nel quale dovrà essere eliminato l’utilizzo del carbone, il combustibile con maggior emissione di anidride carbonica.
  • gli edifici, spingendo i cittadini a effettuare progetti di ristrutturazione, che migliorino la qualità energetica, e ridurre gli sprechi.
  • l’industria, oggetto di programmi compatibili con la Green Economy;
  • il trasporto pubblico e privato, che dovrà essere convertito in forme più sostenibili.

Il Green New Deal in Italia

Nell’accordo del Green New Deal sembrano essere destinati 364 milioni all’Italia. Una quota decisamente inferiore rispetto ad altri Stati ad esempio dell’Est Europa, che utilizzano il carbone ancora per l’80% della produzione industriale. La priorità di investimento nel nostro Paese consisterebbe nella conversione industriale dell’impianto siderurgico Ilva di Taranto, ma sono in cantiere diversi progetti in tutta Italia.

Inoltre, tra i possibili obiettivi di utilizzo del fondo potrebbe esserci anche il potenziamento del trasporto pubblico. Favorendo la costruzione di metro, tram, l’estensione delle linee ferroviarie e lo sharing di automobili, motorini, biciclette e monopattini elettrici. Tutto ciò naturalmente dipenderà dalla possibilità di accedervi, trattandosi di un programma europeo.

Oggetto di discussione attuale è, inoltre, la possibilità di integrare il Green New Deal con il Recovery Fund. Il programma di recupero economico previsto per far ripartire l’economia dopo il disastro che sta causando l’emergenza Covid-19. Gli obiettivi e i contenuti sono infatti condivisi, riguardano la riprogrammazione ambientale, oltre che economica, del Paese.

Secondo gli accordi, all’Italia spetterebbero 209 miliardi di cui 82 di sussidi e i restanti di prestiti. Sono tutti numeri su cui ancora si discute, e dei quali le tempistiche non sono molto chiare, ma costituiscono un primo passo verso un’economia più sostenibile.

Articolo originale pubblicato il 6 Novembre 2020

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