La tuta è il must da donna: perché tutti i brand stanno facendo loungewear

Dal mondo del lavoro passa a quello del fitness di palestre e campi sportivi, per poi arrivare in passerella nella sua versione più fashion e couture. Ma è proprio quest'anno che la tuta sportiva donna ha riscosso più successo che mai: con l'emergenza Covid -19 le abitudini di acquisto sono cambiate, e la tracksuit occupa la prima posizione di ogni wish list. La sua storia, le tipologie e i modelli e gli abbinamenti per sfoggiarla anche fuori casa.

La linea di confine che collega l’abbigliamento sportivo ai look per uscire di casa sta diventando sempre più sottile e invisibile. La funzionalità e la praticità vengono prima di tutto, e questo moda l’ha già intuito da qualche stagione portando il filone sportswear e athleisure dalle palestre alle passerelle.

Negli ultimi anni la tuta sportiva da donna è infatti approdata alla prima posizione di tutte le wish list: dimenticatevi le tonalità fluo e appariscenti degli anni ’90 perché le ultime tendenze vogliono un monocolore coordinato, adatto anche per uscire (chi l’avrebbe mai detto?).

Celebrities, fashion blogger e street styler stravolgono le carte in tavola e la interpretano abbinandola a capi più eleganti, come cappotto e blazer, donando così nuova vita alla tuta.

La storia delle tute sportive

tute sportive donna
La storia delle tute sportive a partire da Thayaht. Fonte: pinterest

È il 1919 e l’Italia attraversa la corrente futurista che scopre l’interesse per la moda. L’invenzione della tuta, capo innovativo e all’avanguardia per quel periodo, la dobbiamo a Ernesto Michaelles, in arte “Thayaht”, un artista capace di addentrarsi in molteplici discipline artistiche come la scultura, la fotografia e la moda.

Abbozzata velocemente su un foglio, insieme al fratello Ram realizza la “tu-ta”, il primo capo unisex della storia contemporanea che voleva affermarsi come protesta nei confronti dei codici dettati dalla borghesia in quel periodo. Il primo modello era un unico pezzo a forma di T e uguale per tutti (in francese tout-de-même, termine che poi si restringe in “tuta”): una combinazione semplice e sintetica che mixava camicia, giacca e pantalone, l’allacciatura era a bottoni sul davanti, le tasche erano quattro ed era priva di qualsiasi decorazione.

Thayaht realizzò anche una versione femminile e questo per le donne fu una vera conquista. Davanti a loro prendeva (finalmente) forma un’immagine nuova e che rompeva con gli stereotipi alimentati fino a quel momento, dove nei guardaroba e nel modo di vestire esistevano solo corpetti, pizzi, tulle e crinoline, tutti elementi scomodi e molto poco pratici.

Ma con l’inizio del ‘900 la voce delle donne si porta al centro della scena: si fanno carico della vita di ogni giorno, sia domestica che lavorativa, mentre gli uomini sono impegnati al fronte. Il numero di ragazze e donne occupate nelle fabbriche di ogni settore aumenta, così come quello di chi svolge mansioni fino ad allora considerate esclusivamente maschili, come il facchino o l’autista.

Complice anche il fatto che la bicicletta si diffuse come principale mezzo di trasporto, le donne rivendicano il loro ruolo all’interno della società partendo proprio dall’abbigliamento: vogliono essere indipendenti, libere di scegliere cosa indossare, come indossarlo e quando indossarlo. Dimenticano presto gonne, vestiti e dettagli ingombranti a favore di tute da lavoro e pantaloni, facili da indossare e adatti per svolgere agilmente ogni mansione.

Così nel 1923 in Unione Sovietica Rodchenko e la moglie Stepanova rivisitano il concetto di tuta operaia portando alla luce “Varst”, soprannominato come l’abito del proletariato del dopoguerra.

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Dall’hip-hop a Juicy Couture per passare alle tendenze del 2020, come Balenciaga. Fonte: pinterest

La tracksuit rimase relegata nell’ambiente sportivo di palestre e campi di allenamento fino agli anni ’70 quando, grazie alla nuova e nascente passione per il fitness la strada della tuta da ginnastica viene spianata, anche se per vederla protagonista della scena dovremo attendere gli anni ’80 e la cultura dell’hip-hop americano.

Il gruppo dei Run DMC fece della “three stripes” di Adidas una divisa, coronandola così ad un’icona della urban culture e uno status symbol che si diffuse rapidamente in altre sottoculture. L’incredibile successo della scena rap di quegli anni e nei decenni successivi, grazie anche all’arrivo dei video musicali e degli shooting fotografici, diede ancora più rilevanza alla diffusione della tuta sportiva nel tempo libero: infatti divenne parte integrante (e fondamentale) del guardaroba di tutti.

Il nuovo decennio viene inaugurato con la comparsa sulla scena del brand Juicy Couture e il simbolo della moda che aprirà la strada all’athleisure: la tuta in ciniglia, aderente e in colori seducenti che si ispira al concetto di lusso casual. Mariah Carey, Madonna, J-Lo, Britney Spears vengono avvistate al supermercato o tra le strade delle grandi metropoli americane, ma è Paris Hilton che stravolge le carte in tavola indossando per la prima volta una tuta sportiva donna sul red carpet.

Negli anni 2000 questo abbigliamento viene ritenuto troppo “sciatto” e sportivo, quindi ritorna negli ambienti della palestra e delle attività sportive. Nel 2017 torna sotto le luci dei riflettori e per tutti gli stilisti la tuta sportiva da donna diventa un’ossessione tanto da comparire su tutte le passerelle e in tutte le collezioni.

Tipologie e modelli di tute sportive da donna

Nel 2020 il tema dell’athleisure e della comodità è riemerso. Durante il rapido svilupparsi dell’emergenza Covid-19 e i mesi di lockdown di marzo e aprile dove siamo stati costretti a rimanere in casa, l’attività fisica versione casalinga non si è mai fermata.

Infatti, secondo il report mondiale della piattaforma Lyst, nel primo e nel secondo trimestre del 2020 le esigenze di shopping sono notevolmente cambiate: durante questi mesi la categoria online dell’abbigliamento sportivo è stata quella più ricercata e acquistata, complice una ritrovata comodità e praticità in ciò che si indossa.

Quest’anno i modelli più sportivi si alternano a proposte con dettagli fashion e di tendenza, adatti sia per fare sport che da sfoggiare durante il tragitto cucina-salotto!

Champion, in collaborazione con Chiara Ferragni, ha lanciato una collezione speciale composta da pantaloni e pantaloncini, felpe e crop top nelle tonalità zuccherate del rosa e dell’azzurro. La capsule, lanciata proprio durante il periodo di quarantena, reinterpreta il concetto di sport proponendo una linea iper femminile ma grintosa.

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Tipologie e modelli di tuta sportiva donna. Fonte: asos

Nel suo nuovo catalogo autunno/inverno 2020/2021 ASOS propone tantissimi modelli di tute sportive donna. La tendenza quest’anno predilige la tinta unita e il coordinato, dove i volumi oversize si alternano a quelli più asciutti.

Se siete alla ricerca di un tocco di colore da aggiungere al vostro guardaroba vi innamorerete del modello in tonalità mora e versione over: ASOS Design abbina la più classica felpa con cappuccio e tasca grande centrale ad un pantalone morbido con elastico in caviglia.

Se i tagli over non fanno per voi ma preferite un fit più attillato ASOS Design propone la tuta sportiva lilla con felpa crop dal collo alto e jogger.

La grande novità di quest’anno sono le tute sportive donna con un fit più elegante e perfetto per essere indossato anche fuori casa: il pantalone dritto e con filetto centrale del modello azzurro di ASOS Design viene abbinato ad una classica felpa con cappuccio, leggermente corta.

Amatissime quest’anno anche le varianti che riprendono le fantasie dei caldi e morbidi maglioni invernali. Come “Kenton”, il modello proposto da Brave Soul nella versione biscotto e perfetto da indossare in casa!

Non solo a casa: come realizzare uno stile sporty chic

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La nuova interpretazione della tuta sportiva da donna: lo sporty chic. Fonte: pinterest

Nessuno si sarebbe mai immaginato che proprio il mondo della moda si sarebbe convertito alla comodità e alla praticità. La tuta sportiva da donna, additata da sempre come “sciatta”, viene oggi rivisitata e riproposta in chiave moderna e contemporanea.

Street style, modelle e fashion blogger ci insegnano che la tracksuit è perfetta da indossare anche fuori dalle mura di casa e della palestra. Se volete sfoggiarla nei vostri look quotidiani, il consiglio è quello puntare su versioni minimal ma ricercate e in tonalità neutre e pacate come il panna, il beige, il grigio e il nero.

Se invece vi piace sperimentare e giocare con gli abbinamenti optate per colori vitaminici ed energici come il fucsia, l’arancione e tutta la gamma dei fluo.

Il blazer, il cappotto e il trench sono tutto quello che vi serve per costruire un look elegante: giocate con volumi e tonalità a contrasto, prediligendo sempre forme e tagli ricercati e sofisticati. Per le occasioni più formali soffermatevi sul tessuto della tuta sportiva donna, preferendo sempre materiali di qualità.

Per quanto riguarda le scarpe, invece, le scelte sono multiple: se il pantalone della tuta segue la linea della gamba e cade morbido potete abbinarci un paio di ankle boots o, perché no, anche un paio di tacchi. Se invece il vostro motto è “piedi per terra” il vostro paio preferito di sneakers sarà perfetto.

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Il tocco finale verrà poi giocato dagli accessori che non dovranno mai essere in volumi troppo esagerati e vistosi: preferite pezzi unici e originali (perfetto il vintage) e sfoggiateli con disinvoltura!

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