Tra i capi fluo e Madonna, l'indimenticabile moda degli anni '80

Madonna si afferma con il suo stile eclettico e provocante, a Milano i paninari dettano la moda mentre negli USA lo stile più amato è quello preppy. Dagli stili all'ossessione per l'esercizio fisico, dal make-up all'hairstyle assolutamente indimenticabile, la moda anni '80.

Gli anni ’80 non sono solo stati il decennio all’insegna del culto del successo personale e dell’efficienza, ma anche l’epoca d’oro del marketing: grazie alla globalizzazione e ad una maggiore segmentazione dell’offerta in ogni campo, il consumismo diventa un fenomeno globale e la pubblicità si fa sempre più pervasiva.

La cultura dell’apparire è caratteristica dalla moda anni ’80 e a lei si affianca anche l’ossessione per l’attività e la forma fisica, rincorsa negli allenamenti aerobici, dove tinte fluo e tessuti tecnici iniziano a farsi strada anche nei look di tutti i giorni.

Le spalle dei vestiti si allargano e si gonfiano per fare strada al nuovo modello di donna in carriera, agguerrita e determinata mentre fa il suo ingresso nel mondo del lavoro. Le chiome si fanno cotonate, il make-up rende gli occhi protagonisti e gli accessori spaziano dal mondo sportivo alla logo mania, tendenza assolutamente in voga anche nel 2020.

Le correnti e le tendenze della moda anni ’80

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Il power dressing, Jane Fonda e il prêt à porter firmato Armani. Fonte: pinterest

Gli anni del Power Dressing. Impossibile non menzionare il progresso che il movimento femminista fece in quegli anni, modificando la realtà sociale delle donne portandole ad ottenere l’approvazione di leggi riguardo l’aborto, la parità dei sessi sul lavoro e il divorzio. Agguerrite e determinate si fanno largo nel mondo del lavoro indossando tailleur in cui spalle e pantaloni venivano messi ben in evidenza per lasciare intravedere la silhouette.

Lo sport non basta mai: l’aerobica e l’athleisure. La mania della forma fisica prende piede proprio in questo decennio. Jane Fonda è la portavoce di questo segmento e diventa popolare grazie ai video-tutorial in cui pratica questa disciplina. Naturalmente anche l’abbigliamento si allinea a questa corrente, ed ecco che compaiono body in lycra, scaldamuscoli sia sui polpacci che sulle braccia e i fuseaux, tutti rigorosamente in tessuti tecnici e fluo.

Si diffonde il prêt à porter. Le migliori condizioni economiche del decennio degli Eighties permisero alla moda ready-to-wear di espandersi ovunque. La moda anni ’80 viene segnata profondamente da Milano che, proprio in questo decennio, si afferma come capitale della moda e durante le fashion week milanesi diventano celebri alcuni stilisti italiani come Giorgio Armani e Gianni Versace. Grazie a queste due menti brillanti e all’avanguardia, il prêt à porter italiano si trasforma in una firma del lusso in tutto il mondo.

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Madonna, i Sex Pistols e il genere punk. Fonte pinterest

I’m a Material Girl: Madonna. Grazie alla sua inconfondibile capacità di trasformarsi e rinnovarsi, in questo decennio si affermò l’indimenticabile Madonna. I suoi capelli erano arricciati e fatti a frisè, indossata giubbotti in pelle nera borchiati, spesso in versione oversize con scarpe da ginnastica o declinate nei materiali più insoliti.
Per non dimenticare gli iconici orecchini grandi e colorati, i guanti in pelle, lana o pizzo sempre con le dita tagliate. Le sue lunghe collane di perle si arricchivano di simboli religiosi come le croci, con l’intento di inscenare un look che non aveva nulla anche vedere con il fare da brava ragazza dalle buone maniere, ma assolutamente da bad girl.

Il caos del punk. Verso la fine degli anni ’70 si delinea la corrente punk, termine che nacque per definire un genere di musica rock rumoroso e composto da suoni sperimentali. Il gruppo più influente del decennio furono i Sex Pistols, band che scandalizzò l’Inghilterra e il mondo intero: cambiarono radicalmente l’immagine di questo genere musicale, trasformandolo in provocatorio e disordinato.
Il manager della band, Malcolm McLaren, iniziò in quegli anni una relazione con la giovanissima stilista Vivienne Westwood, e la coppia contribuì a definire l’essenza e lo stile punk dietro la frase “When in doubt, Overdress!” (nel dubbio, meglio esagerare!).
Le parole chiave attorno alle quali si sviluppano le collezioni sono sconvolgere ed esagerare: i capi e gli accessori evocavano l’immaginario di banditi, di donne di ispirazione vittoriana ma con abiti strappati e catene abbinati a capi in pelle con spille da motociclista.

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I paninari di Milano e lo stile preppy negli USA. Fonte: pinterest

I paninari di Milano. In Italia la moda anni ’80 è stata segnata dal movimento dei paninari, inizialmente nato a Milano per poi diffondersi in tutta Italia.
Stile fondato sul consumo, che coinvolse poi ogni aspetto della vita di tutti i giorni, si caratterizza dall’ossessione per un abbigliamento assolutamente griffato: rigorosamente costoso e di marca, il paninaro indossava giacconi imbottiti (spesso anche smanicati) di Moncler, scarponcini Timberland o i primi modelli di scarpe da barca a cui si affiancavano modelli super sportivi come le Superga colorate o le Vans, jeans Levi’s o in velluto mille coste di Stone Island, camice a quadri e maglioni colorati.

E i preppy negli USA. A fianco dell’abbigliamento più sportivo e casual della moda anni ’80 si fa largo anche la categoria “preppy” l’inconfondibile look di tutti gli americani che frequentano le prestigiosissime università della Ivy League.
Conservatore e bon ton, lo stile preppy non è una moda ma più una filosofia di vita: il termine deriva dall’abbreviazione di “preparatory school” proprio per indicare le uniformi degli studenti americani che si preparavano per frequentare il college. La classica polo abbinata ad un cardigan o un blazer, il pantalone in taglio capri e il mocassino era l’uniforme maschile, mentre quella femminile prevedeva gonne con fantasie a quadri abbinate a collant di ogni colore o pantalone chino, maglioni con scollo a V e tipicamente d’ispirazione tennis, cardigan con bottoncini e, a completare il look, ballerine o tacchi minimali.

Allenamento e Dynasty: l’abbigliamento e i vestiti

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L’abbigliamento e i vestiti degli anni 80. Fonte: pinterest

Passati alla storia per le giacche oversize e le spalline smisurate, gli anni ’80 nell’immaginario collettivo sono associati soprattutto al Power Dressing. In questo decennio le donne fanno il loro ingresso nel mondo del lavoro e sono sempre più numerose.

La moda propone un ricalco del più classico tailleur maschile rendendolo però fashion, glamour e assolutamente agguerrito, proprio come lo spirito delle donne in quegli anni. Composto da gonna o pantalone è caratterizzato da giacca e spalle rigorosamente oversize. La mania per la forma fisica prende piede proprio in questo decennio: gli sgambatissimi body in lycra indossati sopra i fuseaux si tingono di colori fluo e vivaci.

Sì, perché la moda anni ’80 non ha paura di accostare colori squillanti e contrastanti tra loro: le tonalità più gettonate sono il fucsia e il turchese, il blu elettrico, il verde acido e si conclude con il giallo fluo.

La forma perfetta ottenuta dopo ore di allenamento la si sfoggia in abiti fascianti e assolutamente provocanti. Thierry Mugler e Azzedine Alaïa sono gli stilisti che portano sulla scena questo stile, ma non va dimenticata anche l’influenza delle serie tv di quegli anni: Dynasty rende popolare questo stile glamour composto da look brillanti, tempestati di paillettes con scollature e spacchi vertiginosi, spalline e gioielli da ostentare.

L’altra faccia della medaglia, invece, si esprime con l’abbigliamento più casual del tempo libero, che adotta capi e tessuti sportivi negli outfit quotidiani. Le felpe, i pantaloni da ciclista e le sneakers si fondono con jeans, polo e camice per dare vita ai look athleisure.

Moda anni ’80: gli accessori

In questi anni la logo mania inizia a farsi largo e, con lei, compaiono anche le prime borse griffate. I modelli preferiti si alternano tra morbide e pratiche tracolle, elegantissime clutch e zaini e travel bag si affermano come alternativa alla più classica shopper. I colori sono vivaci e appariscenti, i pellami metallizzati e, tra gli elementi tipici di questo decennio, compaiono anche le prime catene.

Tra i marchi più ricercati e desiderati compare il made in Italy di Fendi e Gucci a cui si affianca anche Chanel, grazie alla rimodernizzazione del brand fatta da Karl Lagerfeld a partire dal 1983. Impossibile non citare la nascita dell’iconica “Birkin” di Hermès nel 1984, ispirata ad uno stile meno formale e rigoroso.

Per quanto riguarda le calzature, nel tempo libero si opta per sneakers e mocassini, mentre le scarpe eleganti della moda anni ’80 puntano a forme appuntite, tacchi sottili e finish metallici. L’accessorio che descrive al meglio gli Eighties è sicuramente la cintura: alta e con una maxi fibbia al centro, viene abbinata ad abiti, maglioni o cardigan per valorizzare il punto vita e far risaltare le spalline imbottite.

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Sarah Jessica Parker con lo scrunchies tra i capelli e gli orecchini a bottone, Lady Diana indossa un cappello a tesa larga. Fonte: pinterest

I gioielli sono assolutamente vistosi: si preferisce l’oro giallo, abbinato come contrasto a perle e pietre di ogni colore e sfumatura. Gli orecchini di moda sono a bottone o a cerchio. Le versioni macro dei fiocchi per capelli influenzano anche gli elastici (i famosissimi scrunchies), i cerchietti e le mollettine colorate che spuntano tra le criniere cotonate.

Ma la moda anni ’80 comprende anche le fasce in spugna stile tennis, a cui si alternano le proposte decisamente più eleganti e formali dei cappelli a tesa larga, da coordinare all’abito o al tailleur con gonna, stile proprio di Lady Diana.

Vistoso e appariscente: il make-up e l’hairstyle

Decisamente vistoso, nel make-up degli anni ’80 gli occhi sono i grandi protagonisti. Sottolineati da matita e ombretto coloratissimi, applicati sia sopra che sotto, il trucco viene sfumato verso l’esterno per ottenere un effetto alla “occhi di gatto”.

Scelto in tonalità molto intense, dal fucsia al corallo, il blush è l’elemento caratteristico e che più emerge da questi look: precursore del contouring che tutte conosciamo oggi, durante gli Eighties veniva applicato con generose pennellate sugli zigomi. Le labbra sono vivaci e si tingono di tinte rosate e aranciate. In questo decennio, immancabile è il gloss profumato, mentre la gamma di tonalità dei rossetti si arricchisce con sfumature diverse tra cui texture lucide e perlate.

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Il make-u e l’hairstyle degli anni ’80. Fonte: pinterest

In questo decennio regna sovrana la permanente, che diventa molto popolare a fianco di cotonature selvagge ed esagerate. I capelli, lunghi o corti che siano, dovevano essere voluminosi e sbarazzini. A questo si affianca anche il frisè, l’inconfondibile marchio di fabbrica degli Eighties, facilmente replicabile grazie alla commercializzazione delle prime piastre per capelli.

Uno dei tagli di capelli più famosi e riprodotti di quell’epoca è senz’altro il mullet: corto sul davanti e lasciato lungo nella parte posteriore. Le tinture per capelli sono coloratissime e assolutamente eccentriche e vistose perché questa è l’epoca della stravaganza, dell’osare e del giocare mixando diversi stili tra loro.

Molto timidamente compaiono anche le prime mèches (rigorosamente bionde), che esploderanno come tendenza hairstyle negli anni ’90.

La moda anni ’80 oggi

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La moda degli anni ’80 sulle passerelle del 2020. Fonte: pinterest

I colori fluo, le spalline sulle giacche e lo stile casual che si fonda con quello della palestra hanno influenzato anche le collezioni del 2020. Agnona ha proposto una versione moderna e all’avanguardia del power dressing: oggi i volumi sono decisamente più morbidi e meno rigidi, immancabile la giacca a doppiopetto, presa dal guardaroba maschile, con la cintura che sottolinea e mette in evidenza il punto vita.

La tendenza dell’athleisure continua a cavalcare le tendenze e il marchio GCDS la riporta in passerella. Tipica sgambatura della moda anni ’80 per gli slip, appoggiati sopra un paio di pantaloncini con taglio da ciclista, nella parte superiore il top riprende i modelli per l’allenamento da palestra.

La corrente preppy, sempre formale e composta, viene invece ripresa da Fendi che la rivisita proponendo un concetto più sofisticato e aggiornato. La classica camicia bianca viene abbinata ad un maglione con profondo scollo a V e in tessuto lucido, mentre il pantaloncino è a vita alta e ampio.

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