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Squaw: l'oltraggio di una parola offensiva che non indica le indiane d'America

Le battaglie contro cui combattono le donne in tutto il mondo sono infinite. Questa è la storia delle native americane, che ancora oggi lottano per non essere più chiamate "squaw", un termine che, anche se l'origine sembra essere diversa, ha assunto nei secoli un significato estremamente offensivo.

Squaw” è il termine con cui si indica in maniera offensiva l’organo femminile, per rivolgersi alle indiane d’America. Nonostante in origine avesse un significato diverso, con i colonizzatori ha acquistato un’accezione negativa. Il dibattito sul vero senso della parola si è portato avanti per anni, ma si è diffusa irrimediabilmente la connotazione offensiva, contro la quale le donne indiane d’America si ribellano oggi.

Chi erano le squaw?

La parola squaw, prima della colonizzazione, indicava propriamente le donne indiane che vivevano nelle tribù. Secondo la definizione tratta dall’Urban Dictionary infatti il termine deriva dalla tribù degli Algonchini e significa “femmina, giovane donna”. Il problema con questa parola è nato con l’arrivo dei colonizzatori anglosassoni. Si rivolgevano alle donne come degli oggetti inferiori, usando il termine squaw in modo volgare e irrispettoso.

La dottoressa Marge Bruchac, discendente di una famiglia di indiani Abenachi, ha scritto l’articolo Reclaiming the Word “Squaw” in the Name of the Ancestors per reclamare una parola che ha origine nella lingua dei nativi, ma è stata presa, modificata nel significato, resa brutta e offensiva dagli europei. Nonostante Bruchac ricevette perfino minacce di morte dopo la pubblicazione di questo saggio, le sue parole fanno riflettere su come la colonizzazione abbia portato violenze non solo a donne, uomini e bambini, ma anche alla lingua e cultura degli indigeni d’America.

Origine presunta della parola squaw

Le controversie sulla parola squaw derivano anche dal fatto che ancora oggi non si conosce chiaramente la sua origine. Ci sono infatti testi e opinioni contrastanti a riguardo. Come abbiamo detto, secondo la Dott.ssa Bruchac il termine è la versione degli Indiani Algonchini di “esqua”, “squa”, “skwa”, che indicavano la donna nella sua totalità.

A riprova del fatto che la parola originaria non aveva accezione offensiva, nel libro del 1622 Mourt’s Relation: A Journey of the Pilgrims at Plymouth viene menzionata per la prima volta questa parola indicando la Squaw Sachem, definita come la Regina moglie del capo indiano, un appellativo in questo caso non negativo.

Esistono però anche diverse teorie, secondo le quali la parola squaw deriverebbe da ojiskwa’. Con questo termine gli Indiani Mohawk definivano l’apparato sessuale femminile. È di opinione comune che il significato conosciuto attualmente derivi dalla traslazione europea del termine che definiva la vagina, per indicare le donne come inferiori e indegne.

Perché il termine squaw è considerato offensivo?

squaw
Fonte: L’Espresso

Se l’origine della parola squaw non è ancora del tutto chiara, l’accezione che si è diffusa per secoli la rende estremamente offensiva. Per comprendere meglio ciò che provano le donne a sentirsi chiamate squaw, si può paragonare il termine a quelli utilizzati in modo razziale e offensivo per altre culture ed etnie. Con l’aggravante che oltre ad avere connotazione razzista, risulta anche discriminatorio per le donne.

Le donne native americane hanno subito per secoli violenze e torture inaudite da parte dei colonizzatori europei. Erano stuprate, vendute come schiave, private dei loro bambini. Erano considerate prede di cui impossessarsi allo stesso modo delle terre. È facile quindi comprendere perché le donne che fanno parte delle popolazioni di origine indiana esistenti ancora oggi si siano stancate di essere chiamate squaw.

Negli ultimi decenni donne e associazioni attiviste hanno protestato per eliminare l’utilizzo del termine. Molte valli, terre e montagne degli Stati Uniti portavano fino a poco tempo fa “squaw” nel nome. Grazie anche al forte sostegno dimostrato da Barack Obama, prima e durante la presidenza, alcuni Stati americani hanno preso provvedimenti a riguardo.

Tuttavia, il problema delle violenze sessuali è ancora molto grave. Le tribù hanno potestà giudiziale sui propri cittadini, e, nonostante le proteste,  ancora oggi molti abusi rimangono impuniti. La battaglia delle donne indiane per cancellare le offese subite è ancora lunga.

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