Cos'è il pregiudizio implicito e come riconoscere quando e come sta agendo in te

Con l'espressione "pregiudizio implicito" ci si riferisce a tutta quella serie di stereotipi e preconcetti che ci animano in maniera inconsapevole e determinano un comportamento discriminatorio nei confronti di determinati individui o gruppi di persone, sulla base del loro orientamento sessuale, della loro etnia, della loro religione, del loro stato socio-economico e della loro classe sociale. Vediamo di che cosa si tratta nel dettaglio.

Il contesto socio-culturale in cui nasciamo, cresciamo e ci confrontiamo con gli altri è portatore sano di una serie innumerevole di pregiudizi che possono manifestarsi, in maniera più o meno consapevole, in qualsiasi ambito della nostra quotidianità, dal lavoro alle interazioni amicali, dalla coda alle poste al rapporto con il partner.

Questo tipo di bias (ossia “tendenza”, “inclinazione”) ha un nome preciso: pregiudizio implicito. Vediamo di che cosa si tratta e come è possibile riconoscerlo.

Che cos’è il pregiudizio implicito?

Con l’espressione “pregiudizio implicito” ci si riferisce a tutta quella serie di stereotipi e preconcetti che ci animano in maniera inconsapevole e determinano un comportamento discriminatorio nei confronti di determinati individui o gruppi di persone, sulla base del loro orientamento sessuale, della loro etnia, della loro religione, del loro stato socio-economico e della loro classe sociale.

Il bias inconscio può palesarsi in qualsiasi contesto, e può guidare, senza averne cognizione di causa, scelte, atteggiamenti e discorsi, orientandosi verso la predilezione di una persona o un insieme di individui scelti sulla base di un tratto comune, qualunque esso sia.

Sul posto di lavoro, per esempio, può, dunque, succedere che un recruiter scelga uno specifico candidato piuttosto che un altro perché lo percepisce come più aderente ai valori dell’azienda, perché sembra più “adatto” o perché appare maggiormente “simile” al leader (senza considerarne a fondo meriti e competenze richieste dal ruolo).

Le origini e le cause del pregiudizio implicito

Ma da dove deriva questa pletora di stereotipi inconsci? La loro origine è dettata dal funzionamento del nostro cervello, il quale, nel momento in cui si trova di fronte alla necessità di compiere una scelta, fa ricorso a una sorta di “pensiero automatico” che detta le probabilità di reiterazione di un determinato evento.

In sostanza, il nostro cervello è propenso a compiere delle generalizzazioni, conducendoci a elaborare giudizi positivi o negativi verso persone o situazioni in base a esperienze similari pregresse.

Come spiega l’avvocata Alice Giannini, dunque:

In psicologia viene definito come “implicit bias” o “bias cognitivo” il meccanismo tramite il quale la nostra mente, implicitamente, ci porta a prediligere o, dall’altra parte, ad avere un preconcetto negativo, nei confronti di un gruppo di persone con un tratto in comune, che può essere la loro religione, l’etnia, l’orientamento sessuale, il ceto sociale etc.

Perciò:

Possiamo dire di avere un (pre)giudizio implicito nei confronti di qualcuno, quindi, quando sulla base delle informazioni in nostro possesso la nostra mente associa determinate caratteristiche alla persona in questione, e ciò ci rende inclini a trattarla favorevolmente o sfavorevolmente.

Conseguenze ed effetti

Un apparato così corposo, stratificato e variegato di pregiudizi impliciti non può che avere una serie di effetti a cascata sulle persone che ne sono vittime. Le conseguenze principali, infatti, sono di tipo derogatorio: un individuo o un gruppo specifico di persone sono ghettizzati e giudicati facendo riferimento ad associazioni mentali fallaci e infondate, con effetti deleteri per la loro vita personale, relazionale e/o professionale.

Pensiamo di nuovo, per esempio, al luogo di lavoro. Come si legge su Zavvy, i bias impliciti possono produrre quattro risultati precipui:

  • Creare svantaggi ingiusti, perché essi possono impedire ai candidati qualificati di essere assunti, promossi o retribuiti in modo equo;
  • Prevenire l’accelerazione della diversità e della cultura, cioè lottare contro la diversità e preferire team omogenei a quelli eterogenei;
  • Influenzare le dinamiche di gruppo e i processi decisionali, dal momento che i pregiudizi impliciti inficiano le nostre capacità relazionali e i rapporti con i colleghi;
  • Impedire un’efficace pianificazione della successione, poiché i bias impliciti possono infiltrarsi e non consentire di individuare i successori più adeguati.

Come riconoscere il pregiudizio implicito?

Il bias implicito, come precisa ancora l’avvocata Giannini, è stato oggetto di molteplici ricerche, tra le quali spicca quella condotta dall’Harvard University a partire dal 1988, confluita nell’elaborazione del “Project Implicit“. Come si legge sul sito:

Le persone non dicono sempre quello che gli passa per la mente. Una ragione è che non vogliono. […] L’altra è che non ne sono in grado. […] La differenza tra mancanza di volontà e incapacità si sostanzia nella differenza tra il nascondere qualcosa di proposito a qualcuno e il nasconderlo, senza saperlo, a se stessi.

Uno dei risultati più importanti della ricerca è stata la creazione di un test online, gratuito e accessibile a chiunque lo desideri, con cui è possibile misurare le convinzioni e le attitudini che una persona non può o non vuole riferire in relazione a determinate caratteristiche degli individui che la circondano, quali l’orientamento sessuale, la religione, l’etnia, l’età, il peso, la provenienza geografica e affini.

Un altro test, di importanza essenziale è, poi, quello elaborato dagli psicologi sociali Mahzarin Banaji Tony Greenwald, i quali hanno coniato il termine pregiudizio implicito negli anni ’90: l’Implicit Association Test (IAT) o Test dell’Associazione Implicita, utile ai fini della valutazione dei pregiudizi inconsci, effettuata attraverso un programma specifico progettato per misurare la forza delle associazioni mentali.

Le strategie per ridurre gli unconscious bias

Come si può fare, allora, per eludere ed eliminare i pregiudizi inconsci? Il primo passo, come sempre, è prenderne consapevolezza, rendendosi conto che un determinato atteggiamento è guidato da un bias implicito, e non da reali convinzioni o idee.

Per questo motivo, appare fondamentale identificare i diversi stereotipi impliciti (ageism, gender bias, affinity bias, halo effect e così via…), per sapere quali strumenti utilizzare per decostruirli e, di conseguenza, smussarli ed eliminarli definitivamente.

Di qui, la decisione di “rompere” i pregiudizi, offrire degli esempi di comportamento alternativi e includere la diversità (ad esempio, come visto, sul posto di lavoro), favorendo equità e inclusione e incoraggiando tutti coloro che costellano le nostre vite a rendersi conto dei propri bias impliciti e ad agire concretamente per sradicarli.

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