logo
Stai leggendo: “I have a dream”: che ne è stato del sogno di Martin Luther King

"I have a dream": che ne è stato del sogno di Martin Luther King

"Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!"

Washington, 28 agosto del 1963: davanti al Lincoln Center e a 200mila persone Martin Luther King ripeteva “I have a dream – Ho un sogno” e pronunciò uno dei più celebri discorsi della storia dell’uomo.

Meno di 5 anni dopo, il 4 aprile 1968 a Memphis, Martin Luther King fu ucciso da un colpo di arma da fuoco di precisione.
Moriva così il pastore protestante americano, che fondò il congresso dei leader cristiani degli stati del Sud contro la segregazione razziale e il cui arresto in Alabama, nel 1963, scatenò un’ondata di manifestazioni tali a Birmingham che le carceri cittadine esaurirono la disponibilità di accogliere nuovi detenuti.

Moriva l’uomo che, proprio in occasione di quell’iconico discorso, strinse la mano al presidente americano John F. Kennedy, il cui provvedimento, che concedeva uguali diritti a bianchi e afroamericani e che era stato presentato al Congresso dopo le sommosse dell’Alabama, divenne legge, nonostante l’opposizione degli stati del Sud, il 28 agosto 1963.

Moriva assassinato il premio Nobel per la Pace (1964). Ma intanto il Civil Rights Act, ovvero la legge che proibiva la segregazione razziale dei neri in scuole, al lavoro e nei luoghi pubblici era stata approvata (1964) e, nel 1965, i neri ebbero finalmente il diritto di voto.

Moriva l’uomo, non il sogno di milioni di uomini, indistintamente neri e bianchi, convinti che un mondo di fratellanza, uguali doveri, uguali diritti, uguali possibilità e totale uguaglianza per ogni essere umano, a prescindere dal colore della propria pelle, fosse possibile. L’unico mondo possibile e auspicabile.

“I have a dream”: che ne è stato di quel sogno 55 anni dopo?

Sono seguite tante conquiste. Tanti uomini e tante donne che sono stati “il primo uomo nero a”, “la prima donna nera a”, con la corretta celebrazione di ciò che ha il carattere dell’eccezionalità e la speranza che da quel momento in poi eccezionalità non fosse più.

E poi tanti e tante ragazzi, ragazze, uomini e donne neri che, senza essere i primi in nulla o degni di nota, hanno condotto e conducono le loro vite da cittadini, da esseri umani, com’è normale che sia, come prima non lo era, godendo di uno stato di diritto non limitato dal colore della loro pelle.

Oggi che gli uomini e le donne neri hanno diritto di voto, di sedersi sui tram, di accedere al lavoro o andare in vacanza in un hotel, oggi in cui all’università sediamo accanto a compagni di banco neri, lavoriamo con colleghi neri, ci sposiamo e amiamo uomini o donne neri, possiamo dire che questo sogno si è realizzato?

O dobbiamo interrogarci su quell’idea di uguaglianza così zeppa di chiacchiere da bar condite da “sporchi negri”, “negro di merda”; su chi ancora rifiuta l’affitto o il lavoro a una persona per il colore della pelle, sul pregiudizio di chi rifiuta di farsi visitare da un medico nero o “subisce” la visita perché l’educazione gli impedisce di dire che, potendo scegliere, avrebbe evitato?

Quel sogno di uguaglianza si è concretizzato perché è legge, nonostante gli insulti, le botte o il pregiudizio che, in più casi, ci ha fatto temere il contatto con l'”uomo nero”, o è ancora lontano a venire?

Dov’è l’uguaglianza sui barconi che affondano in mare, negli occhi gialli e spalancati di un bambino che susciterà pietà a tempo determinato, finché non diventerà adulto? Se lo diventerà, se la sua infanzia farà ancora compassione a qualcuno?

Dov’è il diritto di vivere, il diritto alla dignità di quegli uomini, di quelle donne, di quei bambini rifiutati, temuti, discriminati o ghettizzati perché li divide da noi una lingua, un colore della pelle, dei tratti somatici e di cui ci fa tanto paura la povertà e la disperazione?

“I have a drem – Ho un sogno”.

E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno […]

Noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno […] i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

[…]

Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!.

[…] È questa la nostra speranza […]

Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.

Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi.

Oggi come ieri, “I still have a dream – Ho ancora un sogno”.

L’elenco che segue è parziale, liberamente tratto (e integrato di una voce) da List of African-American Firsts:

1964

Sidney Poitier
Primo uomo afroamericano a vincere un Oscar (non onorario ) competitivo

1965

Patricia Roberts Harris
Prima donna afroamericana Ambasciatrice degli Stati Uniti (in Lussemburgo)

1966

Bill Russell
Primo allenatore afro-americano della NBA ( Boston Celtics )

Donyale Luna
Prima modella afro-americana sulla copertina di una rivista Vogue (Inghilterra)

1967

Carl B. Stokes
Primo afroamericano eletto sindaco di una grande città americana (Cleveland, Ohio)
Thurgood Marshall
Primo afroamericano nominato alla Corte Suprema degli Stati Uniti
Nancy Sinatra e Sammy Davis, Jr.
Primo bacio interrazziale in un programma tv (in ‘With Nancy, NBC)

1968

Nichelle Nichols e William Shatner
Primo bacio interrazziale in una serie tv (Star Trek, bacio tra Uhura e Captain Kirk)

Shirley Chisholm
Prima donna afroamericana eletta alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti (New York)

1969

The Falcon
Primo supereroe afro-americano (Marvel Comics, Captain America #117, settembre 1969).
Lillian Lincoln
Primo diplomato afro-americano della Harvard Business School

1970

Cheryl Browne
Primo concorrente afroamericano nella sfilata di Miss America (Miss Iowa)

1973

Gloria Hendry
Prima ragazza afro-americana di James Bond in un film di James Bond
Tom Bradley
Primo afro-americano eletto sindaco di Los Angeles
Doris A. Davis
Prima donna afro-americana sindaco di una città metropolitana americana (Compton, California)

1974

Beverly Johnson
Primo modello afro-americano sulla copertina della rivista American Vogue

1975

Walter Washington
Primo sindaco eletto afroamericano e primo sindaco di Washington, DC
Franklin Cover e Roxie Roker 
Prima coppia interrazziale afro-americana in un cast serie TV: The Jeffersons, nel ruolo di Tom e Helen Willis

1977

Patricia Roberts Harris
Prima donna afro-americana nel governo degli Stati Uniti (segretaria di Housing and Urban Development)

1982

Debra Austin al Pennsylvania Ballet
Prima donna afro-americana a diventare étoile di un’importante compagnia di balletto americana

1983

Guion Stewart “Guy” Bluford, Jr.
Primo astronauta afro-americano (missione Challenger STS-8)
Harold Washington
Primo sindaco afro-americano di Chicago
Vanessa L. Williams
Prima Miss America afroamericana

1985

Sherian Cadoria
Primo generale donna afro-americana

1987

Aretha Franklin
Prima donna afro-americana, e prima donna, introdotta nella Rock and Roll Hall of Fame

1988

Juanita Kidd Stout
Prima donna afro-americana eletta giudice e prima nominata giudice supremo dello Stato

1991

Sharon Pratt Kelly
Prima donna afro-americana, sindaco di Washington, DC

1992

Mae Jemison
Prima astronauta donna afro-americana

1995

Chelsi Smith
Prima Miss Universo afro-americana

1997

Kofi Annan
Primo nero a guidare l’Onu

2001

Colin Powell
Primo Segretario di Stato afro-americano

2005

Condoleezza Rice
Prima donna afro-americana Segretario di Stato

2008

Barack Obama
Primo afroamericano eletto Presidente degli Stati Uniti

2009

Susan Rice
Prima donna afroamericana Ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite

2015

Loretta Lynch
Prima donna afro-americana Procuratore generale degli Stati Uniti
Vincent R. Stewart 
Primo afro-americano a guidare una grande agenzia di intelligence, la DIA

Rating: 5.0/5. Su un totale di 1 voto.
Attendere prego...