*** Aggiornamento del 6 agosto 2021 ***

Quando un amore limita pensiero, movimento e azione non può più essere considerato passionale perché tutto ciò che comprime è sbagliato e può sfociare in comportamenti violenti. Dopo un po’ ti ritrovi, a un certo punto ti incontri di nuovo, perché in questi rapporti ci si perde profondamente come persona, quando ti incontri non ti lasci più e quello che hai fatto per te stessa ti accompagna per sempre. Ho scelto di sacrificare qualche pezzo di me per sentirmi oggi una donna libera. Sarei stata meglio prima, senza dover sostenere tutte queste complicazioni facciali”

Parole di Lucia Annibali, oggi deputata di Italia Viva, sfregiata con l’acido nel 2013 dall’ex fidanzato Luca Varani, rilasciate nel corso di un’intervista video con Antonella Baccaro, per il Corriere.

Attivamente impegnata contro la violenza sulle donne, che definisce “non un’emergenza, ma un fatto strutturale”, Annibali è riuscita a far approvare, il 30 luglio, il suo emendamento alla riforma Giustizia, prevedendo l’arresto in flagranza per chi viola i provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare o il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Ma tra le sue battaglie c’è anche quella per il cosiddetto reddito di libertà, per cui le donne vittime di violenza, seguite da centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni, possono fare richiesta all’Inps e ricevere fino a 400 euro al mese di contributo, così da contribuire al loro mantenimento nel tentativo di ricostruirsi una vita.

Sentiamo parlare dell’occhio nero, le scarpette rosse, immagini e parole un po’ stereotipate. Esistono tante altre forme di violenza, in particolare economica, che può riguardare la quotidianità nel rapporto familiare e quindi la non possibilità di avere contezza anche delle risorse familiari.

Lucia ha un pensiero ben preciso anche su chi fa victim blaming:

Le donne possono denunciare prima? Tutte frasi dette da chi non conosce le storie, né i sentimenti delle vittime di violenza. Ognuna ha bisogno del suo tempo.

L’intervista al Corriere fa parte del progetto Together, di “Be | Shaping The Future” ideato con il supporto di Per Milano Onlus, Fondazione di Comunità Milano e il patrocinio del Comune di Milano, allo scopo di valorizzare il talento femminile, promuovere una società più inclusiva e prevenire forme di discriminazione e violenza nei confronti delle donne.

*** Articolo originale ***

“Lo dico sempre alle ragazze, alle donne, quando mi invitano nelle scuole o nei convegni: non cedete al ricatto di chi vi fa soffrire. Troncate ogni rapporto che può farvi male e mettervi in pericolo”.

Così Lucia Annibali, avvocatessa sfregiata con l’acido da due uomini pagati dal suo ex fidanzato, ha spiegato alla Stampa nel 2018 quanto sia importante dire no e imparare a riconoscere le relazioni pericolose. In Italia sono ancora troppe le fidanzate, le mogli e le madri costrette a pagare per quello che amore non è.

Secondo il dossier 2019 sulla sicurezza nel nostro Paese, presentato dal Ministero degli Interni, calano in proporzione i furti, le rapine e gli omicidi, ma aumentano gli episodi di violenza sulle donne.  Tanto che l’80% degli omicidi riguarda la sfera affettiva o familiare, il 63,4% delle donne uccise sono vittime di omicidi compiuti in ambito familiare/affettivo, 12.733 sono le denunce presentate per stalking (da donne in 3 casi su 4), una percentuale che è del 13% inferiore rispetto all’anno precedente.

Quei bravi ragazzi che ci uccidono e i panni sporchi da lavare in casa

.Lucia Annibali avrebbe potuto essere una delle tante donne uccise, ma ce l’ha fatta. Sta vivendo una nuova vita dopo quella maledetta sera del 16 aprile 2013, lontana da quell’uomo che la voleva morta e vicina alle donne che come lei sono state ingiustamente punite per un amore sbagliato.

In fondo io sono rinata proprio quella sera dell’aggressione. Attraverso quella sofferenza fisica e quella disperazione ho trovato la forza di staccarmi veramente dall’uomo che pensavo mi amasse e invece mi odiava.

Prima mi aveva detto di non essere legato a nessun’altra e quando io, scoperto che aveva una compagna dalla quale stava per avere un figlio, l’ho lasciato, si è vendicato nel peggiore dei modi. Se mi ha mai scritto per chiedermi perdono? No, mai. Lui mi odia. Mi voleva morta, ma io sono qui a sorridere e sentirmi ancora bella, malgrado tutto.

Sfogliate la gallery per leggere la storia e le dichiarazioni di Lucia Annibali…

Lucia Annibali, la donna cui hanno rubato il volto non l'anima
Fonte: Getty Images
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Articolo originale pubblicato il 17 Settembre 2019

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