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Galleria: Jill Tarter e le donne che si sono prese la Luna e tutto lo spazio

Jill Tarter e le donne che si sono prese la Luna e tutto lo spazio

Jill Tarter e le altre: chi sono le donne che si sono prese "la rivincita" sugli uomini, abbattendo i cliché e conquistando lo spazio.

Oggi le donne esercitano le più svariate attività: sono diventate fantini, giocatrici di baseball, scienziate atomiche, dirigenti d’azienda e forse un giorno impareranno anche a parcheggiare la macchina.

Questo aforisma racchiude perfettamente quello che è uno dei cavalli di battaglia del pensiero maschilista e dell’estenuante battaglia dei sessi; del resto, storicamente la dicotomia uomo/donna si è portata dietro stereotipi legati ad abitudini, stili di vita, attività che sono da sempre state inquadrate come “maschili” o “femminili”, con conseguente, facile ironia legata proprio all’incapacità del sesso opposto di portarle avanti. Ecco perché, nell’immaginario collettivo (maschile) la donna che non sa parcheggiare la macchina è diventata lo stereotipo per eccellenza, quasi che il nascere donne corrisponda, per una legge di natura, alla non abilità al volante.

E gli esempi, ovviamente, non si esauriscono qui, ma passano per tutta quella serie di attività che richiedono manualità, tecnica, applicazione scientifica… Discipline che, culturalmente, sono state quasi sempre appannaggio degli uomini. Non per una mancanza di interesse femminile, ma per le obiettive difficoltà che le donne hanno incontrato, ad esempio, nell’accesso a scuole a indirizzo medico, scientifico, tecnologico, alle barriere mentali imposte dalla società che hanno sempre visto tali attività esclusivamente come “maschili”, e che lentamente e faticosamente stanno iniziando a sgretolarsi appena adesso, nonché a una buona dose di pregiudizio, quello stesso che, ancora oggi, di fronte a donne meccanico, ingegneri, camioniste, fanno storcere il naso e ripetere la solita frase (indifferentemente da uomini e altre donne): “Quella è un maschiaccio!”

Dovrebbe ormai essere superata la concezione del lavoro “da uomini e da donne”, così come degli studi, o degli interessi; eppure, ancora adesso – talvolta involontariamente e con la massima buona fede – tendiamo a parlare di donne che hanno compiuto “imprese”, semplicemente riferendoci a chi, di loro, si è distinta in attività generalmente cosiddette maschili, o di “rivoluzionarie”, in quei casi in cui, lottando proprio contro i cliché sociali, hanno saputo emergere in professioni e occupazioni solitamente invise al genere femminile.

Degli esempi? Prendiamo la questione spazio. Ciò che ha sempre affascinato il genere umano, ovvero scoprire cosa c’è al di là del pianeta Terra, studiare gli astri ed esplorare nuovi pianeti, spesso anche alla ricerca di altre forme di vita, è idealmente legato all’essere uomini.

Uomini sono stati, ad esempio, i primi a mettere piede sulla Luna (Buzz Aldrin e Neil Armstrong), uomini la maggior parte di coloro che lavorano alla Nasa, gli ingegneri, i tecnici…

Ma questo non è sempre vero. Il mondo dell’astronomia, della scienza, dell’astrofisica, ha avuto anche eccellenze femminili, donne che si sono distinte non solo compiendo lavori eccezionali nei rispettivi campi, ma soprattutto arrivando a scoperte che hanno cambiato il genere umano e il corso della storia.

Prendiamo Jill Tarter: lei, astronoma statunitense classe 1944, è stata la prima a proporre, nella sua tesi di dottorato, il termine di nana bruna, nel 1975.

Jill nella sua vita ha seguito moltissimi, importanti progetti scientifici, la maggior parte dei quali riguardanti le ricerche sulla vita extraterrestre, condotte presso il SETI dal Cyclops Report della Nasa.

È stata direttrice del Centro di Ricerca SETI del SETI Institute a Mountain View in California, del Project Phoenix (riconfigurazione HRMS) sotto il patrocinio del SETI Institute, pubblicando, nella sua lunga attività, dozzine di documenti tecnici e conferenze focalizzate sulla ricerca di intelligenze extraterrestri e sul bisogno di una corretta educazione scientifica.

Nella sua carriera, durata 35 anni e interrotta con il ritiro solo nel 2012, Tarter vinse, fra gli altri, un Lifetime Achievement Award da parte di Women in Aerospace nel 1989, un Telluride Tech Festival Award of Technology nel 2001, due medaglie del servizio pubblico da parte dalla Nasa, un TED Prize nel 2009. C’è di più: l’asteroide della fascia principale 1999 TJ16, scoperto nel 1999, nel 2005 è stato denominato in suo onore 74824 Tarter dall’Unione Astronomica Internazionale.

A lei è stato anche dedicato un libro, Contact, di Carl Sagan, da cui è stato tratto il film omonimo, dove Jill era interpretata da una magnifica Jodie Foster.

Sugli alieni, e sulla paura che l’idea degli extraterrestri hanno da sempre instillato nelle persone, fomentata anche dalla cultura di massa basata su film, libri e serie tv, Jill ha detto:

Spesso gli alieni dei film di fantascienza dicono di più su di noi che su se stessi…. Mentre Sir Stephen Hawking ci ha avvertiti che la vita degli alieni potrebbe provare a conquistare o colonizzare la Terra io mi trovo rispettosamente in disaccordo. Se gli alieni fossero in grado di visitare la Terra vorrebbe dire che loro avrebbero capacità tecnologiche abbastanza sofisticate da non avere bisogno di schiavi, cibo o altri pianeti. Se gli alieni verrebbero qui sarebbe semplicemente per esplorare. Considerando l’età dell’universo, probabilmente non saremmo nemmeno il loro primo incontro extraterrestre. Dovremmo guardare film come Men in Black IIIPrometheus e Battleship’ come divertimento e metafore per le nostre stesse paure, ma non dovremmo considerarli dei precursori delle visite aliene.

Jill, in generale, ha sempre avuto un approccio diverso rispetto alle altre forme di vita ipoteticamente esistenti, ritenendo che l’assillo dietro alla domanda “Siamo soli?” condizioni più la vita stessa degli esseri umani, come spiegato il 20 ottobre, 2006, durante il podcast del Point of Inquiry.

Gli umani avranno un punto di vista differente riguardo l’essere umano se e quando sapremo la risposta alla domanda:’Siamo soli?’

Come lei, molte altre sono le donne che hanno seguito le proprie passioni, fossero esse quelle di viaggiare nello spazio o di osservare le stelle; in gallery, abbiamo raccolto alcune delle più famose.

Jill Tarter e le donne che si sono prese la Luna e tutto lo spazio

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