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Galleria: Margherita Hack: la scelta di non avere figli e la beffa della sua eredità

Margherita Hack: la scelta di non avere figli e la beffa della sua eredità

Fu un'astrofisica eccezionale, ma soprattutto una donna con le idee molto chiare: Margherita Hack non si vergognò mai di non volere figli, neppure quando la non maternità di una donna era vista come una scelta di egoismo.

Margherita Hack non è stata “solo” una delle menti più geniali e incredibili della cultura e della scienza mondiali dell’ultimo secolo, ma probabilmente ha rappresentato, forse senza neppure saperlo, l’incarnazione di alcune delle lotte sociali più accese degli ultimi anni: animalista convinta, non ha mai fatto mistero di essere vegetariana dalla nascita e di non aver mai assaggiato la carne, anticipando di fatto la diatriba inerente il veganesimo e l’educazione veg da impartire ai figli. Ma l’astrofisica può, a pieno titolo, essere considerata anche un’antesignana di quella rivendicazione femminista al diritto di autodeterminazione e di rifiuto della maternità, non solo per la particolare professione scelta, dove è stata una vera eccellenza, ma anche per la volontà, apertamente dichiarata e ribadita più volte in vita, di non voler avere figli.

Quello che ancora oggi è spesso considerato come un gesto di egoismo o una scelta sconsiderata che non rende “completa” una donna era invece un concetto che la scienziata fiorentina non solo non si vergognava di portare avanti, ma di cui, per tutta la vita, è rimasta pienamente e fermamente convinta. Tanto da accettare di prendere parte al progetto Lunadigas, documentario girato da Nicoletta Nesler e Marilisa Piga teso proprio a far conoscere le ragioni, i diritti e i pensieri di tutte quelle donne che non si sentono meno realizzate perché non madri, e che non vivono la non maternità come un handicap sociale, benché per molti sembri ancora esserlo.

Lei, Margherita, ha avuto le idee ben chiare da sempre.

Né io né Aldo [De Rosa, il marito, ndr.] abbiamo mai avuto il desiderio né la vocazione di fare i genitori. Forse perché siamo rimasti bambini noi.

Diceva la Hack in Lunadigas; per poi aggiungere di aver sempre avuto più attrazione per gli animali che per i bambini, e di non essere preoccupata all’idea di non aver nessuno a cui lasciare la propria eredità, forse mentale prima ancora che fisica.

L’eredità si può lasciare anche agli allievi – spiegava – e io ne ho avuti tanti. Una certa eredità l’ho lasciata, e poi, a dir la verità, a me non me ne frega nulla di lasciar l’eredità!

Tre anni dopo da quell’intervista, Margherita Hack ribadì le sue convinzioni ancor più fermamente.

Siamo in sette miliardi al mondo. Fare figli sembra diventata più una colpa che un atto di egoismo, perché siamo troppi a questo mondo. Una persona dovrebbe mettere al mondo un figlio solo se davvero sente di potergli volere bene. Se mi fosse capitato di avere una creatura non mia gli avrei voluto bene lo stesso, ma non l’ho mai desiderato.

La grande astrofisica, Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana nel 2012 e Medaglia d’oro ai benemeriti della scienza e della cultura nel 1998, morì il 29 giugno 2013, seguita a poco più di un anno di distanza dal marito, gravemente malato di demenza senile.

Per assurdo, la beffa nei confronti di Margherita Hack avvenne proprio dopo la sua morte, e proprio per quell’eredità di cui a lei non importava nulla. Come riporta un articolo del Fatto Quotidiano, la donna aveva scritto, nel tempo, due testamenti diversi, in cui lasciava tutto al marito; nel primo, redatto nel 2003  su carta intestata del Dipartimento di fisica dell’università, Aldo De Rosa era nominato erede, ma i titoli e il denaro in suo possesso sarebbero dovuti servire per la sua assistenza. Nel 2011, invece, Margherita aveva aggiunto di lasciare al marito l’usufrutto generale vitalizio su tutto il patrimonio mobiliare e immobiliare, ma le sue volontà erano di lasciare 20 mila euro a testa a due associazioni animaliste, ENPA e Astad. Nel testamento, tuttavia, era menzionata anche l’amica-badante del marito Tatiana Gjerco, a cui sarebbero andati 100 mila euro e la casa.

Peccato che, dopo la morte di De Rosa, avvenuta il 26 settembre 2014, la badante abbia presentato un terzo testamento, stavolta redatto dall’uomo, che la dichiarava unica erede di tutti i beni della Hack. Con buona pace delle associazioni animaliste che lei voleva premiare. La Gjerco nell’ottobre del 2017 è finita davanti al giudice di Trieste con l’accusa di circonvenzione di incapace, poiché, secondo il pubblico ministero Federico Frezza, avrebbe approfittato delle condizioni precarie di De Rosa per fargli redigere un nuovo testamento, chiedendo di essere giudicata con il rito abbreviato.

Chissà cosa avrebbe pensato Margherita…

Abbiamo ripercorso la vita e la carriera della grande astrofisica nella nostra gallery.

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