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Margherita Hack: la scelta di non avere figli e la beffa della sua eredità

Astrofisica eccezionale e donna con le idee molto chiare, a Margherita Hack il comune di Milano dedicherà una statua, in occasione del centenario della nascita, l'anno prossimo.

*** Aggiornamento del 15 luglio 2021 ***

La “signora delle stelle” avrà una statua che la commemora. In occasione del centenario della sua nascita, il 12 giugno 2022, a Milano verrà inaugurato il monumento a Margherita Hack, l’astrofisica, scomparsa nel 2013, prima donna italiana a dirigere l’Osservatorio Astronomico di Trieste. 

L’iniziativa è della Fondazione Deloitte, in co-progettazione con Casa degli Artisti ed è sostenuta dal Comune di Milano – Ufficio Arte negli Spazi Pubblici. Hack sarà la prima donna a cui verrà dedicata una statua nella città meneghina, grazie al suo lavoro di accademica e di divulgatrice scientifica, e al suo essere stata una pioniera di emancipazione femminile.

L’inaugurazione ci sarà la prossima primavera, e Casa degli Artisti si è già attivata per selezionare le artiste, italiane e internazionali, che potrebbero mettere la firma sull’opera; i progetti saranno presentati al pubblico negli spazi di Casa degli Artisti, mentre il progetto vincitore sarà selezionato da una giuria di esperte ed esperti il prossimo autunno.

Paolo Gibello, Presidente di Fondazione Deloitte, al Corriere ha dichiarato: “La prima scultura sul suolo pubblico di Milano, nel nome di una figura femminile di straordinario rilievo, rappresenta un traguardo, ma allo stesso tempo anche un punto di partenza. Con l’auspicio che sia la prima di una lunga serie di opere destinate a colmare finalmente una lacuna nei confronti delle donne, STEM in particolare, poco o quasi mai rappresentate in monumenti di questo genere. Non solo a Milano, ma anche in Italia così come in tutto il mondo.

Già a luglio 2020, il nostro primo Osservatorio aveva messo in risalto il fatto che solo un quarto degli iscritti a facoltà STEM è donna, con un pesante gender gap per questi profili. La testimonianza e il riscatto di vita di Margherita Hack devono essere un modello per tutte le donne STEM del futuro perché bisogna spingere sempre di più per attrarre e formare talenti femminili e farne un pilastro della nostra crescita”.

*** Articolo originale ***

Margherita Hack non è stata “solo” una delle menti più geniali e incredibili della cultura e della scienza mondiali dell’ultimo secolo, ma probabilmente ha rappresentato, forse senza neppure saperlo, l’incarnazione di alcune delle lotte sociali più accese degli ultimi anni: animalista convinta, non ha mai fatto mistero di essere vegetariana dalla nascita e di non aver mai assaggiato la carne, anticipando di fatto la diatriba inerente il veganesimo e l’educazione veg da impartire ai figli. Ma l’astrofisica può, a pieno titolo, essere considerata anche un’antesignana di quella rivendicazione femminista al diritto di autodeterminazione e di rifiuto della maternità, non solo per la particolare professione scelta, dove è stata una vera eccellenza, ma anche per la volontà, apertamente dichiarata e ribadita più volte in vita, di non voler avere figli.

Quello che ancora oggi è spesso considerato come un gesto di egoismo o una scelta sconsiderata che non rende “completa” una donna era invece un concetto che la scienziata fiorentina non solo non si vergognava di portare avanti, ma di cui, per tutta la vita, è rimasta pienamente e fermamente convinta. Tanto da accettare di prendere parte al progetto Lunadigas, documentario girato da Nicoletta Nesler e Marilisa Piga teso proprio a far conoscere le ragioni, i diritti e i pensieri di tutte quelle donne che non si sentono meno realizzate perché non madri, e che non vivono la non maternità come un handicap sociale, benché per molti sembri ancora esserlo.

Lei, Margherita, ha avuto le idee ben chiare da sempre.

Né io né Aldo [De Rosa, il marito, ndr.] abbiamo mai avuto il desiderio né la vocazione di fare i genitori. Forse perché siamo rimasti bambini noi.

Diceva la Hack in Lunadigas; per poi aggiungere di aver sempre avuto più attrazione per gli animali che per i bambini, e di non essere preoccupata all’idea di non aver nessuno a cui lasciare la propria eredità, forse mentale prima ancora che fisica.

L’eredità si può lasciare anche agli allievi – spiegava – e io ne ho avuti tanti. Una certa eredità l’ho lasciata, e poi, a dir la verità, a me non me ne frega nulla di lasciar l’eredità!

Tre anni dopo da quell’intervista, Margherita Hack ribadì le sue convinzioni ancor più fermamente.

Siamo in sette miliardi al mondo. Fare figli sembra diventata più una colpa che un atto di egoismo, perché siamo troppi a questo mondo. Una persona dovrebbe mettere al mondo un figlio solo se davvero sente di potergli volere bene. Se mi fosse capitato di avere una creatura non mia gli avrei voluto bene lo stesso, ma non l’ho mai desiderato.

La grande astrofisica, Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana nel 2012 e Medaglia d’oro ai benemeriti della scienza e della cultura nel 1998, morì il 29 giugno 2013, seguita a poco più di un anno di distanza dal marito, gravemente malato di demenza senile.

Per assurdo, la beffa nei confronti di Margherita Hack avvenne proprio dopo la sua morte, e proprio per quell’eredità di cui a lei non importava nulla. Come riporta un articolo del Fatto Quotidiano, la donna aveva scritto, nel tempo, due testamenti diversi, in cui lasciava tutto al marito; nel primo, redatto nel 2003  su carta intestata del Dipartimento di fisica dell’università, Aldo De Rosa era nominato erede, ma i titoli e il denaro in suo possesso sarebbero dovuti servire per la sua assistenza. Nel 2011, invece, Margherita aveva aggiunto di lasciare al marito l’usufrutto generale vitalizio su tutto il patrimonio mobiliare e immobiliare, ma le sue volontà erano di lasciare 20 mila euro a testa a due associazioni animaliste, ENPA e Astad. Nel testamento, tuttavia, era menzionata anche l’amica-badante del marito Tatiana Gjerco, a cui sarebbero andati 100 mila euro e la casa.

Peccato che, dopo la morte di De Rosa, avvenuta il 26 settembre 2014, la badante abbia presentato un terzo testamento, stavolta redatto dall’uomo, che la dichiarava unica erede di tutti i beni della Hack. Con buona pace delle associazioni animaliste che lei voleva premiare. La Gjerco nell’ottobre del 2017 è finita davanti al giudice di Trieste con l’accusa di circonvenzione di incapace, poiché, secondo il pubblico ministero Federico Frezza, avrebbe approfittato delle condizioni precarie di De Rosa per fargli redigere un nuovo testamento, chiedendo di essere giudicata con il rito abbreviato.

Chissà cosa avrebbe pensato Margherita…

Abbiamo ripercorso la vita e la carriera della grande astrofisica nella nostra gallery.

Margherita Hack: la scelta di non avere figli e la beffa della sua eredità
Fonte: web
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Articolo originale pubblicato il 11 Giugno 2018