Guida alle generazioni: elenco, anni e nomi

Alla scoperta delle generazioni: scopriamo insieme quali sono, come si chiamano, quali sono le loro caratteristiche principali e come distinguerle. Ecco una guida completa con l'elenco di tutte le generazioni.

Millenials, Gen Z, Baby Boomers. Da un po’ di anni a questa parte, soprattutto sui social, è facile imbattersi in “etichette” di questo genere, volte a indicare generazioni specifiche. Ma che cosa si intende, esattamente, con il termine generazione?

A livello demografico, le generazioni rappresentano un gruppo di persone che hanno vissuto nello stesso lasso di tempo e sono state esposte agli eventi che lo hanno costellato: dalle guerre alle crisi economiche, dai cambiamenti politici a quelli culturali, dalle epidemie alle grandi innovazioni tecnologiche. In questo senso, dunque, gli individui della medesima generazione condividono parzialmente sia il modo di vivere il presente, sia le prospettive future, perché sottoposti a esperienze pressoché simili, fonte di una sorta di “memoria collettiva generazionale”.

Quali sono le generazioni: l’elenco

Per convenzione, le generazioni più recenti hanno una durata “standard” di 15 anni, mentre quelle precedenti si aggirano intorno ai 20-25 anni. In ogni caso, i confini tra tutte le generazioni sono – ripetiamo – convenzionali, e possono variare leggermente in base alla classificazione utilizzata. Prima di entrare nel dettaglio, vediamo quali sono le generazioni, come si chiamano e quali sono gli anni indicativi di riferimento:

  • Generazione perduta: 1883-1900;
  • Greatest Generation: 1901-1927;
  • Generazione silenziosa (o della ricostruzione): 1928-1945;
  • Baby Boomers (o Boomers): 1946-1964;
  • Generazione X (o di transizione): 1965-1980;
  • Millennials (o Generazione Y): 1981-1996;
  • Generazione Z (o delle reti): 1997-2012;
  • Generazione Alpha: 2013-2025;
  • Generazione Beta: 2025-2039.

Le caratteristiche di ogni generazione

Come anticipato all’inizio, ogni gruppo generazionale è plasmato da un contesto socio-economico e tecnologico unico, che ne ha influenzato i valori, le abitudini di consumo e l’approccio alla vita. Comprendere le peculiarità di ciascuna epoca ci permette di leggere meglio le dinamiche sociali attuali e le radici dei cambiamenti che hanno segnato la nostra storia recente. Ecco, qui di seguito, le caratteristiche principali di ciascuna generazione.

Generazione perduta: la prima delle generazioni moderne

L’elenco delle generazioni non può non partire dalla Generazione perduta, ossia quella situata tra il 1883 e il 1900. Si tratta delle persone che parteciparono attivamente alla Prima guerra mondiale: giovani che compirono 18 anni sul fronte, prestando servizio durante il primo conflitto globale.

La definizione è diventata popolare grazie al celebre scrittore statunitense Ernest Hemingway, che nel suo libro Festa mobile attribuisce l’espressione alla sua mentore, Gertrude Stein, scrittrice e poetessa statunitense, figura chiave dell’arte moderna e della letteratura modernista.

Greatest Generation: la Grande Depressione e la guerra

Alla Generazione perduta segue la cosiddetta Greatest Generation, la Grande generazione, compresa tra gli anni 1901 e 1927. Il suo nome è stato coniato dal giornalista statunitense Tom Brokaw e contraddistingue i giovani che hanno vissuto la Grande Depressione, tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta del Novecento.

Non solo. Si riferisce, infatti, anche alle persone che hanno combattuto nella Seconda guerra mondiale, contribuendo anch’esse allo sforzo bellico e, in particolar modo, alla produzione delle armi.

Generazione silenziosa: gli anni della guerra

Collocata tra il 1928 e il l 1945, la Generazione silenziosa corrisponde a un decremento demografico parallelo alla Seconda guerra mondiale, verificatosi tanto in Italia quanto negli Stati Uniti d’America e causato dall’insicurezza finanziaria e, appunto, dalla guerra.

L’origine dell’espressione non è chiara. Secondo alcuni, è probabilmente nordamericana e si connette al fatto che molti giovani adulti del periodo, vissuti durante il maccartismo, percepivano come pericoloso parlare in pubblico – soprattutto perché i suoi membri sono noti per aver dato avvio al movimento per i diritti civili. L’espressione venne utilizzata per la prima volta dalla rivista Time in un articolo pubblicato il 5 novembre 1951, sebbene sembri che essa sia antecedente a quella data. Il termine accoglie anche la maggior parte degli individui che prese parte alla guerra di Corea.

Baby Boomers: i figli del boom economico

Forse tra i più citati e bistrattati, i Baby Boomers sono i nati tra il 1946 e il 1964, figli del boom demografico ed economico del secondo dopoguerra. Come si legge su Treccani, infatti, l’espressione Baby Boomers indica letteralmente “chi è nato/a negli anni del baby boom”. Sono, quindi, le persone cresciute in un periodo di vigoroso sviluppo economico, complice del loro impegno in cause sociali, civili e politiche e di un investimento maggiore nella propria realizzazione personale.

Sono, inoltre, gli individui che hanno vissuto alla stregua di protagonisti le rivoluzioni culturali, le lotte per i diritti civili, il femminismo e il movimento hippie, dando un forte contributo ai cambiamenti che hanno caratterizzato il fermento dei decenni successivi alla loro nascita. Oggi, il termine abbreviato “boomer” ha assunto sfumature ironiche e sarcastiche, entrando nella lingua corrente tra il 2019 e il 2020 (anche grazie al meme “Ok boomer”, usato dai più giovani in contrasto a osservazioni paternalistiche da parte di persone più grandi).

Generazione X: la generazione di transizione

La Generazione X comprende gli individui la cui nascita è compresa tra il 1965 e il 1980, ossia coloro che hanno animato gli anni Ottanta e Novanta del Novecento. Il nome prende origine dal romanzo dello scrittore canadese Douglas Coupland, Generazione X, pubblicato nel 1991 e ristampato dalla casa editrice Accento nel 2024.

È anche definita “di transizione”, perché si pone a metà strada tra due epoche: quella analogica dei Baby Boomers e quella digitale propria delle generazioni successive. È stata, infatti, una delle prime a utilizzare Internet, i social network e i forum. I membri della Generazione X posseggono, inoltre, una coscienza ecologica più elevata rispetto alle generazioni precedenti, dal momento che hanno vissuto, negli anni della gioventù, eventi di grande portata da tale punto di vista, quali il disastro di Chernobyl e l’allarme per il buco nell’ozono.

Millennials: la Generazione Y

I Millennials – come la sottoscritta – rappresentano le persone nate tra il 1981 e il 1996. Il termine trae origine dagli storici statunitensi Neil Howe e William Strauss, i quali scelsero questo nome perché i suoi membri sarebbero divenuti adulti con l’arrivo del nuovo millennio. A partire da essa, tutte le generazioni osservano la successione alfabetica che segue la lettera X – che caratterizza, appunto, i predecessori.

Nel complesso, si tratta della prima generazione cresciuta con Internet e i computer, e per la quale la tecnologia è diventata, in un certo senso, un luogo in cui rifugiarsi e costruire anche relazioni sociali – di qui, l’appellativo di “sempre connessi”. È, poi, la generazione dell’euro, della cittadinanza europea e del multiculturalismo, ma anche la generazione della forte precarietà professionale, il cui ingresso nel mondo del lavoro è stato segnato da crisi economiche globali (come quella del 2008).

Generazione Z: i nativi digitali

Ed ecco giungere ai famosi “nativi digitali”, ossia la Generazione Z, quella compresa tra il 1997 e il 2012. È conosciuta anche con altri soprannomi, quali Zoomer, Centennials, iGen, Post-Millennials, Plural e Digitarian, dal momento che il mondo dei social media, in particolare, incide particolarmente sul suo processo di socializzazione.

Ma che cosa li contraddistingue? Semplice: sono i primi individui ad aver avuto accesso a Internet fin dall’infanzia, motivo per cui i suoi membri sono definiti “nativi digitali” (l’espressione è stata utilizzata da Marc Prensky nel 2001, ma è stata molto discussa, e lo stesso scrittore ne ha, poi, preso le distanze). Sono figli degli ultimi Baby Boomers e della Generazione X.

Generazione Alpha: gli “screenagers”

Nella Generazione Alpha confluiscono tutti i nati tra il 2013 e il 2025: essa costituisce, dunque, la prima delle generazioni appena elencate interamente nata nel nuovo secolo e nel nuovo millennio. L’espressione è stata coniata dal ricercatore sociale australiano Mark McCrindle, che la introdusse nel libro The ABC of XYZ: Understanding the Global Generations pubblicato nel 2009.

I suoi membri sono definiti anche “screenagers” a causa dell’utilizzo massiccio della tecnologia e, in generale, dell’importanza degli schermi di computer, tablet e cellulari nel corso della loro crescita. Tuttavia, non vi è ancora un consenso unanime per quanto riguarda l’anno di inizio della Generazione Alpha: nel libro Generation Alpha del 2023, per esempio, lo stesso McCrindle colloca il suo abbrivio nel 2010, mentre un rapporto del 2019 del Pew Research Center ha utilizzato provvisoriamente il 2013. In generale, si parla degli anni compresi tra il 2010 e il 2020.

Generazione Beta: i nati dal 2025

E ora, spazio al futuro e alla sua Generazione Beta, ossia i nati dal 2025 in poi – convenzionalmente, ne faranno parte le persone nate fino al 2039. Che cosa conosciamo, di loro? Di sicuro, sappiamo che i suoi membri cresceranno in un mondo in cui l’Intelligenza Artificiale plasmerà ogni aspetto della nostra (e loro) vita, dall’istruzione al lavoro, dall’intrattenimento alla sanità.

Al contempo, dovranno fronteggiare un mondo in profonda crisi, innervato di guerre, crisi economiche, progressi tecnologici sempre più veloci, cambiamento climatico e urbanizzazione: vere e proprie sfide globali che li metteranno a dura prova, ridefinendo i contorni della quotidianità. Nello stesso tempo, però, saranno anche individui sempre più attenti e sensibili ai temi dell’inclusività, della diversità e della tolleranza, la cui crescita sarà solleticata da un ambiente che favorirà, senza dubbio, curiosità, consapevolezza ambientale, umana e sociale, solidarietà e diritti civili.

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