Master of the menopause, maestro della menopausa: è così che l’insegnante di religione in pensione – fino ad allora ignara di cosa fosse un orgasmo – soprannomina il sex worker ventenne che ha affittato per regalarsi un fuori programma, in Il piacere è tutto mio film con Emma Thompson e Daryl McCormack: linguaggio esplicito, mai volgare, corpi nudi e scene di sesso per rivendicare il diritto delle donne al piacere, anche dopo la menopausa.

Argomento poco bazzicato, così come quello della libertà di usufruire dei servizi di un lavoratore del sesso, almeno dal cinema e dalla letteratura italiana, malgrado una popolazione sempre più anziana. Non così tra le pagine web, che pullulano invece di consigli contro il calo del desiderio e la secchezza vaginale, tanto da far temere l’arrivo della menopausa quanto rughe e rilassamento cutaneo, da combattere con un incessante ricorso a creme, sieri, lozioni da applicare dalla testa fino agli ultimi recessi corporali.

Sex worker, la lotta per i diritti e la dignità del lavoro sessuale

Non a caso Emma Thompson, che ormai da più di 10 anni si è fatta paladina di una campagna anti botox e per questo film ha voluto che il suo corpo non fosse ritoccato in post-produzione, durante la conferenza stampa a Berlino ha spiegato: «La storia ci insegna che il piacere femminile non è importante, è ora di affermare il contrario. Non è stato facile mettermi a nudo in un mondo in cui ci viene chiesto di essere magre e perfette… Questo non è un film d’amore, ma di un personaggio, finalmente, che è libero dalla zavorra del romanticismo che ci ha danneggiato per decenni. La mia è una delle tante donne inglesi che dopo aver vissuto secondo le stringenti regole morali si accorge che non servono a niente. Si mette a nudo in modo emotivo e fisico per la prima volta».

Quindi, al diavolo lubrificanti e sex toys: è di un Leo Grande, master of menopause, che c’è davvero bisogno per (ri)-trovare le gioie del sesso.

Il piacere è tutto mio
Emma Thompson in “Il piacere è tutto mio” (Courtesy Press Office)

Perché vedere Il piacere è tutto mio

Girato quasi del tutto in un unico ambiente, l’elegante ma anonima stanza d’albergo dove la vedova Nancy Stokes incontra il gigolò Leo Grande, Il piacere è tutto mio è un film intimo, fatto di dialoghi, che nella versione italiana stenta a prendere il volo, ingolfata come è dal doppiaggio (che ragione c’era di non far sentire le voci e le intonazioni di Emma Thompson e di Daryl McCormack?). Un peccato, perché più di una volta si ha il dubbio che la poca credibilità di qualche passaggio sia da imputare più alle voci italiane che non agli interpreti.

D’altronde, sorrisi ed espressioni di Daryl McCormack fanno di Leo Grande – consapevole della propria bellezza senza per questo essere uno sciocco narcisista – una versione irlandese del Julian Kay interpretato da Richard Gere spesso più interessante della vedova Stroke e delle sue spunte sulla lista delle pratiche sessuali da provare. Dalla sua, tuttavia, Thompson ha il momento clou del film, quando la sua Nancy, quasi completamente nuda, osserva il suo corpo allo specchio.

Attorno ai due, un film ben confezionato, accompagnato da una colonna sonora, a volte invadente ma comunque azzeccata, che lo  rende un prodotto piacevole e apprezzabile da quel ristretto pubblico, coetaneo della protagonista, che ancora si alza dal divano per andare al cinema.

Daryl McCormack e Emma Thompson in “Il piacere è tutto mio” (Courtesy Press Office)

Scheda del film con Emma Thompson

Basato sulla sceneggiatura originale di Katy Brand (vincitrice del premio British Comedy con Katy Brand’s Big Ass Show), Il piacere è tutto mio (Good luck to you, Leo Grande) racconta di un’insegnante in pensione, rimasta vedova dopo un matrimonio rigoroso ma senza passione. Dopo due anni, Nancy decide di regalarsi del sesso finalmente soddisfacente e assolda Leo Grande, un escort giovane e affascinante. Nel corso degli incontri, la donna oltre a scoprire le gioie del piacere sessuale avrà la possibilità di riscoprire sé stessa.

Dopo l’anteprima al Sundance Film Festival, a gennaio 2022, e aver conquistato la critica internazionale alla 72esima edizione della Berlinale, il film diretto da Sophie Hyde (regista di Animals, che aveva riscosso grande successo al Sundance del 2019) con protagonisti Emma Thompson (Oscar come migliore attrice per Casa Howard e per la migliore sceneggiatura non originale con Ragione e sentimento) e Daryl McCormack (diventato celebre grazie a due serie tv, Peaky Blinders e Bad Sisters), arriva al cinema in Italia il 10 novembre con BiM Distribuzione.

Articolo originale pubblicato il 2 Novembre 2022

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