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Galleria: Edie Sedgwick: una vita dentro e fuori dall’ospedale psichiatrico fino al suicidio

Edie Sedgwick: una vita dentro e fuori dall’ospedale psichiatrico fino al suicidio

Edie Sedgwick: una vita dentro e fuori dall'ospedale psichiatrico fino al suicidio
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Capelli corti e biondi, occhi truccati pesantemente e un fascino ineguagliabile: in poche parole, Edie Sedgwick incarnava la coolness degli Anni Sessanta, tanto da far innamorare (platonicamente parlando) anche Andy Warhol, che per due intensi anni la rese la superstar della sua Factory.

Proveniente da una famiglia ricca e problematica, con due fratelli morti giovanissimi (uno suicida e l’altro in un incidente), Edie Sedgwick divenne subito l’emblema della scena culturale e artistica di New York, anche perché resisterle era impossibile. “Bella, aristocratica, talmente assorbita in se stessa da attirare attenzione e piacere al primo sguardo”, disse di lei Truman Capote, come ricordato in un articolo di Repubblica.

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Una vita solo apparentemente da sogno, dietro cui si consumava un costante tormento: fin dall’adolescenza Edie aveva sofferto di disturbi alimentari, tanto da finire in ospedale psichiatrico ancor prima dei vent’anni. L’incontro con Bob Dylan le fu fatale: l’amore non corrisposto del grande cantautore americano la gettò nuovamente nel dramma, senza alcuna possibilità di salvezza.