Shoganai, ovvero come accettare quello che non puoi cambiare e andare avanti

Cosa significa il termine giapponese Shoganai e perché, imparare a concretizzarlo nella nostra vita può aiutare a vivere meglio. Lasciando andare ciò che non si può controllare e rivolgendosi al futuro con maggior serenità.

Accettare le cose al di fuori del proprio controllo per quello che sono, andando avanti nella propria vita senza essere legati o sopraffatti da rimorsi e dal passato: in una sola parola Shoganai.

Un termine che ci arriva direttamente dalla cultura giapponese e dalla filosofia di vita di questo popolo, intraducibile nella nostra lingua ma carico di un significato profondo e che tutti dovremmo imparare a fare nostro per vivere meglio la propria vita, più consapevolmente e serenamente.

Ma cos’è esattamente lo Shoganai e cosa significa accettare ciò che accade passando oltre? Proviamo a capirlo meglio.

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Cosa significa Shoganai?

Come appena visto, la parola Shoganai arriva direttamente dal Giappone e non ha un termine equivalente in italiano o nelle lingue occidentali. Si tratta di un concetto che, di fatto, deriva dalla filosofia orientale e dal modo di vivere e agire di queste popolazioni, estremamente radicate a concetti e insegnamenti tramandati dal passato, che aiutano a vivere meglio, più in armonia con se stessi e con il prossimo.

Shoganai, nello specifico, va a indicare tutto ciò che non può essere evitato. Qualcosa che viene accettato così com’è, proprio perché non può essere controllato, impedito e/o modificato. Incoraggiando ad andare avanti, senza legami a quanto accaduto e al passato, e soprattutto senza averne rimorsi.

Non un menefreghismo o un’arrendevolezza verso gli avvenimenti della vita, quindi, ma una comprensione più profonda del fatto che non tutto ciò che accade dipende o può essere veicolato dalla nostra volontà, vivendo con la piena consapevolezza che ci sono cose che possono accadere e su cui non si può fare nulla e imparando, quindi, ad accettarle e a passare oltre nella propria vita.

Continuare e andare avanti, senza sensi di colpa o rinunciando alla propria felicità come punizione verso quanto accaduto.

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I principi dello Shoganai

Un concetto che quindi si basa su dei principi molto semplici e sulla risposta a una domanda di base: si possono cambiare le cose?

Quando la risposta a questo quesito è sì, non bisogna far altro che muoversi dal proprio stato e agire, ricercando una possibile soluzione, senza preoccuparsi (proprio perché consapevoli che si può fare qualcosa) e cercando di dare e fare il proprio meglio.

Se la risposta, invece, è no, allora non c’è nulla che si possa fare, se non accettare ciò che non può essere in alcun modo cambiato, senza preoccuparsi ma vivendo a pieno ciò che la vita ci sta mettendo davanti, consapevoli che questa va oltre il proprio raggio di azione.

Ma attenzione, perché accettare non significa arrendersi o buttare via il proprio presente e futuro: Shoganai significa sì accettare ciò che accade al di fuori del nostro controllo ma in modo attivo, reagendo e concentrandosi su ciò che è controllabile, su ciò che sta accadendo nel presente, vivendo a pieno il qui e ora. Senza pensieri, sensi di colpa e rimorsi verso il passato o domande senza risposta verso un ipotetico futuro ancora di costruire.

Lo scopo di tutto questo? Essere i veri e unici padroni del proprio sé, del proprio stato d’animo e del vivere. Senza che siano gli avvenimenti esterni a modificarci e a veicolare o decidere della nostra vita, ma restando gli unici detentori del proprio destino e futuro.

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Shoganai nella cultura occidentale

Un approccio alla vita quanto mai lontano da quello occidentale, che tende a voler controllare tutto ciò che accade, ritardando il corso degli eventi o cercando di modificarne l’epilogo, per poi ritrovarsi scoraggiati, abbattuti, scarichi e pieni di rimorsi e/o dolore, quando questo (inevitabilmente) non avviene.

Quante volte, infatti, ci si è ritrovati a pianificare, calcolare e cercare di anticipare e prevedere ciò che potrebbe succedere a noi o agli altri, agendo di conseguenza? Sicuramente molte, perché questa è una modalità di azione e pensiero che ci viene insegnata fin da piccoli, ma che omette di insegnare anche che non tutto dipende da noi e che non per questo bisogna scoraggiarsi o andare in crisi se qualche cosa (o molte, in effetti) non va come ci si era immaginati e senza possibilità di farci nulla.

Non a tutto corrisponde un perché ed esistono innumerevoli cose imprevedibili e senza soluzione. Appurato questo, quello che bisogna fare è superare la cosa, poiché parte integrante e naturale della vita e andare avanti. E questa scelta si che dipende da ognuno di noi.

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Shoganai: cosa può insegnarci?

Quello che quindi è importante imparare e interiorizzare dal concetto di Shoganai è che la vita è fatta di innumerevoli avvenimenti e condizioni, incontri, possibilità, perdite, felicità e dolori.

Qualcuna di queste dipende da noi, dalle nostre azioni, da come si decide di agire o da come questo viene fatto dagli altri, e di cui magari ci tocca subire le conseguenze, riparandoci o godendone. Qualcun’altra, invece, non dipende da nessuno, accade e basta, senza possibilità di controllo da parte nostra in nessun senso conosciuto. E che per tanto è importante comprendere e vivere come tale.

Non tutto ha un senso o un significato (almeno non nell’immediato), non tutto ha una risposta alle nostre innumerevoli domande e, soprattutto, non tutto accade per colpirci o farci del male come se ci fosse un piano premeditato contro di noi che la vita ci sta ponendo davanti. Niente di tutto questo.

Semplicemente le cose succedono, e alcune lo fanno e basta, anche se ci sembrano insopportabili. A noi il compito di imparare a comprenderle, vivendole e vivendo in modo consapevole e pieno, consci della nostra impossibilità ad agire su ogni cosa, ma sempre rivolti all’oggi e al futuro.

Senza punirsi o abbattersi nella ricerca di risposte o motivazioni che non arriveranno mai, ma ascoltando ciò che si ha dentro e capendo che, al di la di tutto, si può e si deve andare avanti serenamente. Perché se per alcune cose non si può fare nulla, se non lasciarle nel passato, per tante altre tutto continua a dipendere da come si sceglie di continuare a vivere.

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