Ogni cultura ha le sue parole. Il dizionario di ogni nazione riflette la storia, l’ambiente, il retroterra artistico. Gli eschimesi hanno moltissimi termini per esprimere i concetti di «bianco» e «neve», per esempio.

In molte lingue, però c’è un concetto che viene espresso con una locuzione: parliamo dell’arte di rendere ogni momento unico. Questo concetto ha però un corrispettivo in una sola lingua, il giapponese, e il termine in questione e Ichigo Ichie. Ma di cosa si tratta esattamente?

Ichigo Ichie, il significato

Ichigo Ichie
Fonte: Pixabay

Si tratta di una parola composta da quattro caratteri giapponesi. La parola indica un momento di per sé irripetibile, come se questo potesse accadere una volta nella vita. In Giappone è solitamente associata alla cerimonia del tè: ogni cerimonia del tè è di per sé irripetibile, non perché il rituale possa differire in qualcosa, ma soprattutto può differire il gruppo di persone che vi prende parte e quindi rappresenta un’esperienza unica sempre e comunque. Senza dimenticare che queste persone compiranno gesti e pronunceranno frasi differenti da una volta con l’altra.

Il concetto è connesso con il buddismo zen e con le arti marziali: le persone vengono invitate a proseguire nonostante i propri errori, in opposizione alla filosofia che vorrebbe che le persone ci riprovassero di continuo quando commettono uno sbaglio.

Perché la vita è una serie di momenti e qualunque errore lascia anche una piccola frattura (buona, come nel caso del concetto giapponese di kintsugi, o cattiva, non importa), cui a volte non pensiamo o che dimentichiamo, ma ciò non ci deve condizionare: ognuno di noi, soprattutto durante quelle sfide in cui si rischia la vita, deve impiegare tutte le proprie forze, fisiche e intellettive, di fronte a un evento decisivo per sé e per gli altri.

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Ichigo Ichie, la storia dell’espressione

Il termine è stato ritrovato per la prima volta in alcune testimonianze del XVI secolo: a esprimerlo fu il tea master Sen no Rikyu per dire «una possibilità nella vita». La teorizzazione definitiva avvenne nel XIX secolo con Ii Naosuke, che scrisse:

Grande attenzione dovrebbe essere data a una cerimonia del tè, per cui possiamo parlare di «una volta, un incontro». Anche se chi ospita e chi è ospite possono vedersi spesso in socialità, la riunione di un giorno non può essere mai ripetuta esattamente. Visto in questo modo, l’incontro è un’occasione che capita solo una volta nella vita.

Ichigo Ichie, i riferimenti nella cultura pop internazionale

Ichigo Ichie
Fonte: Pixabay

Quando nel 1994 il film Forrest Gump uscì in Giappone, venne rilasciato con il sottotitolo Ichigo Ichie: chi l’ha visto capirà immediatamente, perché nella trama il protagonista fa degli incontri assolutamente unici, con persone comuni e personaggi storici (John F. Kennedy, Richard Nixon, Elvis Presley, John Lennon e così via).

Il termine è stato inoltre usato spesso dal personaggio di Hiro Nakamura nella serie Heroes e naturalmente in vari manga o anime, tra cui Hanayori Dango.

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La filosofia dell’Ichigo Ichie

Come riporta il sito The Coaching Class, la filosofia dell’Ichigo Ichie può essere riassunta in alcuni principi, che possono essere tutti riportati al carpe diem oraziano e ai suoi diversi esiti della cultura nel tempo. In pratica l’Ichigo Ichie invita a non rimandare le situazioni speciali, a vivere nel momento, a provare cose mai fatte prima, a usare tutti e 5 i sensi, a meditare ogni giorno o quando ci va o ne abbiamo bisogno, a fare qualcosa di diverso se quello che facciamo non ci piace, a rincorrere i momenti speciali.

Ichigo Ichie, il libro

Ichigo Ichie di Hector Garcia e Francesc Miralles

Ichigo Ichie di Hector Garcia e Francesc Miralles

Due autori hanno studiato i concetti di una filosofia giapponese che si rifà al buddismo zen, per invitare i lettori a godersi ogni singolo momento, perché unico.
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Se volete approfondire la materia, esiste un libro di Hector Garcia e Francesc Miralles che si intitola appunto Ichigo Ichie – L’arte di rendere ogni momento unico. Il volume è stato scritto da autori non nipponici, che hanno studiato a fondo la materia e la esplorano ponendo un invito ai lettori: bisogna costruire una consapevolezza intorno all’Ichigo Ichie, perché ogni esperienza che viviamo non sarà vissuta nello stesso modo e ogni treno che parte, se non lo prendiamo, è perduto per sempre.

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