Erin Brockovich, forte come la verità. Una storia vera

Tutti la conosciamo con il volto di Julia Roberts, ma quella di Erin Brockovich è una storia vera, di coraggio e determinazione, che ci insegna che per salvarci dobbiamo guardarci nello specchio e credere in noi stessi.

Sono passati 30 anni da quando è riuscita a piegare uno dei colossi dell’energia americani e più di venti da quando Steven Soderbergh ha portato la sua storia al cinema. Erin Brockovich, però, non ha smesso di lottare e anche oggi, a 60 anni, continua a battersi per un mondo più sicuro.

È difficile aver vissuto gli anni 2000 senza aver conosciuto la storia di una delle battaglie legali più famose della giurisprudenza statunitense. Il film Erin Brockovich, forte come la verità non è stato solo un successo al botteghino, ma ha fatto incetta di nomination e premi, tra cui l’Oscar come Migliore Attrice a Julia Roberts, che ha interpretato magistralmente la segretaria legale che è riuscita a piegare la PG&E.

Non tutti, però, sanno che dietro la macchina da presa c’è la storia della vera Erin Brockovich, e quasi nessuno sa cosa abbia fatto questa coraggiosa avvocata dopo aver ottenuto il più alto risarcimento della storia degli Stati Uniti.

Nata in Kansas nel 1960, Erin non aveva in mente la professione legale. Dopo essersi laureata in Arti Applicate al Wade College di Dallas, ha lavorato per un breve periodo da Kmart, prima di lanciarsi nel mondo dei concorsi di bellezza. Chi avrebbe mai detto allora che il nome di Miss Pacific Coast 1981 sarebbe diventato un neologismo e che “to Erin Brockovich something/someone” avrebbe assunto il significato di “indagare e difendere una causa senza arrendersi”, anche quando sembra impossibile ottenere un risultato?

Nemmeno la stessa Erin probabilmente, e certamente non l’avvocato Edward L. Masry – nel film interpretato da Albert Finney – che, conosciuta la donna e la sua situazione economica precaria, con due figli e due divorzi alle spalle, l’aveva assunta nel suo studio di Los Angeles come segretaria, sebbene non avesse nemmeno una laurea in legge.

Sicuramente non aveva previsto che, imbattendosi in alcuni documenti relativi alla compravendita di immobili da parte di una società californiana e interessandosi alla storie delle famiglie coinvolte – colpite da gravi malattie come cancro e leucemia con una frequenza sospettosamente alta e allarmante – la donna avrebbe scoperchiato uno dei più grossi casi di inquinamento ambientale mai dibattuti. Soprattutto, però, mai avrebbe potuto pensare che assieme a quella stessa donna sarebbe riuscito a battere addirittura un colosso come la PE&G Corporation, obbligandoli a risarcire con 333 milioni di dollari 600 abitanti di Hinkley avvelenati dal cromo esavalente presente nelle falde acquifere, dopo aver dimostrato che la società non solo sapeva della presenza del cromo – altamente tossico e cancerogeno – ma che aveva consapevolmente provato a nasconderne la presenza, dovuta agli impianti di depurazione dei propri stabilimenti chimici.

Quella di Erin è stata una vittoria enorme ma oggi, a distanza di 25 anni da quella sentenza, le cose non sembrano essere migliorate. Non solo la città di Hinkley è ancora fortemente contaminata ma, secondo uno studio di Environmental Working Group, gli americani che sarebbero esposti al cromo-6 sarebbero oltre 200 milioni. E il cromo non è che una piccola degli inquinanti e delle tossine a cui soprattutto le persone più povere e vulnerabili sono esposte.

Per questo, Erin non ha smesso di battersi per un mondo migliore, più green e più sicuro.

Mio padre repubblicano mi ha insegnato il valore della terra, dell’aria e dell’acqua. Durante la mia vita mi promise che l’acqua sarebbe stata una merce più preziosa del petrolio. Mi cantava piccole canzoni come “Guarda l’acqua che scorre lungo il ruscello. Divertiti perché un giorno potresti non vederlo più. ” Non mi è mai venuto in mente che le persone sarebbero state sorprese: “Sei un repubblicano?” Non credo che sia necessario stare su entrambi i lati del corridoio per apprezzare, prendersi cura e comprendere l’importanza dell’acqua nel nostro ambiente.

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Oggi Erin è non solo presidente di Brockovich Research & Consulting, ma lavora anche come consulente per Girardi & Keese e studio legale di New York Weitz & Luxenberg. Negli anni, al fianco di Masry, ha continuato a portare in tribunale corporation e istituzioni accusate di aver contaminato intere aree e aver messo in pericolo la popolazione: dalla Whitman Corporation al Beverly Hills Unified School District, passando per la Prime Tanning Corp., la strana coppia ha continuato a battersi per difendere l’ambiente e i suoi abitanti.

Ma non solo: dopo la pubblicazione dello studio – diventato poi un libro – della dott.ssa Shanna H. Swan Count Down: How Our Modern World Is Threatening Sperm Counts, Altering Male and Female Reproductive Development, and Imperiling the Future of the Human Race, Erin ha deciso di sposare la sua causa. Secondo l’epidemiologa riproduttiva, infatti, a causa dell’avvelenamento chimico a cui siamo sottoposti, gli esseri umani non saranno più in grado di riprodursi autonomamente. Questo non accadrà ai nostri pronipoti ma tra appena 24 anni, nel 2045.

Nel marzo del 2021, in un articolo pubblicato sul Guardian, Erin Brockovich ha parlato del libro della Dott.ssa Swan, mettendo in guardia sui pericoli della contaminazione da PFAS.

Nessun paese o regione della terra è immune dalla contaminazione da PFAS. È un problema globale. I PFAS sono stati trovati in ogni angolo del globo. Sono virtualmente presente nei corpi di ogni essere umano. Si trovano nei pesci nelle profondità del mare e negli uccelli che volano in alto nel cielo.

E ci stanno uccidendo, letteralmente, danneggiando e attaccando la vera fonte della vita: le nostre capacità riproduttive. La rapida morte e il declino dello sperma devono essere affrontati e devono essere affrontati ora. Semplicemente non c’è tempo da perdere.

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Questo articolo non era però la prima prova letteraria di Erin: dopo aver dato alle stampe il suo primo romanzo Take It from Me: Life’s a Struggle But You Can Win, un anno dopo l’uscita del film sulla sua vita, nell’agosto del 2020 ha pubblicato Superman’s Not Coming, in cui affronta la crisi dell’acqua e spiega cosa ognuno di noi può fare per aiutare a risolverla. È un libro che, però vuole racchiudere anche un messaggio più profondo, un messaggio che secondo Erin era già contenuto nel film e che ha cercato di spiegare ai più giovani, che magari non lo hanno ancora visto:

C’è un messaggio sull’ambiente. Ma il messaggio più profondo è che nessuno verrà a salvarti, e questo può essere un sacco di cose che si tratti del Principe Azzurro o di qualsiasi altra cosa nella tua vita che pensi di non poter fare. Dico alle persone che non devi cercare l’eroe in altri luoghi che nel tuo specchio, perché sei di fronte a te stesso. E penso che la chiave per tutti sia quel momento in cui riconosci: “Ho capito. Posso farlo.” Superman’s Not Coming è stata una tale evoluzione per me, e penso che lo sia per tutti noi. Cerchiamo sempre qualcun altro per risolvere le cose. Ma quel qualcuno sei tu. Il messaggio è trovarlo e credere in te. Questo è il messaggio più profondo di tutti.

Take It From Me: Life's a Struggle But You Can Win

Take It From Me: Life's a Struggle But You Can Win

Prima, durante e dopo la battaglia legale per la contaminazione delle falde acquifere di Hinkley che l'ha resa famosa. Erin Brockovich si racconta e spiega perché la sua vita non è (solo) un film che ha sbancato il botteghino e ha regalato l'Oscar a Julia Roberts.
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Superman's Not Coming: Our National Water Crisis and What We the People Can Do About It

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In equilibrio tra il libro di memorie, il saggio e l'invito all'azione, il libro di Erin Brockovich è unn appello ai lettori affinché si impegnino a risolvere la crisi idrica in America, perché nessun altro farà il lavoro al posto loro e per trovare Superman, basta guardare nello specchio.
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