Parliamo di dicklit, il clitoride ingrossato delle persone trans* che sembra un pene

È un argomento tabù, spesso taciuto anche all'interno dell'educazione sessuale, ma è importante parlarne perché il dicklit può aiutare molto le persone trans* a vivere meglio la propria disforia.

Sono un uomo trans e quando stavo per iniziare il mio percorso gender affirming non avevo idea di cosa aspettarmi. Non avevo idea neanche di cosa fosse un dicklit e che me lo sarei ritrovato tra le gambe dopo qualche mese di testosterone.

Che cos’è il dicklit?

Dall’inglese dick che sta per “ca**o” e clit che sta per “clitoride”, fa riferimento al modo in cui i ragazzi trans e le persone non binarie definiscono il loro clitoride che si è ingrandito o si sta ingrandendo in seguito all’assunzione di testosterone. Da non confondere con la dick lit (scritto staccato) con cui si fa riferimento alla versione maschile della cosiddetta chick lit, termini poco lusinghieri con cui si fa riferimento alla letteratura “femminile” e “maschile” che tratta temi quali famiglia e amore.

Per chi non lo sapesse, il clitoride è un organo composto da diverse parti, per lo più nascoste all’interno del corpo. Quelle invece visibili sono l’asta e il glande, che sono erettili e hanno una funzione al pari di quella di un pene. Durante lo sviluppo del feto, il pene si forma partendo proprio dal clitoride che cresce incorporando l’uretra.

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Le dimensioni dell’asta e del glande del clitoride a “riposo” vanno da 0,5 cm a 1,5 cm e durante l’eccitazione e/o l’orgasmo possono arrivare fino a 2,5 cm di lunghezza.
Il suo ingrandimento, e quindi la nascita del dicklit, avviene generalmente con l’aumento della concentrazione degli androgeni in circolo (in genere testosterone).
Nonostante, nella quasi totalità dei casi, la lunghezza raggiunta dal dicklit non permette la penetrazione, le dimensioni sono notevoli e spesso la sua crescita aiuta i ragazzi trans* e le persone non binarie a sentirsi a proprio agio con i loro genitali e alleviare la disforia.

Quanto può crescere il dicklit?

Come riportato da alcuni studi riguardanti la metoidioplastica (di cui parlo fra poco) l’uso continuativo del testosterone in persone trans* o non binarie comporta l’aumento del glande e dell’asta del clitoride fino a circa 3,3 cm. Oltre ad aumentare la lunghezza, con il dicklit i punti in comune tra pene e clitoride diventano più visibili: le erezioni e la somiglianza sempre più netta tra il glande del clitoride e il glande di un pene.

Ovviamente, la crescita del clitoride nelle persone trans* non è uguale per tutti: può infatti variare in base alla risposta personale del soggetto all’assunzione di testosterone alla predisposizione genetica.

Oltre all’assunzione di testosterone ci sono altri metodi che possono favorire l’ingrandimento e l’allungamento del clitoride. Come ha scritto anche la dottoressa Giulia Senofonte in un post Instagram, anche l’utilizzo di creme contenenti DHT-diidrotestosterone possono essere utilizzate per l’aumento delle dimensioni del dicklit, le quali possono essere acquistate solo dopo un consulto con il proprio o la propria endocrinolog* e con ricetta medica.

Potrebbe essere utile anche l’utilizzo di un sex toys che va a stimolare la crescita del clitoride esercitando pressione sullo stesso. Molti ragazzi trans* utilizzano la stessa pompetta per la masturbazione, argomento estremamente tabù per la comunità T e troppo spesso taciuto.

Crescita del dicklit: fa male?

La crescita del clitoride come conseguenza dell’assunzione di testosterone non è una alcun modo dolorosa. Generalmente, però, questo comporta una sensibilità estrema del dicklit, il quale permetterà un’amplificazione dell’orgasmo e della sessualità in generale. È importante che i ragazzi trans* e le persone non binarie che assumono testosterone siano a conoscenza di tutti i cambiamenti che il loro corpo avrà per via di questo ormone e che siano quindi pront* a modificare la propria quotidianità e la propria sessualità.

Dopo la crescita del dicklit infatti si dovrà rivedere la propria attività sessuale, che sia di coppia e non. Si dovrà fare attenzione, per esempio, a utilizzare vibratori clitoridei e/o succhia clitoride, i quali potrebbero causare forte dolore o fastidio a causa dell’estrema sensibilità del clitoride.
Potrebbe tornare utile stimolare il dicklit in modo differente da come si farebbe con un clitoride di una persona che non assume testosterone. Ad esempio, si potrebbe provare a praticare la fellatio, proprio come se fosse un pene.

Dicklit e pornografia

In Italia manca completamente uno spazio adeguato in cui i ragazzi possano ricevere un’educazione sessuale giusta e al passo con i tempi. Nonostante la grande richiesta tra giovani e giovanissimi di parlare di queste tematiche all’intero delle scuole, dall’altra parte c’è un silenzio abissale, che come conseguenza ha la completa ignoranza dei più piccoli su sesso e sessualità. La reticenza del nostro Paese nei confronti di un’adeguata educazione sessuale è cosa nota.

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Troppo spesso i giovani si trovano costretti a cercare informazioni sul web o su siti pornografici, dove si trovano informazioni sbagliate, fuorvianti e in certi casi anche dannose. Se si digita sul web “dicklit” i risultati sono da brividi: centinaia di video porno e zero informazioni concrete. Lasciare l’educazione sessuale in mano a internet e a siti porno è rischioso e dannoso. I video che girano sul web danno un’immagine delle persone trans che non rispecchia la realtà e crea nei ragazzi trans false speranze che andranno a infrangersi presto.

La quasi totalità delle persone riprese nei video pratica sesso penetrativo con il proprio dicklit, le cui dimensioni sono notevolmente elevate. Queste eccezioni non rappresentano la realtà dei fatti e i ragazzi saranno disillusi quando si renderanno conto che la verità è un’altra.

L’importanza del dicklit per (alcune) persone trans*

Per alcune persone trans* (non tutte!) la disforia e il disagio provato per i propri genitali può essere estenuante e ostacolante sia della vita sessuale sia della propria quotidianità. La crescita del dicklit potrebbe essere un punto di svolta per molti, alleviando la sofferenza provata e rendendo più piacevole l’attività sessuale e la masturbazione.

Lo sviluppo del dicklit può essere inoltre molto importante per tutti i ragazzi T che vogliono ricorrere all’operazione di metoidioplastica, operazione chirurgica alternativa alla falloplastica.
Tramite la metoidoplastica il dicklit va ad assumere un aspetto molto simile a quello di un pene: il dicklit viene liberato dai suoi legamenti e viene trasformato in un clitoride ipertrofico, il quale avrà le stesse funzioni vitali di un pene. L’operazione verrà completata con una conseguente uretroplastica e una scrotoplastica.

È bene ricordare che le persone trans non sono in alcun modo costrette a intraprendere un percorso gender affirming e ricorrere a delle operazioni, che invece sono frutto di una scelta unicamente personale e soggettiva.

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