Chi è Marta Cartabia, la donna che rompe i soffitti di cristallo

Dal 2019 al 2020 presidente della Corte costituzionale, Marta Cartabia è stata la prima donna in Italia a ricoprire questo ruolo

“Nell’università di oggi si gioca una partita decisiva anche per la società e la democrazia di domani”. Tutto deve iniziare dalla scuola per Marta Cartabia, costituzionalista, giurista, accademica e soprattutto prima donna in Italia chiamata a ricoprire la carica di presidente della Corte costituzionale, dal 2019 al 2020.

Durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2020/2021 della Scuola Sant’Anna di Pisa, durante cui ha ricevuto il dottorato honoris causa in Legge, ha spiegato come l’istruzione dovrebbe “tornare a essere la priorità tra tutte le priorità”. Soprattutto in un periodo complicato come questo, in cui la pandemia ancora sta lasciando il suo solco negli equilibri fragili della nostra società.

La questione essenziale del nostro tempo è imparare a convivere con l’incertezza senza smettere di guardare al futuro come terra sconosciuta sì, ma da esplorare, convertendo le fonti di rischio in moltiplicatori di opportunità. L’università, oggi più che mai, è chiamata all’altissimo compito di far fiorire le singole personalità, sottraendole al rischio di rimanere soffocate dal contesto.

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Chi è Marta Cartabia

Come raccontato nel programma Senza distinzione di genere di Rai Cultura, a cui Marta Cartabia ha collaborato per ripercorrere il ruolo della Corte costituzionale per l’emancipazione femminile, c’è voluto molto tempo per consentire alle donne di accedere alle più alte cariche pubbliche. E la sua nomina è sicuramente uno degli ultimi tasselli fondamentali in questo lungo percorso.

Classe 1963, milanese, sposata e madre di tre figli, prima di arrivare al suo ultimo traguardo professionale Marta Cartabia ha dedicato tutta la sua vita allo studio e al lavoro. Dopo la laurea con lode in Giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Milano, ha proseguito con un dottorato presso l’Istituto universitario europeo di Fiesole, una specializzazione all’Università di Aix-Marseille e un periodo di ricerca negli Stati Uniti.

All’impegno come ricercatrice nell’ambito del diritto costituzionale è seguito quello come professoressa, prima all’Università degli Studi di Verona e poi in diversi atenei all’estero, continuata in anni più recenti all’Università Milano-Bicocca e dal 2020 alla Bocconi, sempre nel capoluogo lombardo. Prima di quest’ultimo impegno, però, c’è stato il ruolo che l’ha consegnata per sempre alla storia italiana.

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La Corte costituzionale

Già giudice della Corte costituzionale dal 2011, Marta Cartabia ne è diventata presidente a partire dal 11 dicembre 2019. Per quasi un anno, fino al 13 settembre 2020 (alla scadenza dei suoi nove anni come giudice), ha quindi ricoperto la quinta carica della Repubblica italiana. Va anche ricordato che è stata la terza donna giudice dopo Fernanda Contri e Maria Rita Saulle, ma anche uno dei giudici costituzionali più giovani.

Criticata per le sue posizioni conservatrici su matrimonio e famiglia, vicine al mondo ultracattolico, ha però innegabilmente aperto una breccia là dove ancora altre donne non erano arrivate. “Penso alle tante giovani studiose di giurisprudenza che avranno la strada aperta”, aveva dichiarato subito dopo l’elezione, come ricorda un articolo dell’Avvenire.

In Italia età e sesso ancora contano, ma è stato rotto un soffitto di cristallo e spero di fare da apripista. […] La magistratura sta beneficiando enormemente delle tante forze femminili che superano abbondantemente il 50% ma sono ancora assenti dalla rappresentanza negli organi come il Csm e dai vertici delle giurisdizioni superiori. Tanta strada resta ancora da fare.

Molto riservata (di lei si sa che ama la musica classica, il rock e lo sport), in quell’occasione Marta Cartabia aveva anche ringraziato chi le era stato vicino in tutti quegli anni, permettendole di conciliare vita privata e lavoro, ma soprattutto di arrivare fino al ruolo di presidente.

Provo emozioni di profonda gratitudine per essere stata scelta dai colleghi, gratitudine nei confronti dei miei maestri, di chi mi ha insegnato passo passo e gratitudine verso la mia famiglia, mio marito e i miei figli.

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