Giulia Lamarca: “È giusto che una persona con disabilità abbia un figlio” | Roba da Donne

Giulia Lamarca: “È giusto che una persona con disabilità abbia un figlio”

Quando si diventa mamme? Lo si può essere anche se si cerca tanto un bambino e non arriva? O anche quando il bambino ci lascia ancora prima di venire al mondo?

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Il video di oggi tratta una tematica molto delicata e di cui si parla poco: la ricerca della maternità. Desidero diventare madre da molto tempo, il desiderio di genitorialità ormai accompagna me e Andrea da tanto.
Quando inizi a cercare un figlio, i primi mesi sono euforici, pieni di speranza e sorridenti.  Man mano che il tempo passa, però, questo desiderio inizia a diventare un pensiero ricorrente e iniziano a insinuarsi i dubbi in una coppia e inizi a chiederti: “Ma perché non riesco a rimanere incinta?” Incominci così a documentarti e iniziano le paure.
Noi abbiamo vissuto tutto questo per poi, poco prima del lockdown, vedere finalmente il nostro sogno realizzarsi: aspettavamo un bambino!
Finché un sabato, al terzo mese di gravidanza, una perdita di sangue…  Corriamo al pronto soccorso e scopriamo di aver perso il bambino. 
A tutti gli effetti un lutto, ma così indicibile rispetto ad altri lutti.
Lutto perinatale: "Com'è possibile soffrire così tanto per chi non si è mai conosciuto?"
Mi manca ancora, ci manca ancora…
Da quel giorno è come se ci fosse una maternità sospesa e mi chiedo spesso cosa significhi diventare mamma, se si possa esserlo anche senza un bambino.
Credo che si diventi madre quando inizi a pensare a qualcun altro così intensamente e gratuitamente prima di te.
Io sono mamma, sono la mamma del mio bambino.
E lui è con me, è con noi. 
Lo sarà per sempre, sarà per sempre il nostro bambino.
Credo che sia così anche per molte di voi e per molte coppie.
Questo video è dedicato a tutte le mamme e a tutte le coppie che stanno vivendo esperienze simili. Ho parlato del mio aborto e di cosa significhi diventare madre con una disabilità, sperando che possa servire a rompere il tabù.
Il mio grido è: “Non siete soli, il vostro dolore è legittimo!”
La discussione continua nel gruppo privato!
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