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Federica Abbate: "Non siamo Wonder Woman: le nostre fragilità sono medaglie"

Noi donne stiamo riscoprendo il fatto che le nostre fragilità sono medaglie e quelle che stavamo nascondendo pensando fossero debolezze, in realtà sono proprio la dimostrazione della nostra grande forza. 

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“Sai che c’è? Alla fine ti rendi conto che non sei la sola che nelle foto viene male. Ognuno di noi almeno in qualche foto viene male e non può essere un problema o qualcosa da nascondere.
Viviamo in un momento storico in cui siamo legati all’immagine perfetta e invece spesso la bellezza sta proprio nei difetti, in quelle immagini sbagliate che scartiamo e decidiamo di non pubblicare”.

Federica Abbate ci accoglie nella sua casa nel centro di Milano con una maglietta bianca, poco trucco, un sorriso immenso e l’imbarazzo di chi non ha ancora portato su l’acqua dall’ultima spesa e ti può offrire un caffè o l’acqua del rubinetto. E tu, di contro, proprio per questo, proprio perché sai che potresti essere tu, per questo suo sentirsi tanto a disagio per un’“imperfezione” di poco conto, ti senti a casa.

Il suo primo ep da cantautrice, che le è già valso anche la vittoria nella categoria Giovani al Wind Summer Festival 2018, s’intitola “In foto vengo male” e il motivo è presto detto: questa giovane donna fino a pochi mesi fa a vedersi in fotografia non era certo abituata, visto che è sempre stata dietro gli obiettivi, a lavorare nell’ombra.

E se è vero che scrive canzoni da sempre, finora lo aveva fatto solo per altri: Federica Abbate è infatti l’autrice di successi pop pazzeschi, che ci hanno inseguito per più estati. Sono tanti gli artisti che cantano canzoni scritte da Federica: Fedez (L’amore eternit, 21 grammi), Baby K (Roma-Bangkok), Giusy Ferreri (Amore e Capoeira), Francesca Michielin (Nessun grado di separazione), ma anche Arisa, Alessandra Amoroso, Noemi, Lorenzo Fragola, Emis Killa, Michele Bravi.

Poi nel 2018 la svolta: Federica Abbate pubblica “In foto vengo male”, preceduto dai singoli “Fiori sui balconi” e “Pensare troppo mi fa male” (feat. Marracash, con cui non è al primo duetto). Ora la penna di platino degli altri artisti è diventata cantautrice e sta dall’altra parte: quella davanti agli obiettivi.

Ho dovuto fare un atto di coraggio. Metterci la faccia ha voluto dire per me confrontarsi con limiti e difetti: guardarti sullo schermo non è facile.

Ma superato il trauma – racconta Federica – ho iniziato a prenderci gusto, perché anche il fatto di comparire in una foto o in un video fa parte della possibilità di comunicare quello che voglio dire attraverso la mia musica e le mie parole.

Passare dall’altra parte della barricata ti ha cambiata?

Ho sempre scritto per altri e ho sempre provato molto piacere nel farlo. Ma quando scrivi per altri devi pensare a una canzone come a un abito che non indosserai tu. Così quando ho sentito l’urgenza di dire qualcosa che riguardasse me, raccontasse me, ho capito che quello era l’abito sartoriale fatto sulla mia misura e non potevo che essere io a indossarlo.
Sono cambiata? È stato un percorso artistico ma anche di consapevolezza come donna.

Sono più consapevole del mio corpo, della mia femminilità, del fatto che un abito mi valorizzi e che al tempo stesso non sono qui per fare la modella ma per scrivere e ora anche cantare canzoni.

Hai scoperto qualcosa in più sulla tua bellezza di donna?

Forse che è il piacersi che ti rende bella, non essere bella che ti fa piacere agli altri.
E io finalmente mi piaccio sempre di più.

In questo album metti insieme una serie di fotografie di te che non sono perfette come i feed Instagram dei personaggi che siamo abituati a seguire. Si parla a più riprese di un amore finito, di fragilità, ma il dolore sembra via via diventare un’occasione di riscatto, non qualcosa da cacciare via, né da negare.

A ognuno di noi è successo di trovarsi in una situazione difficile o davanti a un grande dolore, per poi scoprire che, quello che al momento ci sembrava la cosa peggiore che ci potesse capitare, si è poi rivelato essere un’occasione: per imboccare una nuova strada, per cambiare qualcosa che altrimenti non avremmo mai cambiato o per scoprire risorse in noi che non pensavamo di avere.

Rivendichiamo la bellezza della fragilità in questo periodo in cui il riscatto della donna sembra passare sempre per dimostrazioni di forza e donne Wonder Woman?

Sai, io credo che anche questa donna strafiga che non perde mai stia passando di moda.

Noi donne stiamo riscoprendo il fatto che le nostre fragilità sono medaglie e quelle che stavamo nascondendo pensando fossero debolezze, in realtà sono proprio la dimostrazione della nostra grande forza. 

Le donne hanno bisogno di essere rassicurate, di imparare a farlo tra di loro, a vicenda: abbiamo bisogno di abbandonare la competizione che ci hanno sempre insegnato e quegli atteggiamenti da reginetta del ballo per imparare a fare squadra davvero.

Adesso cosa farai? L’autrice, la cantautrice…

Sicuramente continuerò la mia carriera autoriale che mi ha dato grandissime soddisfazioni e che, possiamo dire, è a un buon livello. Ma di sicuro intendo continuare anche a scrivere e cantare la mia musica. Spero che un giorno le canzoni scritte e cantate da me arrivino a tante persone allo stesso modo di quelle che oggi scrivo per gli altri.