È amore o dipendenza affettiva?

Amore o dipendenza affettiva? In alcune relazioni si può innescare un circolo vizioso che porta a un rapporto tossico: ecco i consigli per uscirne.

È una domanda che potenzialmente si possono essere ritrovati a porsi tutti e tutte: quello che provo nella mia relazione è amore o dipendenza affettiva? Diciamolo subito: se ve lo state chiedendo o ve lo siete chiesto almeno una volta nella vita, è un buon segno. Significa che non vi lasciate travolgere dalle emozioni, che non vi lasciate andare facilmente a circoli viziosi, che cercate di non incappare in una relazione tossica. Per rispondere a questa domanda dobbiamo innanzitutto capire cos’è la dipendenza affettiva e attraverso quali sintomi si manifesta.

Cos’è la dipendenza affettiva

Per capire se è amore o dipendenza affettiva dobbiamo innanzitutto definire questa situazione. Come si legge su HealthLine, la dipendenza affettiva è una situazione di continuo e asfissiante affidamento sul proprio o la propria partner per la soddisfazione di bisogni che potremmo soddisfare da noi. Questo significa che ciò che inizia magari come un atteggiamento, finisce per coinvolgere insicurezze, autostima, pensieri intrusivi, ansia, senza dimenticare il potenziale impatto negativo sulla propria relazione o sul proprio benessere in generale.

Quando si è in una coppia o in una relazione di poliamore, soprattutto se parliamo di rapporti consolidati, è normale aspettarsi da un partner il supporto: in una relazione sentimentale ci si spalleggia e ci si sostiene. Ma quando questo sostegno sconfina in ciò che una relazione non significa (possessività, controllo, atteggiamenti tossici verso l’altra persona) significa che si tratta appunto di dipendenza affettiva ed emotiva.

E amore o dipendenza affettiva? I sintomi a cui fare attenzione

Esistono dei sintomi fisici e mentali che ci permettono di individuare il fenomeno, se siamo noi in prima persona coinvolti, o lo è il nostro oppure la nostra partner. I sintomi della dipendenza affettiva sono:

  • una visione estremamente idealizzata dell’altra persona. Siamo esseri umani, con pregi e difetti, ma la persona con cui stiamo non è il nostro salvatore o la nostra salvatrice, al massimo è la nostra spalla in un rapporto paritario, o meglio è così che dovrebbe essere;
  • una percezione della vita alterata che non esiste al di fuori del rapporto con lui o con lei. C’è vita al di fuori della relazione, ci sono il lavoro, gli amici e le amiche, la famiglia, gli hobby. Ogni persona non si esaurisce nella propria relazione;
  • una percezione distorta della sicurezza e della felicità. Sicurezza e felicità sono elementi che ogni persona dovrebbe trovare in sé, nella propria soddisfazione, non in un altro da sé che è indipendente e autonomo;
  • una costante paura del rifiuto che può concretizzarsi in ansia, depressione, attacchi di panico;
  • un bisogno costante di rassicurazioni;
  • un senso di vuoto che può affliggere il corpo psicosomaticamente, come per esempio alla bocca dello stomaco, quasi come quando sentiamo i morsi della fame;
  • una ricerca dell’autostima nell’altra persona, quasi fosse uno specchio che ci permette di splendere;
  • un’eccessiva possessività, che alcuni e alcune chiamano semplicemente gelosia, ma è ipercontrollo e tossicità.

Le conseguenze

Le conseguenze di una dipendenza emotiva possono essere la già citata esplosione della relazione tossica, uno stress provocato da un profondo disagio emotivo. Alcune persone smettono di aver cura di sé, non solo dal punto di vista estetico, ma anche del punto di vista della salute, quasi pensassero: se l’altra persona è tutto ciò di cui ho bisogno, chi me lo fa fare a sottopormi a uno screening o a una qualunque visita di controllo, per esempio?

Come uscire dalla dipendenza affettiva

Se alla domanda “è amore o dipendenza affettiva“, hai optato per la seconda, sappi che è possibile uscirne così da recuperare una relazione sana col partner.

Come spesso accade nei fenomeni che coinvolgono la psicologia umana, riconoscere le proprie emozioni e chiedere un aiuto psicologico può essere di fondamentale importanza. La psicanalisi, nelle sue diverse forme, ci può aiutare ad acquisire una maggiore consapevolezza del sé e a uscire da qualunque sia il circolo vizioso in cui si siamo infilati o infilate. Aiutano molto anche meditazione, mindfulness, autoconsapevolezza, autocompassione e un lavoro sulla propria autostima. Attenzione però: la dipendenza emotiva a volte rischia di essere la facciata di un narcisismo covert, vittimista e oscuratore del sé: se si tratta di questo, non è detto che la persona in questione decida mai di chiedere aiuto a un professionista o a una professionista.

Per il partner o la partner che subisce la dipendenza emotiva, può essere importante stabilire dei limiti e incoraggiare l’altra persona verso comportamenti relazionali più sani. Inoltre l’utilizzo di una comunicazione assertiva permette di concentrarsi su una relazione che sia maggiormente incentrata sulla parità. E anche la terapia di coppia non è mai una cattiva idea.

Come trasformare la dipendenza affettiva in amore

L’amore è paritario, non è mai squilibrato. Questo è il senso della dipendenza affettiva: quando in un rapporto si avverte che la parità è venuta a mancare, bisogna comprendere se sia arrivato il momento di cercare di salvarlo oppure farlo diventare solo un ricordo. Un momento di insicurezza può capitare da parte di uno dei due partner, ma è diverso il discorso della dipendenza emotiva: a volte si inizia con piccoli gesti controllanti, domande continue, eccessivo attaccamento, ma alla lunga tutto questo logora.

Se l’amore non c’è, non si può trasformare la dipendenza affettiva. Può capitare il contrario, e cioè che l’amore inneschi un rapporto di dipendenza emotiva, dal quale però è necessario uscire. L’amore può essere solo se stesso, senza condizioni, fondato sulla fiducia, fondato su due persone che sono individui autonomi, che si riconoscono reciprocamente in quanto tali.

La discussione continua nel gruppo privato!
Seguici anche su Google News!