"Basta sesso, sono occupata": le battaglie di Jane Fonda per il futuro

Mille donne in una sola. Questa è l'eclettica Jane Fonda. Non solo una straordinaria attrice ma soprattutto una splendida attivista e sognatrice, che ancora oggi - a quasi 83 anni - ci insegna quanto sia importante guardare sempre al futuro.

“Ho bisogno di sapere, visto che sei così bella, se hai ancora dei rapporti sessuali. Fai sesso, fai ancora del sesso sfrenato?”- ha chiesto la comica Haddish a Jane Fonda.

No, no, zero. Non ho il tempo, ho un’età e poi ne ho fatto talmente tanto. Non ne sento affatto il bisogno in questo momento, sono molto occupata”.

Dichiarazioni diverse rispetto a quelle rilasciate nel 2012 a Paris Match. Allora, la celebrity era unita al produttore musicale Richard Perry  e disse di avere una sessualità in fioritura e molto attiva.

Non solo sesso ma tanto altro. Jane Fonda, infatti, è stata una donna straordinariamente impegnatissima soprattutto sul fronte civile: ambientalismo, religione, pacifismo, femminismo, politica e non solo.

Le battaglie civili degli anni Settanta

Figlia del celebre attore Henry Fonda, inizialmente non ebbe intenzione di ripercorrere la carriera del padre. Negli anni Sessanta dopo il grande successo del film fantascientifico Barbarella, l’attrice iniziò la scalata cinematografica. La sua spiccata bravura e la conclamata bellezza, furono alcuni dei tanti motivi per cui Fonda venne acclamata come sex symbol. Un’etichetta che sin da subito l’attrice rifiutò, perché limitante per le sue potenzialità. La ribelle ragazza dagli occhi azzurri, cercò di evadere sin dagli albori artistici da un‘immagine femminile che le stava davvero stretta.

Parallelamente – a partire dagli anni Settanta –  intensificò anche la lotta politica. Come non citare l’impegno profuso per manifestare il proprio dissenso nei confronti della Guerra in Vietnam; una partecipazione costante e mai di parte, al tal punto da essere soprannominata Hanoi Jane”. Fu proprio in quegli anni che la Fonda, a Parigi, iniziò a frequentare l’attrice francese Simone Signoret. Che le insegnò cosa fosse realmente il Vietnam e come fosse necessario approfondire filosofi come Simone de Beauvoir e Jean-Paul-Charles-Aymard  Sartre. 

La religione

Convinta femminista religiosa durante gli anni Novanta rivide completamente la sua fede, iniziando così un percorso di rinascita cristiana. Una vera e propria rifioritura, se pensiamo che in passato manifestò il suo totale dissenso nei confronti del Cristianesimo, da cui, però, partì per promuovere diverse campagne di educazione sessuale. Solo dagli anni 2000 – l’allora sessantenne Jane Fonda –  iniziò  a vivere un inizio spirituale davvero molto singolare. Che la aiutò anche a superare la separazione da suo marito Ted Turner.

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Le battaglie civili attuali

Emblema della resistenza civile, Jane Fonda ha vissuto più che mai gli ultimi anni sempre in prima linea dal punto di vista dell’attivismo. Sempre vicina alle donne, in svariate occasioni ha lottato in prima persona anche in passato, come alla manifestazione dell’otto marzo del 1972 a Piazza Campo de’ Fiori a Roma. Stessa sensibilità l’ha riposta anche negli anni successivi. Tra le varie occasioni l’artista ha più volte ribadito l’importanza del Movimento Me Too.

La battaglia più emblematica della Fonda che è stata vista dagli occhi di tutti? Quella avvenuta sulla scalinata del Campidoglio a Washington dove – durante una protesta ambientalista sul cambiamento climatico – l’attrice venne incarcerata insieme ad altri 15 attivisti. I media di tutto il mondo la ripresero con i polsi ammanettati, sfavillante – nonostante l’accaduto – nel suo bel cappotto rosso. Diventato poi simbolo di protesta, durante la notte degli Oscar 2020.

È molto bello mettere la propria faccia per promuovere i propri valori e dato che sono famosa e che ho recitato in serie tv molto popolari, quindi le persone mi amano più di prima, e perché ho quasi 83 anni, il mio arresto ha suscitato molto interesse nella gente. Le persone hanno pensato: se può farlo lei forse lo posso fare anch’io. Inoltre è stata sempre la disobbedienza civile a cambiare la storia, quindi non appena si smetterà di parlarne lo faremo ancora.

In un libro di recente pubblicato Salviamo il nostro futuro! l’attrice ha raccontato degli squat contro il muro durante i giorni passati in carcere, delle varie battaglie contro l’ormai ex Presidente degli Usa, Donald Trump, considerato dalla Fonda un uomo con cui non si può ragionare ed estremamente pericoloso:

Ci sono i ricchissimi, con fortune enormi, e quelli invece che fanno fatica a dare da mangiare alla famiglia. Siamo arrivati alla fine, sta diventano davvero difficile per l’americano medio sopravvivere. In una situazione di questo genere un demagogo o un tiranno come Trump può arrivare e dare il via al razzismo, che è esattamente quello che ha fatto Nixon, che è stato un uomo disonesto, ma che non ha fatto cose terribili come ha fatto e sta facendo Trump.

Un ruolo nevralgico nel libro scritto dalla Fonda lo ha soprattutto il gruppo Fire Drill Fridays, di cui le donne più anziane sono viste più coraggiose. Sia per una questione ormonale e poi perché – secondo la Fonda – le donne in generale sono meno individualiste rispetto agli uomini. E dunque più propense al senso di collettività.

In Salviamo il nostro futuro! l’attrice parla numerose volte anche del Green New Deal e di ecosostenibilità. Nello specifico, lei crede che il governo statunitense debba investire molto più denaro sull’energia sostenibile. Non solo pannelli solari o pale eoliche. Fondamentale è anche cercare di tutelare le risorse idriche e l’efficienza energetica:

Sono da molto tempo un’attivista per il clima e nella mia vita privata ho fatto scelte coerenti: guido un’auto elettrica, riciclo, mangio meno carne, evito la plastica. Ma sono consapevole che queste scelte individuali non possono cambiare le cose abbastanza velocemente.

Mille donne in una sola. Questa è Jane Fonda. Colei che ha appoggiato in toto la coppia Biden-Harris per la presidenza degli Stati Uniti, al tal punto da affermare:

Ho ripreso a mangiare sabato 7 novembre, quattro giorni dopo le elezioni del 3 novembre. Ho divorato un’anguria! È la stagione giusta. Poi papaya, banane, un po’ di salmone e gelato! Sono andata a dormire per la prima volta dopo tanto tempo.

Jane Fonda ha inoltre parlato dello sguardo rivolto al futuro di Greta Thunberg; come di uno sguardo salvifico di cui il mondo femminile – e non solo – dovrà davvero tener conto al fine di salvare questo nostro pianeta un po’ distrutto:

Lei mi ha aperto gli occhi. Ha detto che la nostra casa è in fiamme, e che dobbiamo agire per fronteggiare la crisi. Mi ha spinto a uscire dalla comfort zone.

Non ci resta che ripercorre insieme in gallery, i film dell’intramontabile Jane Fonda.

"Basta sesso, sono occupata": le battaglie di Jane Fonda per il futuro
Fonte: web
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