Anno bisesto, anno funesto: perché si dice così? - Roba da Donne

C’è da dire che il 2020 sembra aver rispettato in pieno il famoso modo di dire “anno bisesto, anno funesto”; la pandemia di Covid-19 che ci ha costretti al lockdown per due mesi, e che ancora adesso ci impone alcuni cambiamenti nella nostra quotidianità, sembra infatti essere uno di quegli eventi che confermano la cattiva reputazione degli anni bisestili.

Ma da cosa dipende questa terribile nomea che si portano tradizionalmente dietro gli anni che contano 366 giorni invece di 365? Ovviamente le radici di una credenza del genere affondano in tempi lontani, come lontani sono gli anni in cui si è deciso di introdurre l’anno bisestile per ragioni astronomiche.

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Perché esiste l’anno bisestile?

Cade ogni quattro anni, e come sappiamo prevede un febbraio con 29 giorni al posto dei soliti 28; la scelta è stata fatta per restare allineati al calendario astronomico, visto che ogni anno, in realtà, non dura proprio i 365 canonici e, perciò, il giorno in più inserito negli anni bisestili è necessario a compensare le circa sei ore di disavanzo di ogni anno.

Un anno astronomico, che indica il tempo impiegato dalla Terra per completare la sua orbita intorno al Sole, è infatti pari a 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 9,54 secondi. Un disavanzo da compensare per allineare il calendario civile con quello astronomico.

A pensare per primi all’adozione dell’anno bisestile fu nientemeno che Giulio Cesare, nel 46 a.C., basandosi sui calcoli effettuati dall’astronomo Sosigene di Alessandria: il grande condottiero romano introdusse nel suo calendario un giorno in più ogni 4 anni in quello che era allora il mese di febbraio, subito dopo il 24.

E, visto che il 24 febbraio in latino era il ”sexto die ante Calendas Martias”, il giorno in più diventò il ”bis sexto die’‘, da cui è poi derivato il nome bisestile. Nel 1852, invece, Papa Gregorio XIII, introducendo il calendario gregoriano, corresse il tiro, eliminando tre anni bisestili ogni 400, sempre all’inizio del secolo, con la bolla papale “Inter gravissimas“.

La regola, da allora in poi, è diventata questa: un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, con l’eccezione degli anni secolari (divisibili per 100) non divisibili per 400. Perciò, per fare un esempio, nel 2100 non ci sarà un febbraio con 29 giorni, così come non c’è stato nel 1900, mentre il prossimo anno bisestile, dopo il 2020, sarà il 2024.

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“Anno bisesto, anno funesto”: la maledizione dell’anno bisestile

Perché questa terribile reputazione, ci chiedevamo. Le ragioni sono da ricercare nella superstizione, naturalmente, nelle credenze popolari che si sono tramandate generazione dopo generazione. Ma la pessima fama dell’anno bisestile arriva addirittura dai romani, e dalle virtù (negative) magiche che gli venivano attribuite.

Febbraio, oltre a essere il mese più corto, sin dai tempi di Numa Pompilio, successore di Romolo, è il momento dell’anno dedicato a morti e inferi. Per la società romana è infatti l’ultimo mese dell’anno, quello in cui si celebrano i februa, ovvero i riti di purificazione da cui deriva il nome del mese stesso.

Due, in particolare, sono i rituali che spiegano la concezione “sinistra”: i Feralia – da cui deriva anche l’aggettivo ferale, ovvero luttuoso – con cui si indicava l’apertura del varco al ritorno dei morti, il ventunesimo giorno, e il Regifugium, che rievocava la cacciata dei re e la fondazione della repubblica, che ricorre il 24. Proprio questa data, il sesto giorno che precede le calende di marzo, segna la fine dell’anno, e i giorni successivi sono considerati dai romani tempo morto, un vuoto nefasto che dura proprio fino al primo marzo.

Andando avanti con i secoli, anche Savonarola, nel 1400, contribuì a rendere ancora più nefasta la reputazione del’anno bisestile, parlando di  epidemie, carestie e grandi tragedie legate proprio a questo anno, e, anno dopo anno, è sempre stato più difficile togliere questa “macchia” dall’anno bisestile.

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9 cose funeste accadute durante gli anni bisestili

Pensiamo agli attentati alle Torri Gemelle, avvenuti nel 2001, o al terremoto de L’Aquila nel 2009: tutti eventi accaduti in anni “normali” che, però, non hanno scalfito minimamente il “terrore” per l’anno bisesto.

Anche perché qualcosa di brutto e spiacevole, negli anni bisestili, è effettivamente capitato; non più di quanto sia successo negli altri anni, a onor di cronaca, ma evidentemente sufficiente per rafforzare le credenze negative sugli anni da 366 giorni. Ecco quindi 9 eventi accaduti proprio in questi anni.

Anno bisesto: perché si dice che sia "funesto" e perché esiste l'anno bisestile
Fonte: web
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