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Giorno della Memoria: 12 Film per Non Dimenticare gli Orrori della Shoah (e quelli programmati in TV)

Il 27 gennaio si celebra la giornata internazionale della memoria per ricordare le vittime dell'Olocausto. Noi vogliamo perpetuare la loro memoria con 12 film dedicati alla Shoah e 3 da vedere al cinema.

La storia è una staffetta infinita che anziché tramandare un testimone si tramanda di testimone in testimone, di essere umano in essere umano, come la vita, come la memoria. La storia è vita e memoria. Per questo nel Giorno della Memoria, la ricorrenza internazionale del 27 gennaio – giorno in cui l’Armata Rossa liberò Auschwitz – istituita nel 2005 per ricordare le vittime dell’Olocausto, vogliamo proporvi 12 film che, ciascuno a suo modo, perpetuano – ogni giorno, ogni mese, in ogni momento in cui vorremo guardarli – la memoria della strage perpetrata dai nazisti a danni degli ebrei. Alcuni saranno trasmessi in TV in questi giorni, altri purtroppo no, ma sono facilmente reperibili (e ne vale la pena).

A seguire, vi diamo invece nel dettaglio tutta la programmazione sul tema, previsto nei palinsesti in questi giorni e alcuni titoli da vedere al cinema.

1. Il bambino con il pigiama a righe

il bambino con il pigiama a righe
Fonte: scena tratta dal film

Otto anni. Curioso e con la fame d’avventura dei bimbi che devono crescere, Bruno, figlio di un ufficiale nazista costretto a trasferirsi dalla capitale Berlino a una campagna remota in seguito a una promozione del padre, scopre aggirandosi nei dintorni della sua cascina l’orrore che sta sconvolgendo in molti casi a sua insaputa la Germania dei primi anni Quaranta.

Nel linguaggio dei bambini le religioni non sono una barriera. E nemmeno il filo spinato: Bruno stringe amicizia con un suo coetaneo prigioniero del campo di concentramento, Shmuel, che il padre di Bruno vorrebbe vittima di un odio insensato e fomentato da un’ossessione priva di qualsiasi fondamento. Ma Bruno non ascolta, il richiamo dell’amicizia è più forte, tanto da spingere il bambino a tentare di scavalcare la recinzione di fino spinato…

Da vedere con i propri bimbi per discutere con loro di una (bruttissima) pagina di storia e per insegnare loro a quali orrori può dar vita la discriminazione, di qualsiasi tipo essa sia.

2. Schindler’s List – La lista di Schindler

schindler's list
Fonte: scena tratta dal film

Quel cappottino rosso rimarrà inciso indelebilmente nella memoria di tutti noi. Il titolo del film è legato alla figura di Oskar Schindler, imprenditore che dapprima approfitta del regime nazista per vendere pentole e tegami all’esercito impiegando personale ebreo e che in seguito si ravvede compilando la celeberrima lista di coloro che saranno salvati, messi al riparo da un destino infausto apparentemente già segnato. Nonostante il treno su cui viaggiano i “salvati” giunga per errore ad Auschwitz, Schindler corrompe le guardie e riesce a ottenere che a nessuno dei suoi protetti venga torto un capello.

Oskar Schindler, comunque affiliato al Partito Nazista, dopo la guerra rischia la cattura: gli operai gli consegnano una lettera da essi stessi scritta in cui dichiarano che l’imprenditore non è un criminale e gli donano un anello con incisa una citazione dal testo sacro dell’ebraismo Talmud, Chi salva una vita salva il mondo intero.

L’ultima immagine del film è davvero toccante. Come toccante è la vicenda. Emblematica del fatto che non è vero che le persone non cambiano e che anche il peggiore dei mostri può convertirsi e rivedere le sue opinioni. Utile per riflettere su una questione: può bastare ravvedersi per essere assolti?

3. La chiave di Sara

la chiave di sara
Fonte: scena tratta dal film

La chiave di Sara affronta un momento ben preciso, per quanto poco noto, della Shoah durante l’occupazione nazista di Parigi: il rastrellamento del velodromo d’Inverno, vicenda cui è dedicata anche la pellicola Vento di primavera.

Siamo al 16 e 17 luglio 1942. Gli ebrei di Parigi vengono arrestati dalla polizia collaborazionista francese. Tra loro c’è Sarah Starzynski. Ha dieci anni e nasconde il fratellino in un armadio chiuso a chiave. La storia si snoda nella sua pienezza cinquant’anni dopo, quando alla giornalista americana Julia Jarmond – sposata con l’architetto Bertrand Tezac – viene assegnato un servizio su quel rastrellamento. La coppia si trasferisce nell’appartamento in cui i nonni di Bertrand hanno abitato sin dal 1942, la stessa casa in cui aveva vissuto la famiglia Starzynski. La mamma e il papà di Sarah sono morti ad Auschwitz, ma nulla si sa di lei e del fratellino Michael. Convincendosi che sia viva, Julia inizia a cercarne tracce consultando archivi, intervistando testimoni e mettendosi alla disperata ricerca dei sopravvissuti.

Una pellicola incentrata sull’immenso valore della verità, della ricerca e della ricostruzione dei fatti, anche di quelli più apparentemente “insignificanti”. Ogni documento ricostruito è un tassello per tramandare una memoria reale e trasparente.

4. La tregua

la tregua
Fonte: scena tratta dal film

Analogamente a Il Diario di Anna Frank, La Tregua è uno dei libri – e di conseguenza dei film – probabilmente più noti. Il momento immortalato dal film è quello della liberazione in cui i soldati tedeschi, nel tentativo di cancellare ogni traccia degli orrori perpetrati per anni, uccidono i prigionieri o li lasciano nei campi abbandonati al loro destino. Una volta liberi, i deportati cercano un modo per tornare alle loro case. Tra loro c’è Primo Levi che narra il ritorno accidentato in prima persona.

Man mano che Primo Levi si riavvicina a Torino si comprende come ormai, distrutto nel fisico e nella mente da quanto visto e subito negli anni del campo di sterminio, non percepisca più come suo quel mondo silenzioso, tranquillo e routinario fatto di pane fresco e biancheria profumata e pulita.

Come sappiamo Primo Levi è stato irreversibilmente segnato dall’esperienza del campo di sterminio, tanto insopportabile da portarlo al suicidio.

5. Jona che visse nella balena

jona che visse nella balena
Fonte: scena tratta dal film

L’immagine del piccolo e adorabile Jona che torna in singhiozzi dalla madre dopo che i tedeschi gli hanno rotto i giocattoli è straziante. Ma non è che l’inizio. Deportato con la famiglia nel campo di Bergen-Belsen, Jona patirà freddo, fame, paura, sofferenza, umiliazioni. Nella progressione del film il bimbo appare sempre più indurito, nei tratti del volto emaciato e nello sguardo defraudato di sogni al pari del suo futuro.

Un film comprensibile ma non per questo meno toccante e straziante.

6. Train de vie – Un treno per vivere

Fonte: Web
Fonte: scena tratta dal film

Per sfuggire alla deportazione nazista, gli abitanti di un villaggio ebraico dell’Europa dell’Est organizzano una “autodeportazione” su un vecchio treno allestito come una reale vettura nazista, diretto, anziché in un campo di sterminio, verso la Palestina. Tra ostacoli e difficoltà, il gruppo riesce puntualmente a scamparla grazie ai geniali espedienti escogitati di volta in volta.

Il film è tutto da vedere sino al superamento da parte del gruppo squinternato del confine sovietico, alla terra promessa per poi ricadere in un’amara scoperta…

La pellicola è davvero particolare e sa trasmettere a un tempo disperazione e speranze dei prigionieri dei campi di concentramento.

7. Il pianista

il pianista
Fonte: scena tratta dal film

Varsavia, anno 1939. La famiglia Szpilman, nella quale c’è il pianista Władysław, viene trasferita nel ghetto iniziando una vita di miseria, umiliazione, fame e morte. Bambini uccisi, cibo rubato, stermini, morti a causa degli stenti. La sopravvivenza sembra una chimera. Władysław lavora come pianista finché iniziano le deportazioni. Władysław viene trattenuto nel ghetto da un soldato tedesco e rimane solo, costantemente a rischio uccisione. Sopravvissuto miracolosamente alla distruzione della città, Wladyslaw vaga solo tra le macerie alla ricerca di cibo, a un passo dalla morte…

Un film “aulico”, ben fatto e utile per capire la devastazione materiale, umana, spirituale e sociale generata dalla Shoah, che ha generato una quantità di vittime esponenzialmente più elevata del numero di morti radendo al suolo sogni, speranze, illusioni, valori, futuro.

8. Hannah Arendt

hannah arendt
Fonte: scena tratta dal film

Il film ripercorre le vicende della teorica politica ebraico-tedesca Hannah Arendt che nel 1961 si trasferisce a Gerusalemme per seguire, su incarico del New Yorker, il processo al funzionario nazista Adolf Eichmann. Dalla sua sorpresa nel trovarsi dinanzi, anziché un mostro come si aspettava, un uomo mediocre, nasce la sua concezione di “banalità del male” da cui è scaturito il relativo trattato: si tratta dell’analisi più completa e complessa e a un tempo più emozionante e affascinante sulla strage dell’Olocausto.

9. Arrivederci ragazzi

arrivederci ragazzi
Fonte: scena tratta dal film

Un collegio, due ragazzi di buona famiglia, Julien e François, e un giovane ebreo rifugiato nell’istituto grazie alla volontà di padre Jean per sfuggire alle persecuzioni razziali. Julien, incuriosito dalla riservatezza di Jean Bonnet, il ragazzo ebreo, fruga nel suo vero armadietto e scopre la sua vera identità. Identità nota pure all’inserviente Joseph, licenziato perché scoperto a rubare nella cucina del collegio per rivendere poi il cibo tra gli studenti.

E sarà proprio Joseph, solo, senza casa e ferito, a dare la svolta negativa alla storia. Un altro bel film da vedere con bambini e ragazzi per capire che anche i più giovani hanno delle responsabilità da non sottovalutare: imparare la storia per non ripeterla è la prima di queste ed è una lezione che, ne siamo convinte, di quando in quando fa bene anche a noi ripassare.

10. La vita è bella

la vita è bella
Fonte: scena tratta dal film

Questa è una storia semplice eppure non è facile raccontarla, come in una favola c’è dolore, e come una favola è piena di meraviglia e di felicità. È la frase iconica che apre il film, la storia di Guido e Dora convolati a nozze dopo mille peripezie e genitori del piccolo Giosuè. Guido, il bimbo e lo zio Eliseo vengono catturati e deportati in un lager seguiti da Dora, che pur non è ebrea: rivedrà i suoi cari solo di sfuggita, per un ultimo drammatico istante. Lo zio, dal canto suo, viene immediatamente destinato alla camera a gas.

Guido, simbolo di amore paterno e di forza incommensurabili, cerca di rassicurare Giosuè raccontandogli che stanno partecipando a un gioco a premi, difficile sì, ma con in palio un vero carrarmato. Finge di tradurre le regole del lager scandite in tedesco dalle SS riuscendo a dar vita anche a scene esilaranti. Durante l’ultimo eccidio dei soldati tedeschi nel corso della liberazione, Guido mette Giosuè in una cabina raccomandandogli di non uscire ché stanno giocando a nascondino. Anche in questo caso non vi sveliamo la fine. Se non per la frase finale, emblematica tanto quanto quella iniziale: “Abbiamo vinto!”.

11. Il diario di Anna Frank

il diario di anna frank
Fonte: Web

L’immagine di quella ragazzina normale, che sognava e scriveva, non abbandonerà mai la nostra memoria. La vicenda di Anna Frank è quella che incarna forse più di tutte la dicotomia fra orrore e quotidianità. Nascosta con la sua famiglia in una soffitta di Amsterdam, Anna alterna gli attimi di terrore e naturale insofferenza per l’impossibilità di uscire a momenti di normalità fatti di studio, amore, litigi con i genitori, con la mente indelebilmente ancorata alle giornate fulgide in cui Anna poteva vivere la sua età, mangiare gelati, chiacchierare con le amiche. Il tragico finale della storia è sin troppo noto: l’unico sopravvissuto sarà il padre, Otto Frank. Ma il ricordo della famiglia e dei suoi ultimi anni di vita resta imperituramente cristallizzato nelle parole di Anna e nei film che da quelle parole sono stati ispirati.

12. Fuga da Sobibor

fuga da sobibor
Fonte: Web

Tra tanti film che narrano di vicende per le quali la storia è stata avara di un lieto fine, Fuga da Sobibor apre, pur nella tragedia, uno spiraglio di speranza. Ispirata a quanto accaduto realmente nel 1943 nel campo di sterminio di Sobibor, appunto, la pellicola racconta del piano di fuga ideato dai prigionieri e attuato grazie alla collaborazione di detenuti russi. Il piano viene tuttavia scoperto dalle SS. Non sveliamo la fine, che potrà rivelarsi più inaspettata e toccante di quanto lascino trapelare queste parole.

Lo consigliamo a tutte per capire quanto sia importante il valore della presa di coscienza e, in casi estremi, della ribellione. Anche a costo della vita, pur di salvare quella di qualcun altro e di rendere il mondo un posto migliore.

13. Olocausto: tutta i film in programmazione TV per non dimenticare

Ecco il riassunto dei film proposti in prima e seconda serata.
Nota: la programmazione Sky prevede varie repliche dei film proposti in prima serata nei giorni successivi.

Lunedì 22 gennaio 2018

Il labirinto del silenzio – ore 21.15 su  Sky Cinema Hits
Conspiracy – soluzione finale – ore 23.25 Sky Cinema Hits

Martedì 23 gennaio 2018

Lo stato contro Fritz Bauer – ore 21.15 su Sky Cinema Hits
Il bambino con il pigiama a righe – ore 23.05 su Sky Cinema Hits

Mercoledì 24 gennaio 2018

Remember – ore 23.00 su Rsi La1
Il pianista ore 23.45 su Rete 4

Giovedì 25 gennaio 2018

Storia di una ladra di libri – ore 21.00 su Rsi La2
Conspiracy – soluzione finale ore 21.15 su Sky Cinema Hits
Il labirinto del silenzio – ore 22.55 su Sky Cinema Hits

Venerdì 26 gennaio 2018

Lo Stato contro Fritz Bauer – ore 23.00 su Sky Cinema Hits
L’ultimo treno – ore 21.15 su Sky Cinema Hits

Sabato 27 gennaio 2018

Rosenstrasse – ore 8 su Rai Movie
Lo Stato contro Fritz Bauer – ore 19.25 su Sky Cinema Hits
Woman in Gold – ore 21.05 su Rsi La1
Il bambino con il pigiama a righe – ore 21.15 su Sky Cinema Hits
Il diario di Anna Frank – ore 21.50 su Tv 2000
Il labirinto del silenzio – ore 21.25 su Rai 1
La chiave di Sara – ore 22.30 su La7
Tutto davanti a questi occhi – ore 21.00 Sky Tg24
Il servo ungherese – ore 23.05 su Premium Emotion
Anita B. – ore 22.55 su Sky Cinema Hits
Naked Among Wolves – Il bambino nella valigia – ore 21.00 su Iris

Domenica 28 gennaio 2018

The Believer – ore 21.15 su Cielo
Remember – ore 21.15 su Sky Cinema Hits
Suite Francese – ore 23.45 su Rsi La1

14. Olocausto: i film da non perdere al cinema

In questo 208 anche il cinema ci offre dei titoli imperdibili che riportano alla luce i tragici fatti della seconda Guerra mondiale e, in particolar modo, proprio della persecuzione agli ebrei da parte dei nazisti. Ecco i film in programmazione nelle sale cinematografiche italiane:

Un sacchetto di biglie

Fonte: scena tratta dal film

Un sacchetto di biglie narra la storia di due giovanissimi fratelli ebrei, Joseph e Maurice Joffo, che fuggono in tutta la Francia sotto l’occupazione tedesca al fine di raggiungere, finalmente, una zona libera e sicura. Si ratta di un film a “misura di bambino”, una pellicola per far capire anche ai più piccoli le atrocità della Seconda Guerra Mondiale ma sotto una chiave nuova e capibile anche per loro.

Gli invisibili

Fonte: scena tratta dal film

Gli invisibili è una pellicola tedesca del regista Claus Räfle. La storia prende luogo a Berlino ali inizi del 1943, nel momento in cui il regime nazista ha ufficialmente dichiarato la capitale del Reich “libera dagli ebrei”. Alcuni di loro, però, come i potagonisti Cioma, Hanni, Eugen e Ruth sono riusciti a nascondersi con coraggio agli occhi dei nazisti.

Paradise

Fonte: scena tratta dal film

Un film in bianco e nero che torna nei nostri cinema italiani per ricordarci le atrocità dell’olocausto sotto una chiave diversa dal solito. Il film narra tre storie diverse – ma complementari – durante la seconda Guerra Mondiale: quella di una donna aristocratica russa rinchiusa in un campo di concentramento per aver nascosto due bambini ebrei, un poliziostto francese collaborazionista e un ufficiale tedesco delle forze armate tedesche SS.