Le truffe affettive sono stupri emozionali e violenza psicologica

Una relazione sentimentale online, una "favola" che nasconde un lato oscuro: un tentativo di estorsione di beni o denaro. Le truffe affettive sono molto più diffuse di quello che pensiamo. Riconoscerle e prevenirle è la chiave per depotenziarle, ma per chi è già vittima il segreto è non vergognarsi, condividere e denunciare.

Qualche like, commenti, messaggi, la sensazione che questa persona ti conosca da sempre e sia perfetta per te. Poi, la rivelazione: ha bisogno di aiuto. Soldi. Quasi sempre, dopo averli ricevuti sparisce e la storia inizia da capo con una nuova vittima.

Le truffe affettive sono un fenomeno sempre più diffuso, in cui truffatori esperti raggirano persone inconsapevoli facendo credere loro di essere in una relazione sentimentale solo per estorcere denaro. Conoscerle e ri-conoscerle è fondamentale per prevenirle e non diventarne vittima.

Cosa sono le truffe affettive?

Una truffa vigliacca, un reato contro la buona fede che trae vantaggi economici notevoli dalla manipolazione psichica altrui.

In pochissime parole, il rapporto del movimento ACTA Azione Contro Truffe Affettive e Lotta Cybercrime riassume perfettamente cosa siano le truffe affettive, una tipologia di truffa online che, fa leva sulla vulnerabilità dovuta al coinvolgimento sentimentale della vittima.

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In questa tipologia di cyber-truffa il truffatore, attraverso le informazioni condivise sui social network, elabora un profilo della potenziale vittima per potersi presentare come il partner ideale. Dopo un approccio iniziale – che si realizza solitamente sulle piattaforme di dating o sui social, ma che può avvenire anche tramite email – generalmente chiede di spostare la conversazione su chat più “intime” (leggi: meno protette) dove si mostra romanticamente interessato e convince la vittima di essere in una relazione sentimentale sfruttandone le debolezze e i desideri, come spiega Jolanda Bonino, presidente di ACTA:

Sono stata vittima del mito della caverna di Platone, vedevo una realtà distorta perché sono stata manipolata, io vedevo le proiezioni delle mie fantasie. […] Il metodo è sempre lo stesso, ci sono 12 copioni più o meno uguali, ma la truffa è calata in base alla persona, ti studiano quando ti agganciano, in pratica vieni indotta tuo malgrado a farti scivolare in una favola. All’inizio le cose che ti fanno andare avanti in questa storia sono belle, e in alcuni casi ci sono anche degli innamoramenti. Vengono colpite persone buone d’animo e che non si girano dall’altra parte quando trovano persone che hanno problemi.

Dopo aver conquistato la fiducia della vittima, infatti, utilizzando una scusa e mostrandosi in difficoltà il truffatore avanza quindi la richiesta di denaro (possono essere anche regali, cryptovalute o direttamente l’accesso a conti o carte di credito). In alcuni casi, dopo aver ricevuto il denaro sparisce, in altri le richieste di denaro proseguono per un periodo più lungo. In casi estremi, la truffa può andare avanti per decenni, spiega ancora Bonino:

Le storie vanno dai tre mesi fino ai 15/20 anni e più vai in la col tempo e più è difficilissimo uscirne, noi la chiamiamo la tela del ragno. […] Questa truffa è una violenza fortissima, è uno stupro virtuale ed emotivo, poi ci sono anche quelle dal vero… è un femminicidio in vita e questa tipologia di truffa prevede un escalation di violenze, io mi sono fermato al settimo e ottavo grado ma c’è gente come Cazzaniga che è andato oltre e si arriva al 17esimo scalino.

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Truffe affettive in Italia: numeri e dati

Anche se è difficile avere dei dati precisi a causa del sommerso dovuto a una scarsa conoscenza di questo fenomeno e al senso di vergogna che accompagna le vittime, possiamo farci un quadro abbastanza chiaro della situazione grazie ai dati raccolti e diffusi dall’ACTA.

Dal giugno 2014 al giugno 2021, sono state 13.586 le persone che hanno denunciato al movimento di aver subito una truffa emotiva: i dati sono certamente al ribasso rispetto alla portata reale del fenomeno e mostrano un notevole incremento a partire dal 2017, quando la collaborazione del movimento con i media ha portato maggiore visibilità al fenomeno.

Sono 10.025 le vittime che hanno dichiarato di essere state truffate “nel cuore e nel portafogli” per un totale complessivo di 200.500.000€. L’importo medio delle truffe è di 20.000 euro (si va da poche centinaia di euro a 300/400.000€ e, solo in un caso oltre 900mila euro). Cifre che erano molto più alte prima del 2020, perché le vittime si accorgevano troppo tardi di essere state raggirate.

Negli altri 3561 casi, si tratta invece di segnalazioni di parenti e amici (un numero in crescita) più i tentativi di truffa, i casi in cui ci si è fermati appena in tempo, prima che il denaro venisse inviato. Generalmente, dice l’ACTA,

quando arrivano le segnalazioni dai parenti è purtroppo già tardi per fermare l’emorragia di soldi inviati e sono frequenti i casi in cui le vittime hanno già spedito cifre esorbitanti (da 50mila euro in su).

Un altro dato da notare è il genere delle vittime: il 93%, infatti, sono donne. Al netto del sommerso, è un dato interessante perché, dice l’ACTA;

gli uomini sono più colpiti nelle estorsioni, mentre sulle donne si fa principalmente leva sui sentimenti e sugli affetti.

Quello delle truffe emotive è un fenomeno in crescita ovunque: la Federal Trade Commission ha rivelato come nel 2021 i casi di truffe affettive abbiano raggiunto un record mai visto, registrando un aumento addirittura dell’80% rispetto al 2020. Un dato sconvolgente, che si accompagna a un’altra cifra rivelata dalla FTC: il totale delle cifre perse dalle vittime di questi scams ammonterebbe a 1,3 milioni di dollari solo negli ultimi cinque anni (e nei soli Stati Uniti).

Truffe affettive, come riconoscerle e prevenirle

Una delle principali difficoltà nell’intervenire contro le truffe affettive è legato all’incapacità di riconoscere la manipolazione operata dal truffatore e a comprendere di essere vittime di un raggiro prima che sia troppo tardi.

Come ci mostrano i dati, infatti, nella stragrande maggioranza dei casi si realizza cosa sta accadendo quando la truffa non è più solo a livello emotivo, ma ha ormai raggiunto quello finanziario, che è poi il suo scopo ultimo: l’estorsione di denaro o beni, talvolta per riciclare denaro proveniente da attività illecite legate alla criminalità organizzata.

Come fare, quindi, a prevenirle? Possiamo individuare alcuni suggerimenti grazie alle linee guida elaborate da Intesa Sanpaolo, che ha realizzato anche un’infografica per aiutare le potenziali vittime a riconoscere e prevenire le truffe affettive prima di rimetterci economicamente.

Sebbene possano esserci delle varianti a seconda dei casi specifici, infatti, ci sono dei pattern ricorrenti e, in linea di massima, la strategia adottata è la stessa e ci sono delle red flags che possono aiutarci a capire le intenzioni del truffatore.

  • Qualcuno che hai recentemente incontrato online dichiara di provare forti sentimenti per te, e ti chiede di chattare in privato.
  • I messaggi sono spesso vaghi e scritti male.
  • Potrebbero chiederti di inviare foto o video personali.
  • La persona evita le proposte di incontro accampando ogni volta una scusa
  • La persona comincia a parlarti dei suoi problemi economici
  • Dopo aver ottenuto la tua fiducia, ti chiede denaro, regali oppure i dettagli della tua carta di credito/del tuo conto bancario.
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Cosa fare, quindi (e, soprattutto, cosa non fare) per scongiurare il rischio di essere vittima di una truffa affettiva?

  • Fai molta attenzione alle informazioni personali che condividi sui social network e sui siti di appuntamenti
  • Cerca di rimanere in contatto con i potenziali partner tramite il sito, evitando i canali personali come il telefono o la chat.
  • Fai delle ricerche sull’identità della persona e sull’autenticità della foto e per vedere se è stata utilizzata altrove: il modo più semplice è fare una ricerca per immagini su Google, utilizzando l’apposito tool del motore di ricerca.
  • Fai attenzione a errori di ortografia e grammatica, a incongruenze nelle loro storie e a scuse quali la fotocamera che non funziona.
  • Attenzione alle richieste di denaro. Non inviare mai denaro oppure i dettagli della carta di credito, del tuo account online o copie di documenti personali.
  • Evita di inviare pagamenti anticipati o di trasferire denaro per conto di qualcun altro (il riciclaggio di denaro è un reato).

Se sei una vittima, presenta una denuncia alla polizia e se hai fornito i dettagli del conto, contatta subito la tua banca. Confidati con i tuoi amici o parenti e, soprattutto, non vergognarti. La cosa migliore è interrompere tutti i contatti immediatamente, cercando però di conservare tutte le comunicazioni intercorse, e segnalare quanto accaduto anche ai gestori del sito su cui sono avvenuti i contatti.

Parlarne, condividere, è fondamentale: per questo, gruppi come ACTA lavorano per sviluppare meccanismi di solidarietà e sorellanza attraverso veri e propri gruppi di autocoscienza e condivisione, come quelli che negli anni 70 e 80 all’interno dei gruppi femministi fecero emergere il fenomeno della violenza di genere.

Casi celebri di truffe affettive

Alcuni casi di truffe sentimentali sono diventati celebri, sia per la notorietà della vittima (è il caso di Flavia Vento, che ha subito un tentativo di scam da un profilo che si spacciava per Tom Cruise) o per l’entità della truffa, come quella che ha coinvolto il pallavolista Roberto Cazzaniga vittima di una truffa durata 15 anni. Quindici anni di telefonate e chat, senza mai vedersi dal vivo, e di richieste di denaro per somme considerevoli: si parla di 700mila euro per aiutare “Maya” (in realtà si trattava di più di una truffatrice) che asseriva di avere problemi di salute.

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A uno dei casi più celebri di truffe affettive è dedicato anche il documentario true crime Il truffatore di Tinder, uscito in febbraio su Netflix, che racconta la storia di Shimon Hayut (alias Simon Leviev) che attirava donne online per derubarle di milioni di dollari fingendosi un ricco magnate dei diamanti amante del jet set.

Utilizzando i soldi delle sue vittime – che spesso chiedevano prestiti per poterglieli fornire – incantava nuove vittime potenziali attraverso un lifestyle all’insegna del lusso, poi fingeva di essere stato aggredito e ferito e di aver bisogno di soldi perché le misure di sicurezza dovute all’aggressione gli impedivano di accedere ai propri beni. In seguito, fingeva di restituire il denaro tramite bonifici falsi e, infine, spariva.

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Sebbene abbia caratteristiche particolari (in questo caso il truffatore frequentava di persona le vittime), quello di Leviev è uno dei casi più elaborati di truffa affettiva, simile a un vero e proprio schema Ponzi, che ha coinvolto decine di donne e un giro di denaro di milioni di dollari.

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