Come possiamo essere felici? Consapevolmente o meno, tutti cerchiamo la risposta a questa domanda. Trovarla non è facile, ma secondo la filosofia giapponese dell’ukeireru la soluzione è più semplice di quello che pensiamo e passa dall’accettazione.

Ukeireru: cosa significa?

Ukeireru in giapponese significa proprio “accettazione”. Per essere più precisi, è uno dei quattro termini (Ukeireru, Uketomeru, Toriireru e Ukenagasu) che hanno questo significato, ciascuno di essi con una sfumatura diversa.

Ukeireru indica un tipo particolare di accettazione,

quando una madre fa accettare qualcosa al figlio in modo gentile, divertente da immaginare dentro di sé.

Scott Haas, autore di L’arte giapponese di vivere felice, che all’ukeireru ha dedicato un libro, spiega

Ukeireru significa molto più che accettazione di sé. Significa accettazione delle nostre relazioni nelle nostre famiglie, a scuola, al lavoro e nelle nostre comunità. Significa accettare gli altri.

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I principi dell’Ukeireru

Ma in cosa consiste quindi questa filosofia dell’accettazione? Culturalmente siamo portati a desiderare sempre di più e a guardare sempre più in là del qui e ora. Vogliamo più soldi, case più grandi, macchine più veloci, un lavoro migliore. Da un lato non riusciamo a non pensare al futuro, dall’altro difficilmente riusciamo a liberarci dalla nostalgia del passato.

Spesso siamo insoddisfatti, spasmodicamente alla ricerca di qualcosa che non sappiamo definire e, per questo, non riusciamo a trovare. E più vogliamo essere felici, più quella felicità non riusciamo ad afferrarla.

Come uscire da questo circolo vizioso? Con l’accettazione, l’ukeireru. Accettando noi stessi e ciò che ci circonda, tutto quello che fa parte della nostra vita e la rende unica, dalla famiglia agli amici, passando per il lavoro e le relazioni.

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Attenzione: accettare non significa accontentarsi, né sottomettersi. Ukeireru è un’accettazione volta al cambiamento, non alla passività: è una scelta consapevole per raggiungere il benessere dimenticando stress, ansia e insoddisfazione.

Sì, perché una volta imparato ad accettare ciò che ci circonda così com’è, avremo tempo per osservare con calma e notare che siamo solo una parte della società, in fondo nemmeno così importante. Di conseguenza, possiamo aprirci più facilmente altri punti di vista e comprenderli, senza reagire in maniera impulsiva di fronte a una persona o a un evento per cui siamo arrabbiati. E non saremo così stressati e frustrati.

La forza di questo stile di vita – che richiede una pratica costante – è che, concentrandoci sull’accettazione di noi stessi, degli altri e degli eventi intorno a noi possiamo imparare a controllare i nostri pensieri, emozioni e comportamenti, ad accettare i nostri punti di forza e di debolezza come parte integrante del nostro essere e accettare quello che siamo serenamente e, in ultimo, nell’accettare di non avere alcun controllo su tutto ciò che accade.

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Come praticare l’Ukeireru

Come si pratica, quindi l’accettazione che può condurci alla felicità? Dirlo è facile, praticare l’ukeireru richiede invece uno sforzo, perché ci richiede di abbandonare la forma mentis con cui siamo cresciuti e la cultura in cui siamo immersi per abbracciare la pace e la soddisfazione nella vita.

Il primo passo è prendere coscienza, di noi stessi prima e di quello che ci circonda poi, e riuscire ad accettarlo. Come farlo?

Scott Haas ha scritto una vero e proprio manuale per avvicinarsi all’ukeireru, anzi Una guida pratica all’ukeireru, il principio giapponese dell’accettazione, per eliminare lo stress.

L'arte giapponese di vivere felice. Una guida pratica all’ukeireru, il principio giapponese dell’accettazione, per eliminare lo stress

L'arte giapponese di vivere felice. Una guida pratica all’ukeireru, il principio giapponese dell’accettazione, per eliminare lo stress

Raggiungere la felicità è possibile. Come farlo? Imparando a praticare ukeireru, il principio giapponese dell’accettazione, come spiega Haas in questo studio che analizza gli elementi base che caratterizzano i concetti di “accettazione” ed “empatia” in Giappone per insegnarci a dire addio allo stress.
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Comparando la cultura statunitense – in cui è nato e cresciuto – con quella giapponese, l’autore ha analizzato caratteristiche e pratiche della seconda che, secondo la filosofia dell’accettazione, possono aiutarci a essere felici, davvero:

Si può trovare la calma nel ritualizzare piccoli gesti, come fare il caffè, bere il tè o assaporare un cocktail, e riscoprire l’importanza di bagni rilassanti e sonnellini ristoratori. Si può praticare il rispetto per sé stessi e per gli altri, con un effetto calmante su chi ci circonda, per riuscire ad ascoltare più di quanto si parli. Si può riordinare la vita riducendo al minimo le esperienze e le relazioni che provocano più stress che sollievo.

Ancora, si possono coltivare modi pratici per affrontare la rabbia, la paura e le discussioni. Praticando l’accettazione, insomma, è possibile fare una pausa dallo stress e dalle situazioni che ci mettono a disagio, così da prendere in mano la nostra vita. Il primo passo per il cambiamento è l’accettazione della realtà.

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