Che moda e tendenze siano strettamente legati agli stereotipi fisici non è una novità: siamo abituati a vedere incastrato il corpo femminile in standard legati alle mode di una specifica epoca, ma bisogna tenere a mente che anche gli uomini possono cadere vittime degli stereotipi. Caso particolare è il fenomeno del dad bod, termine nato per indicare gli uomini con la ‘pancetta’.

Un tentativo di includere una bellezza altra dallo standard di perfezione estetico, che rischia però di riconfermare antichi stereotipi.

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Dad bod: cosa significa?

Letteralmente dad bod significa ‘pancetta da papà’. Il termine, molto in voga ultimamente, indica un tipo particolare di fisico che non è sovrappeso, ma neanche magro. Questo tipo di corporatura fa riferimento alla pancia dei papà perché si poggia sullo stereotipo comune in base al quale un padre di famiglia si lasci maggiormente andare sviluppando un po’ di pancetta.

A rendere il termine noto è stata una studentessa americana della Clemson University, Mackenzie Pearson. L’invenzione della dicitura non è sua, ma è merito di un suo articolo pubblicato nel 2015 se il dad bod è diventata una tendenza online. Secondo la Pearson il dad bod è:

Un uomo a cui piace andare in palestra occasionalmente, ma anche darci dentro con la birra nei weekend e mangiare fino a otto fettone di pizza alla volta, non è sovrappeso ma non ha neanche addominali scolpiti.

Male gaze, perché ci guardano (e spesso ci guardiamo!) con lo 'sguardo maschile'

Complice la pandemia che ha, statisticamente, modificato il corpo di molti, ora il dad bod sta diventando una tendenza e se ne parla come di ciò che piace alle donne oggi. Si guarda, infatti, al dad bod come la tendenza dell’estate passata.

L’idea è quella di promuovere, attraverso un termine ironico, un nuovo modello di fisicità maschile come attraente, uscendo dallo stereotipo del maschio muscoloso e senza un filo di grasso. Quindi un uomo reale, dal fascino più naturale (un privilegio riservato agli uomini, per le donne la pancetta ancora non è prevista). Il rischio, però, è quello di cadere in nuovi stereotipi.

Il rischio di consolidare un nuovo stereotipo

Il termine nasce con un’accezione totalmente positiva, come un vezzeggiativo. Da molti è stato interpretato come un modo caloroso e inclusivo per conferire valore a fisicità diverse dalla ‘norma’. Tuttavia, col tempo, il termine si è evoluto assumendo le caratteristiche di una categoria con dei parametri e degli standard da rispettare. Ciò rischia di generare l’effetto opposto rispetto alla volontà di partenza.

Su internet, infatti, impazzano guide su come ottenere un fisico dad bod perfetto, molte delle quali hanno un taglio prettamente ironico. Ne è un esempio il vademecum di Man Fitness che suggerisce:

Quando andate al ristorante non ordinate il pollo grigliato, ma fritto. Vicino al letto installate una dispensa per gli snack e mangiate enormi quantità di caramelle.

Si sta consolidando man mano l’idea che avere un corpo dad bod significhi essere in forma, ma non troppo. Avere un po’ di pancetta, ma non troppa. La conseguenza evidente è la costruzione di un nuovo stereotipo che getta uno sguardo ipercritico sul corpo degli uomini.

Il thinsplaining delegittima la lotta alla grassofobia e non fa bene a nessuno

Più il dad bod diventa una tendenza, infatti, più si va alla ricerca dell’attore o del cantante che incarni alla perfezione questo canone. Personaggi come Zac Efron o Jason Momoa, sono stati definiti dad bod solo perché paparazzati con un fisico meno tonico rispetto al solito.

Tutto ciò rischia di essere molto dannoso. Un termine nato come vezzeggiativo, con una accezione positiva diviene ancora una volta uno strumento per indicare una ‘lieve imperfezione’ rispetto a uno standard imposto. Contribuendo così ad incentivare la grassofobia e la vergogna per i corpi grassi.

Ciò dovrebbe farci riflettere su come i social e internet in generale distorcano l’immagine che abbiamo dei corpi, fraintendendo un concetto nato in maniera ironica e allo scopo di parlare di una fisicità diversa, rendendolo motivo di vergogna per il proprio corpo.

Articolo originale pubblicato il 31 Agosto 2021

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