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Sei stata molestata? A me avrebbe fatto piacere

Dedicato a quegli uomini che pensano: "Che esagerazione, se una donna sconosciuta mi scrivesse in chat per dirmi che si è eccitata guardando una mia foto, a me farebbe piacere”.
Questo contenuto fa parte della rubrica “Sui generi(s)”

Qualche giorno fa una mia amica è stata molestata in chat.

La versione lunga la trovate nell’articolo che ha scritto, ma per darvi giusto due coordinate posso dirvi che l’ha aggiunta su Facebook un giornalista, lei ha accettato pensando si trattasse di un contatto di lavoro, lui le ha scritto in privato dicendole che aveva un complimento da farle e poi le ha fatto sapere che aveva avuto un’erezione guardando la sua foto.

Lei l’ha vissuta come una molestia fatta e finita.

Soprattutto, non era preparata. Cosa che invece non possiamo dire quando ci capita in mezzo alla strada. Lì, tristemente, ce lo aspettiamo. Quando mettiamo un piede fuori casa usciamo con tutta l’armatura. E quando il ragazzo di turno ci dice di farci un sorriso o ci fischia come se fossimo un cane, siamo arrabbiate, ma non stupite. Questo è di per sé un problema, ma non è di questo che voglio parlarvi oggi.

Oggi voglio raccontarvi la reazione che diversi uomini hanno avuto, dopo aver letto l’articolo che descrive l’accaduto.

Si può riassumere in una frase: “Che esagerazione, se una donna sconosciuta mi scrivesse in chat per dirmi che si è eccitata guardando una mia foto, a me farebbe piacere”.

Ci sono diverse cose da dire, perché questa risposta è inascoltabile su più livelli.

1) E quindi?

Il fatto che tu avresti reagito in maniera diversa, in che modo aiuta la persona che al momento si sta sentendo molestata? Perché siamo finiti a parlare di te?

2) Esagerata secondo chi?

Ognuno di noi ha un metro di giudizio, non esistono cose oggettivamente esagerate. Per una persona una reazione può essere adeguata, per un’altra persona la stessa reazione è esagerata e per un’altra ancora è fin troppo morigerata. A che pro giudicare la reazione di un altro? Non sarebbe più utile cercare di comprenderla? Di capire come mai quella persona abbia reagito proprio così?

3) Tu non hai fatto in tempo a stancarti

Agli uomini viene insegnato a fare la prima mossa, altrimenti non sono veri uomini. Non mi stupisce che un uomo possa pensare “ma magari venisse una donna a dirmi una cosa del genere!”. Potrebbe evitarsi il balletto del “ci provo ma non troppo perché non ho capito se lei è interessata”. Che comodità, per una volta, sentirsi dire “ehi, mi sono eccitata guardando una tua foto”. Fa fare molta meno fatica.

Ecco, per noi donne non è proprio così. A noi lo dicono sempre, senza che venga richiesto, senza pensare “magari sono inopportuno, magari non ha voglia di ricevere il bollettino delle mie erezioni”. Foto di peni in chat da parte di sconosciuti, gente che si tocca davanti a noi in metropolitana, nickname che ti dicono quanto vorrebbero fartene di tutti i colori.

Insomma, forse la prima volta può essere persino lusinghiera, ma alla centesima è solo una molestia.

4) Tu non hai paura a dirle di no

Anche questo è un punto da non dimenticarsi. Mettiamo il caso che una donna dica a un uomo “mi sono eccitata guardando la tua foto”, ma lui non abbia intenzione di proseguire il discorso. Semplicemente, direbbe “ok ma no grazie”. Potrebbe avere qualche remora perché è sempre brutto dover rifiutare qualcuno, ma lì si ferma il problema.

Quando noi diciamo no, si aprono una serie di scenari molto diversi. Se stiamo dicendo di no a qualcuno che lavora con noi o che potrebbe farci lavorare, statisticamente stiamo salutando la possibilità di fare altro a livello professionale (e ok, potrebbe accadere anche a un uomo).

Ma soprattutto, se noi diciamo di no, automaticamente diventiamo un pungiball per gli insulti. Mi hai detto di no? Sei una putt*ana, dovresti essere contenta che qualcuno ti abbia guardata, non sei così figa come credi. (Certo, questo forse non lo fa il tuo amico che ha un debole per te, ma vi ricordo che la maggior parte di questi approcci arrivano da sconosciuti, che non hanno remore a insultarci, davvero nessuna remora). Se poi il rifiuto dello sconosciuto arriva nella vita vera, c’è anche il rischio che la cosa diventi fisica, che si arrabbi.

Noi donne spesso abbiamo paura a dire di no.

5) Sicuro? Anche se la ragazza non ti piace? Anche se lo fa un ragazzo?

Una molestia è una sensazione, se la stessa cosa che mi dice lo sconosciuto per strada me la dice il mio ragazzo in camera da letto, mi fa un effetto diverso.

Se ci prova con me il ragazzo che mi piace o quello con cui non prenderei neanche il caffè, mi fa un effetto diverso (però se il ragazzo che mi piace mi manda il pene in chat, la cosa mi turba allo stesso modo, perché quella forzata intimità mi dà fastidio e basta).

Siamo proprio sicuri che la frase “mi sono eccitata guardando la tua foto” faccia piacere sempre a un uomo? E se a dirla fosse una donna che lui non trova attraente? E se a dirla fosse un ragazzo gay?

È incredibile come certi uomini afferrino il concetto di molestia e di consenso solo quando si trovano a una serata gay e un ragazzo ci prova con loro.

Una frase di per sé non è una molestia o un complimento, dipende dal contesto, da chi la dice e dalle aspettative di chi la ascolta.

La mia amica si aspettava una conversazione di lavoro e invece si è ritrovata a dover gestire l’erezione di uno sconosciuto, che per altro lavora nel suo stesso campo, ha molte conoscenze e quindi si ritrova ad avere del potere in quella relazione.

Lei l’ha vissuta come una molestia e io la comprendo bene.

A te avrebbe fatto piacere?
Ritorna al punto 1).

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