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Perché ogni donna (etero o non) dovrebbe partecipare al Pride

Esistono almeno 5 motivi per cui è importante che soprattutto una donna (alleata o queer) partecipi al Pride.
Questo contenuto fa parte della rubrica “Sui generi(s)”

Giugno è in assoluto il mio mese preferito.

Non solo perché sono un’amante del caldo con una passione per i vestitini romantici, ma anche e soprattutto perché giugno è il mese più colorato dell’anno, il mese arcobaleno, il mese del Pride. Il Pride è quell’evento che si svolge in diverse parti (d’Italia e del mondo) che ha come obiettivo quello di celebrare la comunità LGBT+. Ora è una festa, ma non di rado è stata una battaglia (è famosa la frase che recita “the first Pride was a riot”, facendo riferimento ai moti di Stonewall del 1969).

Una volta, si pensava che ad andare al Pride fossero solo le persone facenti parte della comunità LGBT+, oggi fortunatamente si parla sempre più spesso del dovere che hanno gli alleati, cioè le persone eterosessuali e cisgender (il contrario di transgender), di supportare questo evento, anzitutto con la loro presenza. Io vado al Pride ormai da tanti anni e sempre più spesso mi ritrovo a pensare all’importanza per le donne di questa manifestazione.

Esistono secondo me almeno 5 motivi per cui è importante che soprattutto una donna (alleata o queer) partecipi al Pride.

1) Riprendersi le strade

Per una donna, camminare per strada è sempre una sfida.
Non sai mai se verrai lasciata in pace o se qualcuno ti farà qualche commento non richiesto e nei mesi caldi il rischio aumenta, a causa dei vestiti più leggeri che lasciano scoperte più parti del corpo. Il Pride è uno dei luoghi che ho percepito come più sicuri.  In mezzo a quelle strade e vicino a quelle persone, io non mi sento mai in pericolo.
E così, alleno la mia capacità di camminare a testa altissima, che poi mi serve il resto dell’anno.

2) Ridare dignità al femminile

Si sa, la nostra società ha un problema con il femminile. Non solo noi donne siamo spesso percepite come inferiori, ma ogni volta che un uomo fa “qualcosa di femminile” viene messo alla berlina. “Non piangere, non sei una femminuccia!”. Crescendo ascoltando certi discorsi, viene davvero da pensare che essere donne sia una sfortuna.  Il Pride è estremamente femminile in moltissime delle sue manifestazioni.  Si vedono uomini molto lontani dallo stereotipo del macho di cui già abbiamo parlato, e anche quando invece sfilano dei fisici da palestra, poco dopo puoi vederli scambiarsi un bacio affettuoso con il proprio compagno.
Per non parlare delle drag queen, uomini che fanno degli stereotipi femminili un vero e proprio lavoro, incentrato sull’arte e l’intrattenimento.
Insomma, è un bel posto per essere delle donne, perché è più difficile che qualcuno ti faccia sentire sfortunata per questo.

3) Zona franca

Sapete quei discorsi che noi donne non possiamo fare, pena l’essere etichettate come facili, volgari, aggressive, isteriche e chi più ne ha più ne metta?
Ecco, al Pride nessun argomento è tabù.
È il momento perfetto per intavolare discussioni che non faremmo da nessun’altra parte, perché di sicuro non saremo le uniche a stare affrontando certi temi. Che si parli di piacere femminile o di carriera, qui è più probabile trovare qualcuno pronto ad ascoltarti e, soprattutto, a non giudicarti.

4) Ci riguarda tutte

Non importa che noi si faccia parte della comunità LGBT+ o che si sia solo alleate, noi donne sappiamo bene cosa vuol dire essere discriminate per qualcosa che non abbiamo scelto.
Al Pride, anche una donna etero può trovare dei buonissimi motivi per marciare affinché la diversità diventi un valore e non una condanna. Certo, non bisogna dimenticarsi che la priorità rimane supportare la comunità LGBT+, ma tristemente ognuna di noi potrebbe aggiungere almeno una voce personale alla lista di cose che non dovrebbero più accadere, parlando di diversità.

5) Il Pride è femminista

Al Pride ci sono tutti, ma davvero tutti.
Gli orientamenti sessuali più diversi, ogni identità di genere esistente, quante più etnie possibili, persone di ogni ceto sociale, religione, età.
Il Pride è nato come Gay Pride, ma poi si è evoluto in qualcosa di più inclusivo, che sempre si ricorda che le discriminazioni in fondo sono tutte legate le une con le altre e che dobbiamo combatterle tutti insieme per migliorare il mondo dove viviamo.
Per questa ragione il Pride è femminista.
E noi donne, di femminismo, ne abbiamo davvero bisogno.

Per questi e per moltissimi altri motivi, sorelle, andiamo al Pride.

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