Alice Ball, la morte sospetta di una donna emancipata e geniale a 24 anni

La storia di Alice Ball, prima donna e prima afroamericana a ottenere una laurea magistrale all'università delle Hawaii: aveva scoperto un estratto iniettabile che ha rappresentato il più efficace trattamento contro la lebbra fino agli Anni Quaranta del Novecento

La lebbra, o malattia di Hansen, dal cognome del medico norvegese che per primo isolò il batterio che la causava, è stata a lungo una grande minaccia per l’umanità. Rintracciabile nella storia fino al 2000 a.C., per secoli è stata trattata come una malattia infettiva, fino a quando un medico delle Hawaii non ha deciso di “usare” la ricerca di una giovane e brillante laureata di nome Alice Ball. Era il 1915: solo un anno dopo la stessa giovane donna moriva, dimenticata dalla storia per quasi un secolo.

Nata il 24 luglio 1892 a Seattle da una famiglia benestante, Alice Ball era una studentessa molto dotata. Suo padre era direttore di un giornale, fotografo e avvocato, mentre suo nonno un famoso fotografo. Dopo un periodo trascorso alle Hawaii, in seguito alla morte del capofamiglia, i suoi genitori avevano deciso di ritornare a Seattle, dove Alice frequentò prima la Seattle High School e poi, nel 1910, l’Università di Washington, dove studiò chimica.

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Alice Ball ottenne la laurea in chimica farmaceutica e in farmacologia, pubblicando un articolo di dieci pagine sul prestigioso Journal of the American Chemical Society. Dopo la laurea venne accettata a Berkeley e a all’Università delle Hawaii, ma optò per la seconda, dove iniziò a seguire una specializzazione in chimica. Nel 1915 divenne così la prima donna e la prima afroamericana a conseguire una laurea magistrale all’Università delle Hawaii.

Subito dopo la laurea, Alice Ball iniziò a studiare il principio attivo della Piper methysticum (kava), argomento della sua tesi. Chiese quindi al dottor Harry T. Hollmann, assistente chirurgo all’ospedale di Kalihi, di aiutarla a sviluppare un metodo per isolare i principi attivi dell’olio di chaulmoogra, da tempo utilizzato per trattare la lebbra. In particolare, elaborò un procedimento per isolare gli acidi grassi contenuti nell’olio.

Purtroppo Alice Ball si ammalò gravemente durante il suo studio e fu costretta a tornare a Seattle, dove morì il 31 dicembre del 1916. Arthur L. Dean, chimico e presidente dell’Università delle Hawaii, portò avanti il suo lavoro, producendo un estratto di chaulmoogra iniettabile e pubblicando i risultati della Ball a proprio nome senza darle credito. La sua cura venne chiamata Metodo Dean e fu la più utilizzata contro la lebbra fino allo sviluppo di farmaci a base di solfoni, negli Anni Quaranta.

Nel 1917 un articolo dell’Honolulu Pacific Commercial Advertiser raccontò che la morte di Alice Ball era stata causata da un avvelenamento da cloro avvenuto durante un esperimento realizzato per gli studenti della classe in cui insegnava. A quel tempo non esisteva alcun sistema di ventilazione nei laboratori. Sul certificato ufficiale di morte, contraffatto misteriosamente dopo la scomparsa della giovane ricercatrice, si parlava però di tubercolosi.

Solo all’inizio del 2000 è stato infine riconosciuto l’importante ruolo di Alice Ball nella scoperta del siero iniettabile. A distanza di novant’anni, l’Università delle Hawaii le ha infatti dedicato una targa commemorativa all’interno dell’ateneo e le ha conferito una medaglia.

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