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Galleria: Quelle dimenticate “ragazze del radio”, le cui morti salvarono milioni di vite

Quelle dimenticate "ragazze del radio", le cui morti salvarono milioni di vite

Dopo essersi ammalate gravemente per colpa delle radiazioni, causate dalla vernice usata per dipingere quadranti di orologi, queste coraggiose donne lottarono fino alla fine dei loro giorni per i diritti di tutti i lavoratori

Un secolo fa, quando vennero inventati gli orologi con il quadrante che si illuminava al buio, divennero subito l’accessorio da avere a tutti i costi. Una “magia”, ottenuta grazie alla vernice applicata sul quadrante da pazienti operaie, oggi ricordate come le Radium Girls, le ragazze del radio. Molte di loro, a causa di quella vernice radioluminescente, si ammalarono gravemente e morirono di patologie devastanti. Ma non prima di condurre una lotta esemplare per salvare altri lavoratori e migliorare le condizioni di lavoro.

Le operaie della United States Radium Corporation di Orange, azienda statunitense aperta nel 1916, erano circa 70. La paga era buona e il tipo di lavoro era persino considerato alla moda. Si trattava di un’operazione delicata e adatta a mani piccole: dovevano applicare attentamente la vernice, ma non prima di aver leccato i pennelli per renderli più appuntiti. Come ricorda un articolo del Telegraph, talvolta, per divertirsi, la applicavano persino su unghie e denti. I loro capi avevano assicurato che si trattava di un prodotto innocuo.

Quello che le radium girls non sapevano, però, era che il radio è pericoloso, soprattutto se ingerito. La vernice, chiamata Undark e prodotta dal 1917 al 1926, veniva prodotta dopo l’estrazione del radio da un minerale chiamato carnotite. I proprietari e gli scienziati della United States Radium Corporation conoscevano bene gli effetti del radio, tanto da evitare accuratamente ogni esposizione, spesso utilizzando schermi di piombo e maschere. Le operaie, invece, cominciarono ad ammalarsi: oltre al cancro, le radiazioni erodevano letteralmente le loro ossa.

Nel 1922, la 24enne Mollie Maggia, ex dipendente dell’azienda, morì di una “malattia dolorosa e terribile” alla gola, come raccontato dalla sorella. Fu la prima operaia a morire, ma dopo di lei in molte cominciarono ad ammalarsi. Katherine Schaub cominciò a perdere i denti, mentre altre iniziarono a subire fratture delle ossa e ammalarsi di tumore. Nel 1925, il medico Harrison Martland stabilì che c’era un collegamento tra le malattie delle operaie e il radio.

C’erano altre aziende che si occupavano di vernici al radio, per un totale di circa 4.000 lavoratori americani impiegati nel settore, ma la United States Radium Corporation viene oggi ricordata soprattutto per il processo intentato da alcune delle sue operaie. Grace Fryer decise di citare in giudizio il proprio datore di lavoro, ma dovette attendere due anni prima di trovare un avvocato disposto ad assisterla.

Nel 1927, insieme alle colleghe Edna Hussman, Katherine Schaub, Quinta McDonald e Albina Larice, riuscì a giungere a processo. Per la stampa erano semplicemente le Radium Girls, coraggiose e tenaci operaie che si erano ammalate di lavoro. Nell’autunno del 1928 il loro caso venne risolto con un risarcimento di 10.000 dollari a testa (equivalente a circa 140.000 dollari di oggi), più un vitalizio di 600 dollari all’anno (poco meno di 10.000 dollari di oggi) e il pagamento delle spese mediche e legali. Una sentenza che ha fatto la storia.

Da quel momento, gli operai addetti alla decorazione dei quadranti non dovettero più ingerire o respirare la vernice. Furono istruiti sulle misure da adottare e poterono indossare protezioni adatte, continuando a lavorare in sicurezza più o meno fino agli anni Sessanta del secolo scorso, quando la vernice al radio venne definitivamente bandita.

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