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Donne che odiano gli uomini (e infliggono dolore): la catastrofe della misandria

Sembra strano da dire, ma esistono donne che odiano gli uomini. Il fenomeno che descrive questo odio è chiamato misandria: vediamo insieme di cosa si tratta.

Noi tutte sappiamo cos’è la misoginia. Certe volte è così presente nelle nostre esistenze che percepiamo quasi che la realtà ne sia completamente impregnata. Sì, la misoginia esiste, è orribile, ma la sua presenza dipende anche da una questione di percezione. Per alcune di noi, invece, sarà una novità scoprire anche l’esistenza della misandria: il misogino odia l’intero genere femminile, la misandrica odia l’intero genere maschile. Entrambe sono manifestazioni di qualcosa che viene da dentro – come vedremo tra poco – insegnamenti errati da bambini, esperienze negative e ovviamente anche una tendenza a odiare. C’è però da dire che la misandria, a differenza della misoginia, rappresenta un casistica molto più limitata – anche se spesso si attribuisce questo disprezzo a intere categorie di persone.

Misandria: il significato

«Misandria» è una parola la cui etimologia deriva dall’unione di due parole di origine greca, miso- cioè disprezzo, e -andria cioè maschio. In pratica, si tratta appunto dell’avversione per il genere maschile. Questo particolare tipo di odio si concretizza non solo in pensieri e offese – di persona o su social network – ma anche e soprattutto in azioni. Può accadere che questo fenomeni inneschi infatti avvenimenti che finiscono al centro della cronaca nera. Con statistiche di gran lunga inferiori a quelle della misoginia – la cui parabola del femminicidio abbiamo tutte ben presente – ma che comunque non devono essere sottovalutate. L’odio è sempre odio. È pericoloso, anche quando lo chiamiamo con un altro nome.

Misandria in psicologia

Sì, la misandria è pericolosa e può anche sfociare nella violenza fisica o psicologica verso gli uomini. Non stiamo parlando, in altre parole, di quelle frasi di circostanza che alcune di noi si sono ritrovate a dire dopo una rottura devastante tipo: non voglio più avere a che fare con un uomo, oppure quanto sarebbe bello essere lesbica. No, non si tratta di parole autoconsolatorie, ma di parole pronunciate per ferire uno o più uomini. Per la verità, si tratta non solo di parole, ma anche di gesti, di offese fisiche.

Ma cosa determina tutto quest’odio? In un articolo di Elle si parla di una problematica psicologica abbastanza specifica, dovuta a gravi avvenimenti occorsi durante l’infanzia, come abusi sessuali o violenze in cui l’aggressore era un famigliare, e tenuti segreti fin quando si è diventati adulti. Certe volte si è verificato neppure il bisogno di mantenere segreto, ma semplicemente è accaduto qualcosa di così spaventoso che il cervello lo ha nascosto per molto tempo, sfociando nella misandria. E solo grazie alla psicanalisi tutto può essere compreso, tutto può tornare a galla e forse può essere trovata una soluzione.

Misandria e femminismo

Un romanzo molto interessante: Ragazze elettriche di Naomi Alderman, che a breve diventerà anche una serie tv, descrive appunto una società decisamente misandrica. Nel romanzo, le donne, capaci di infierire sugli uomini con scariche elettriche, hanno preso completo possesso della società. Gli uomini non possono guidare, non possono possedere aziende, non hanno denaro e sono costretti a essere associati a donne della propria famiglia che garantiscano per loro. Una trama famigliare? Più o meno, dato che sembra quasi la storia rovesciata de Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, che in effetti ha sostenuto e incoraggiato Alderman nella stesura del suo romanzo.

Che in un certo senso esplora un topos per nulla nuovo: quello delle donne che odiano gli uomini, che li ritengono inutili tranne per la riproduzione. Che è un po’ quello che facevano le amazzoni, una popolazione mitologica del Caucaso, che viveva in una società completamente ginecocentrica. Ma tutta questa letteratura è stata in un certo senso fraintesa, ed è successo che l’intera schiera mondiale delle femministe venga spesso accusata di misandria. Oddio, ci sono alcune donne che sono femministe e misandriche, ma ovviamente non sono tutte delle Valerie Solanas – l’autrice del trattato femminista Scum Manifesto. E se ben guardiamo, le ragioni per cui le femministe sono accusate di misandria provengono quasi sempre da uomini che vedono le donne come usurpatrici del proprio diritto a dominare. E non attiviste che reclamano pari diritti e la possibilità di essere libere dai retaggi maschilisti della società. È forse per questa disparità, che ha interessato la società per molto tempo (e in parte interessa ancora), che si potrebbe essere tentate di considerare la misandria come, se non un obiettivo auspicabile, almeno un problema secondario. Tuttavia, come abbiamo già scritto, l’odio è sempre odio e non è mai giustificabile. Soprattutto se causa azioni di repressione e discriminazione. La misoginia e il maschilismo non si combattono con i loro rispettivi estremi simmetrici, ma con la costante ricerca di una parità equa e giusta.