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Teoria del Gender: Cos'è, Esiste, è una Minaccia per la Famiglia tradizionale?

Cosa s'intende realmente con "Teoria del Gender"? É davvero una minaccia per la famiglia tradizionale? E nelle scuole verrà insegnata l'omosessualità? Ecco alcuni chiarimenti sulla torbida questione che sta infiammando l'Italia da mesi!
Fonte: Web
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La chiamano Ideologia Gender o Teoria del Gender. Sono parole che da mesi spuntano come minacciosi fantasmi nelle conversazioni di migliaia di italiani, creando agitazione e paura. Perché il “Gender” viene percepito da molti come un pericolo per le famiglie tradizionali, il primo passo di un’inarrestabile colonizzazione ideologica che potrebbe inquinare presto i cervelli dei nostri bambini. Ma quando si parla di Teoria del Gender, di cosa si sta parlando esattamente? Ecco alcuni chiarimenti sulla questione.

1. Cos’è il Gender

Il termine inglese Gender viene utilizzato da anni nell’ambito delle scienze umane e sociali per designare, come scrive l’Enciclopedia Treccani, «i molti e complessi modi in cui le differenze tra i sessi acquistano significato e diventano fattori strutturali». In pratica si analizzano il dato dell’appartenenza sessuale, le relazioni e l’interazione fra gli individui. Negli anni Cinquanta, prima negli Usa con i lavori di John Money del 1955, poi anche in Europa a partire dagli studi di Claude Lévi-Strauss e di Michel Foucault, si è cominciato a capire che sarebbe stato meglio distinguere il “sesso” dal “genere”, anche semplicemente perché il sesso rinvia direttamente alle caratteristiche genetico-biologiche, mentre il genere designa il complesso di regole, implicite o esplicite, che esistono dietro ai rapporti tra uomini e donne. Questo significa quindi non cancellare le differenze fra generi ma ripensarne i ruoli senza più gli stereotipi legati al genere sessuale.

2. Perché la Teoria del Gender non esiste

La verità è che la Teoria del Gender non esiste. Perché? Perché per “Teoria” si intende una formulazione logicamente coerente di definizioni, principi e leggi generali in grado di spiegare scientificamente aspetti della realtà. La cosiddetta Teoria del Gender invece è un insieme di affermazioni  riguardanti i diversi studi di genere effettuati e che spesso hanno portato ad un insieme eterogeneo di posizioni, alcune anche molto lontane fra loro. Quasi tutte queste posizioni però hanno l’obiettivo di prendere in considerazione il fatto che esistano diversi modi di essere e di sentirsi uomini e donne e queste diversità non devono creare discriminazioni. E che “genere” non corrisponde ad “orientamento sessuale”. Ci sono donne che amano altre donne senza essere meno femminili e uomini che amano altri uomini senza essere meno maschili. Ci sono donne eterosessuali con tratti mascolini e uomini eterosessuali con tratti femminili.

3. I percorsi didattici nelle scuole insegneranno ai bambini l’omosessualità?

Fonte: Web
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La risposta è No. Esistono programmi didattici con l’obiettivo di combattere le discriminazioni verso le diversità, favorendo il rispetto di ogni essere umano indipendentemente dalla propria identità e dal proprio orientamento sessuale. Questi progetti in ambito educativo però non vogliono semplicemente trattare di orientamento sessuale, ma vogliono anche scardinare gli stereotipi tradizionali legati all’identità e ai ruoli legati ai generi, secondo cui per esempio, biologicamente, una donna è più portata per lavori casalinghi mentre l’uomo è più predisposto a lavori di potere. Attraverso questi percorsi didattici verrebbe presentata l’idea, sempre per esempio,  che un uomo casalingo non sia un mostruoso essere contro-natura che ha perso i connotati maschili.

Nei programmi scolastici – afferma la dott.ssa Marzia Cikada, psicologa e psicoterapeuta, in un’intervista a DonnaModerna – i bambini verranno educati al genere, a mettere in luce gli aspetti del sentirsi maschi o femmine, si parlerà di emozioni e di sessualità (che non vuol dire semplicemente sesso). Tutto questo passerà attraverso il gioco, i travestimenti, il colorarsi la faccia. L’obiettivo è quello di far crescere i bambini con una mente aperta e serena verso ciò che è diverso, capaci di accettare la ricchezza della realtà e di vivere in armonia con il proprio corpo.

4. Le bufale sulla perversione dei “programmi scolastici gender”

Davvero a scuola verrà insegnato ai bambini a masturbarsi? Questa è solo una delle numerose bufale che girano su internet e sui volantini distribuiti di fronte alle scuole, a proposito dei “perversi” programmi didattici che verranno introdotti per insegnare ai bambini la “Teoria” del Gender. Questi programmi, diffusi tra i genitori, sostengono che nelle scuole presto verranno insegnate:
– Da 0 a 4 anni, masturbazione infantile precoce.
– Dai 4 ai 6 anni, amore tra persone dello stesso sesso.

– Dai 6 ai 9 anni, contraccezione, autostimolazione.

– Dai 9 ai 12 anni, libera scelta del partner, gravidanze indesiderate.

Ebbene, questi dati servono solo a terrorizzare le famiglie. Come spiegato nel paragrafo precedente, nelle scuole verranno trattati argomenti riguardanti la sessualità, il genere, l’accettazione e il rispetto della diversità. Affrontare certi argomenti infatti, senza forzare tempi e modi, è necessario per far crescere i bambini in modo sano e sereno, aiutandoli a scoprire il mondo senza paura e non da soli. Per quanto riguarda la masturbazione infatti, quella infantile esiste da sempre, ha dichiarato la dott.ssa Cikada.

Essa non è un’invenzione degli studi di genere: finora è stata trattata in modo punitivo e facendo leva sul senso di colpa, eppure oggi la scienza sa che si tratta di una fase che ogni persona deve affrontare nel percorso di crescita. Dunque, come comportarsi di fronte a un bambino scoperto mentre tocca il suo corpo? La masturbazione è un fatto. Non verrà insegnata nelle scuole: si accoglierà e spiegherà.

5. La posizione di chi è contro la Teoria Gender

Secondo gli anti-Gender e i manifestanti dei numerosi Family Day che si sono svolti in diverse piazze italiane nel corso dell’anno, con la Teoria del Gender si sta cercando di indottrinare i bambini con ideologie Lgbt attraverso la scuola, per far passare l’idea che tutti i comportamenti sessuali siano leciti e tutti i tipi di unione amorosa siano accettabili. Le proteste infatti sono iniziate per contrastare il disegno di legge Cirinnà, che disciplina le unioni fra persone dello stesso sesso e permette la stepchild adoption, cioè l’adozione da parte di uno dei componenti di una coppia omosessuale dei figli naturali dell’altro coniuge.