diredonna network
logo
Stai leggendo: Mezzo secondo il tempo che ci serve per riconoscere un bugiardo

15 migliori idee per feste a tema diverse dal solito

Terapie di "riorientamento sessuale": "Ecco come si possono curare i gay"

Troppo grassa per Louis Vuitton, ma la modella non ci sta: ecco come ha risposto su Facebook

Oroscopo dal 18 al 24 maggio - Come sopravvivere alle stelle

Muoiono insieme, mano nella mano, dopo un amore lungo 62 anni

Il dizionario dei sogni: ecco cosa vuol dire quello che hai sognato

Perché è una fortuna il fatto che i single nel mondo sono in aumento

Oroscopo dall'11 al 17 maggio - Come sopravvivere alle stelle

Ricordate l'abito cult di Pretty Woman? È in vendita online

"Non esistono miracoli, né prodotti magici. Esistono solo due cose", il messaggio di Roberta

Mezzo secondo il tempo che ci serve per riconoscere un bugiardo

Il nostro cervello è in grado di riconoscere una bugia in pochi secondi. Ecco un esperimento che ci spiega come siamo scientificamente portati a riconoscere la verità.
(foto:Web)
(foto:Web)

Riconoscere una bugia? Per il nostro cervello è più facile di quanto pensiamo. È poi il nostro cuore a deviare o nascondere l’evidenza.
Alcuni ricercatori dell’Università Bicocca di Milano in collaborazione con Cnr, l’Università di Parma e della California a San Diego hanno dimostrato come il nostro cervello riconosca immediatamente la non verità.

Secondo lo studio pubblicato sulla rivista specialistica Plos One, il cervello impiega solo 330 millisecondi per individuare una bugia.
Questo il risultato di una ricerca condotta su circa trenta studenti che hanno osservato 280 fotografie che ritraevano attori nell’interpretazione di stati d’animo diversi.
Gli studenti, mentre valutavano le fotografie, sono stati monitorati attraverso tomografia elettromagnetica a bassa risoluzione.
Gli scienziati hanno evidenziato come sono sufficienti pochi millisecondi perchè venga attivata l’attività cerebrale della corteccia orbito-frontale ventromediale, in grado di riconoscere una bugia.
Attraverso quest’area del cervello l’uomo confronta l’esperienza con ricordi e sensazioni provenienti dal passato.
In questo modo riesce a interpretare ciò che sta osservando e valutarlo nel modo corretto.
La distanza tra l’esperienza vissuta e quello che invece ci si attende in base ai ricordi viene interpretato come bugia.
Pochi secondi per capire qual è la verità.

Siamo davvero così scientificamente chiusi?!
Meno male che esiste ancora la fiducia nel prossimo.