diredonna network
logo
Stai leggendo: Mezzo secondo il tempo che ci serve per riconoscere un bugiardo

Chi vorrebbe ricevere una proposta di matrimonio da Starbucks come questa

Gli uomini preferiscono le donne formose. Ecco perché!

"Ci siamo conosciuti su un'app di incontri ed è successo l'imprevedibile"

Michelle e Aurora: 20 anni di tenerezze e complicità tra mamma e figlia

Oroscopo dal 20 al 26 luglio - Come sopravvivere alle stelle

Si scatta un selfie con la sorella che sta partorendo e lo posta con queste parole

4 motivi per cui Wonder Woman ci ha davvero stufate

Mark, 19 anni, non trova lavoro a causa di questo suo tatuaggio

Frasi auguri matrimonio: 3 idee per essere originali

I 10 articoli più letti della settimana - dal 7 al 13 luglio 2017

Mezzo secondo il tempo che ci serve per riconoscere un bugiardo

Il nostro cervello è in grado di riconoscere una bugia in pochi secondi. Ecco un esperimento che ci spiega come siamo scientificamente portati a riconoscere la verità.
(foto:Web)
(foto:Web)

Riconoscere una bugia? Per il nostro cervello è più facile di quanto pensiamo. È poi il nostro cuore a deviare o nascondere l’evidenza.
Alcuni ricercatori dell’Università Bicocca di Milano in collaborazione con Cnr, l’Università di Parma e della California a San Diego hanno dimostrato come il nostro cervello riconosca immediatamente la non verità.

Secondo lo studio pubblicato sulla rivista specialistica Plos One, il cervello impiega solo 330 millisecondi per individuare una bugia.
Questo il risultato di una ricerca condotta su circa trenta studenti che hanno osservato 280 fotografie che ritraevano attori nell’interpretazione di stati d’animo diversi.
Gli studenti, mentre valutavano le fotografie, sono stati monitorati attraverso tomografia elettromagnetica a bassa risoluzione.
Gli scienziati hanno evidenziato come sono sufficienti pochi millisecondi perchè venga attivata l’attività cerebrale della corteccia orbito-frontale ventromediale, in grado di riconoscere una bugia.
Attraverso quest’area del cervello l’uomo confronta l’esperienza con ricordi e sensazioni provenienti dal passato.
In questo modo riesce a interpretare ciò che sta osservando e valutarlo nel modo corretto.
La distanza tra l’esperienza vissuta e quello che invece ci si attende in base ai ricordi viene interpretato come bugia.
Pochi secondi per capire qual è la verità.

Siamo davvero così scientificamente chiusi?!
Meno male che esiste ancora la fiducia nel prossimo.