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Le parole di Maria Stuarda prima di morire, condannata alla decapitazione dalla cugina

La storia di Maria Stuarda è affascinante e rientra in quel periodo storico in cui potere e religione si mescolarono indissolubilmente.
Maria Stuarda
Fonte: Francois Clouet

Si dice che la Storia sia stata fatta dagli uomini. Anche perché, per molti secoli, sono stati loro a gestire ruoli di potere. Con qualche eccezione. Questa è la storia di un’eccezione – anche se è innegabile che anche gli uomini abbiano avuto ruoli non da poco. Parliamo delle vicende di Maria Stuarda, regina di Scozia, la prima testa coronata mandata a morire da un’altra, così come racconta Wikipedia. Che tra l’altro era una regina, sua cugina, Elisabetta I. Quando parliamo di quest’ultima pensiamo a una serie di cose, come il suo mecenatismo, la sua indipendenza, il veterofemminismo. Però forse ora la vedremo anche in una luce diversa.

Maria Stuarda visse tra il 1542 e il 1587. Dopo neppure una settimana di vita diventò regina di Scozia e per molti fu la vera regina d’Inghilterra, per motivi di discendenza. Il trono inglese fu però “occupato” prima da Enrico VIII e poi dalla figlia Elisabetta I. Lo scriviamo tra virgolette perché questi regnanti non avevano preso il potere con la forza, ma con quello che veniva considerato il diritto divino. E una volta che Elisabetta salì al trono, Maria fu comunque al secondo posto in linea di successione.

Tuttavia, Maria Stuarda, per la ragion di stato dovette andare a vivere in Francia, per sposare Francesco II, e in generale gli uomini che incontrò sul suo cammino non furono esattamente dalla sua parte. Vista come la chiave per ottenere maggior potere o per destituire Elisabetta, che tra l’altro rimase nubile e senza eredi, Maria fu anche oggetto di violenza fisica, dapprima con il marito Lord Darnley – che cercò di procurarle un aborto mentre era in attesa del futuro Giacomo I – e poi con il conte di Bothwell, che la rapì, la stuprò e infine la sposò.

Tutte queste vicende – e molte altre – si svolgono sullo sfondo delle diatribe religiose del tempo. Enrico VIII aveva da poco dato vita alla scissione anglicana – in cui il re diventava anche il capo della Chiesa d’Inghilterra. E le questioni tra cattolici e protestanti non erano che all’inizio. A pagarne lo scotto fu anche e soprattutto Maria Stuarda, che cercò di mediare con pazienza, ma fu vista con sospetto, a un certo punto sia dagli uni che dagli altri. Fu quello l’inizio della fine.

Maria fu arrestata e imprigionata per l’omicidio di Lord Darnley, accaduto tempo prima – ma all’inizio accusata non troppo apertamente, essendo una regina consacrata da Dio. A pesare sulla decisione di Elisabetta furono degli eventi collaterali e soprattutto il sospetto che Maria Stuarda potesse prendere il potere a sue spese. Nel 1586, non senza difficoltà burocratiche, partì il processo, ma Maria si oppose strenuamente.

Come, la vostra signora non sa che sono nata regina? – disse, riferendosi alla cugina Elisabetta – Crede che umilierò la mia posizione, il mio stato, la famiglia da cui provengo, il figlio che mi succederà, i re e i principi stranieri i cui diritti vengono calpestati nella mia persona, accettando un simile invito? No! Mai! Per quanto possa sembrare piegata, il mio cuore è saldo e non si sottoporrà a nessuna umiliazione.

La regina di Scozia non avrebbe voluto essere giudicata, proprio perché tale per diritto divino. Fu costretta ad assistere al processo, dicendo di sentirsi come Gesù minacciato dai farisei. Ed Elisabetta I procrastinò la condanna a morte della cugina, perché la cosa poteva costituire un pericoloso precedente per la monarchia. Progettò un incidente, ma alla fine dovette firmare la condanna a morte di Maria Stuarda nel 1587.

Vi perdono con tutto il mio cuore, perché spero che ora porrete fine a tutte le mie angustie – disse Maria al boia che si scusò con lei, e poi in latino – Signore, nelle tue mani consegno il mio spirito.

La dignità e la resilienza di questa donna sono passate alla storia. E il suo sangue oggi continua a regnare su quella nazione, oggi unita, che per alcuni avrebbe dovuto essere il suo regno. Il figlio Giacomo I fu infatti re d’Inghilterra dopo la morte di Elisabetta. Da lui discendono gli attuali regnanti ed eredi al trono del Regno Unito, da Elisabetta II a Carlo, William e il piccolo George.