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Le 5 cose che rendono le calze l'indumento del disagio per eccellenza

Saranno anche sexy, ma i collant sono... il male.

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Questo contenuto fa parte della rubrica “Le 5 cose”

Le calze di nylon hanno origini lontane, il loro debutto è segnato nel lontano 1939, più precisamente il 24 ottobre.

Il termine nylon deriva dalla parola “No-Run” (che significa “non si smaglia” ), parola con la quale i ricercatori avevano deciso di chiamare questo materiale prima ancora che non gli fu permesso di farlo. Da lì provarono a cambiare alcune lettere del nome ed è così che si trasformò così in “nylon”.

Nel ’39 quindi le calze di nylon fecero il loro primo ingresso nel mercato e furono molto apprezzate, tanto è vero che le prime 4000 paia furono vendute in solo tre ore, mentre nei primi quattro giorni ne furono vendute ben 4 milioni.

Un anno dopo, con l’inizio della seconda guerra mondiale, le calze in nylon andarono fuori produzione e tutte le donne dell’epoca ne sentirono fortemente la mancanza, tanto da disegnarsi sulle gambe, con una matita nera, una riga che voleva riprodurre la loro tipica cucitura sul retro.

Fu proprio con la fine della guerra che le calze tornarono a essere protagoniste degli armadi di tutte le donne e oggi lo sono rimaste così come allora.

Attualmente il mercato propone svariati modelli di calze in nylon e ormai abbiamo imparato a conoscerle per i loro pregi e anche per i loro numerosi difetti. A chi di noi non è mai capitato di acquistarne un paio e ritrovale già rotte il giorno stesso, ancora prima averle potute provare?

Tante donne le considerano un must have, altre invece non le amano affatto e le descrivono come scomode e per niente sexy. Ovviamente questa è tutta una questione di gusti.