E tu come stai davvero? Riscoprire l'empatia in quarantena

Ogni parola conta, ogni parola è importante: anche un semplice "come stai". La quarantena ci ha fatto riscoprire empatia e compassione. Una lezione importante, che non dovremo assolutamente dimenticare quando torneremo alla normalità.

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Solo chi è zia può capire

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La pandemia causata dal Coronavirus ci ha fatto riscoprire l’importanza di cose che prima davamo per scontate: una passeggiata al parco, un caffè al volo con un’amica, le chiacchiere con i colleghi e le domeniche da mamma e papà.

Che dire, poi, dei cosiddetti “convenevoli”? Quante volte, prima che succedesse tutto questo, vi è capitato di chiedere (o di scrivere) “Ciao, come stai?” senza però essere davvero interessate alla risposta? Perché questa semplice domanda, che dovrebbe portare con sé coinvolgimento e interessamento emotivo, era diventata un vuoto intercalare.

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Ora, però, le cose sono cambiate. Abbiamo riscoperto empatia e compassione e le abbiamo fatte nuovamente nostre.

Quando chiediamo “Ciao, come stai?“, la risposta ci interessa davvero. E questa è una lezione che non dobbiamo perdere o dimenticare: quando le nostre vite torneranno alla normalità, facciamo tesoro di quello che abbiamo imparato in quarantena, mostrandoci più aperti, comprensivi ed empatici nei confronti del prossimo.

Ciao, e tu come stai davvero?

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