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Galleria: Letizia Battaglia: “Quando mi sposai pensando che sarei stata libera”

Letizia Battaglia: “Quando mi sposai pensando che sarei stata libera”

Letizia Battaglia: "Quando mi sposai pensando che sarei stata libera"
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Questo contenuto fa parte della rubrica “Storie di Donne”

“Ho subito la violenza, sia fisica che morale e psicologica, però ho lottato e sono riuscita a fare la mia vita”: classe 1935, nata a Palermo, Letizia Battaglia ha lottato per diventare una fotografa. Ha lottato contro la famiglia, la società e un territorio che non concepiva l’idea di una donna indipendente.

Intervistata da LetteraDonna in occasione della grande retrospettiva alla Casa dei Tre Oci di Venezia, in cui sono esposti gli scatti di una carriera lunga sessant’anni, ha parlato anche di quegli anni difficili in cui ha deciso di andarsene. Ma non poteva essere il matrimonio a salvare da un piccolo mondo antico che le andava stretto e che voleva imporle le sue regole.

Non mi sono fatta condizionare. Certamente ho dovuto lottare per liberarmi e poco prima dei 40 anni ho iniziato a realizzare ciò che desideravo. Quando ero piccola ho dovuto fare i conti con un padre molto geloso, non mi permetteva di uscire di casa. A 14 anni, solo perché mi vide con un ragazzo, decise di chiudermi in un collegio per cui a 16 decisi di sposarmi pensando che sarei stata libera.

E quando Letizia Battaglia ha capito che non era quella la libertà, se n’è andata.

È stato molto penoso, doloroso e faticoso. Avrei voluto essere fedele tutta la vita, ma lui possedeva idee e approcci molto legati a una certa forma mentis mentre io ero avanti, volevo frequentare l’università e lavorare.

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