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Galleria: I 7 giorni che servirono a uccidere, non a piegare, Irma Bandiera

I 7 giorni che servirono a uccidere, non a piegare, Irma Bandiera

I 7 giorni che servirono a uccidere, non a piegare, Irma Bandiera
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Questo contenuto fa parte della rubrica “Storie di Donne”

Fin dalla sua nascita, Irma Bandiera dovette scontrarsi con la dura realtà della guerra. Mentre veniva alla luce, nel 1915, suo padre partiva come soldato, lasciando la moglie e le figlie da sole. Come racconta il libro Donne della Resistenza, alla fine la pace tornò, e così anche l’uomo. Sembrava tutto volgere al meglio, per la famiglia Bandiera, ma il clima presto tornò a incupirsi.

La Seconda Guerra Mondiale non si prese solo i soldati, ma anche donne, anziani e bambini. A ventitré anni, Irma Bandiera non aveva però nessun motivo per unirsi ai partigiani: era bella, giovane e apparteneva a una buona famiglia. Avrebbe potuto semplicemente attendere che l’orrore finisse, sperando che non la sfiorasse troppo da vicino.

Decise invece di sacrificare la sua vita, dopo giorni di dolori indicibili e di torture, perché aveva senso lottare contro chi negava la libertà. Una scelta, quella di Irma, a cui dobbiamo continuare a guardare. Una storia, la sua, che non possiamo smettere di ricordare.

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