*** Aggiornamento del 27 gennaio 2021***

Le strade di Elliot Page ed Emma Portner si dividono; la coppia ha annunciato il divorzio, dopo tre anni di matrimonio, in un comunicato congiunto rilasciato a USA Today.

Dopo molte riflessioni e attente considerazioni, abbiamo preso la difficile decisione di divorziare dopo la nostra separazione la scorsa estate –  si legge nella dichiarazione – Abbiamo il massimo rispetto l’uno per l’altra e resteremo amici intimi.

Le carte del divorzio sarebbero già state presentate martedì 26 alla Corte Suprema di Manhattan; la separazione, dunque, per stessa ammissione dei diretti interessati, risalirebbe già a questa estate, quando in effetti le foto di coppia sui rispettivi profili Instagram hanno cessato di essere pubblicate.

Eppure a dicembre, quando la persona conosciuta fino a quel momento come Ellen Page ha fatto un nuovo coming out, rivelando di essere transgender e di chiamarsi Elliot, chiedendo, in una lunga lettera pubblicata su Instagram, di riferirsi a lui usando pronomi maschili, la ballerina Emma Portner è stata molto vicina al marito, ripostando la lettera e scrivendo parole bellissime nei suoi confronti. Dopo tutto, anche ammettendo che la loro storia all’epoca fosse già finita, questo non significa certo che lei non abbia supportato Elliot nel suo coming out, ed è altrettanto ovvio che i motivi della rottura siano affare esclusivo della coppia, e che tali debbano restare.

Sono così orgogliosa di @elliotpage – affermava Portner – Le persone trans, queer e non binarie sono un dono per questo mondo. Chiedo pazienza e privacy, ma anche che tu ti unisca a me nel sostenere la vita delle persone trans ogni singolo giorno. L’esistenza di Elliot è un dono in sé e per sé. Splendi dolce E. Ti amo così tanto .

"Eccomi qui": il lungo e coraggioso percorso di gender affirming di Elliot Page

Nulla, in realtà, se non l’assenza di foto appunto, faceva presagire la rottura, che invece è arrivata, dopo quattro anni d’amore e tre di matrimonio. Ciononostante, sia Elliot che Emma hanno assicurato di continuare a nutrire stima reciproca e supporto l’uno per l’altra; in fondo, hanno affrontato insieme ogni step del lungo percorso di lui, fatto di tanti coming out, che si è dimostrato un faro per la comunità LGBTQ+ nel mondo, spesso stereotipato, di Hollywood.

Quello che segue è l’articolo originale relativo ai suoi precedenti coming out e alle passate dichiarazioni riguardanti il percorso di Elliot; proprio per rispetto al coming out abbiamo scelto di cambiare il nome e i pronomi che si riferiscono a Elliot, mettendoli al maschile e non usando quindi il suo dead name, nonostante le dichiarazioni si riferiscano a un periodo in cui lui stesso si identificava ancora come una donna.

*** Articolo originale del 20 febbraio 2019***

Lanciato con un film delicato come Juno, Elliot Page ha seguito un percorso diverso dalla maggior parte dei suoi colleghi: pochi red carpet, nessuno scandalo e tanto impegno civile.

In particolare, oggi continua a ispirare chi fatica a trovare il coraggio di vivere la propria sessualità senza paura di essere giudicato. Il suo coming out del 2014, dal palco di una conferenza per Human Rights Campaign, è stato un momento importante per lui, ma non solo. Non sorprende quindi che, a distanza di anni, venga ancora condiviso e usato come fonte di ispirazione.

“Sono stanco di nascondermi e sono stanco di mentire senza dire tutta la verità”, ha spiegato dal palco di Las Vegas, sottolineando di aver scelto di esporsi come gay perché consapevole di poter fare la differenza. Una decisione sofferta, al culmine di un lungo cammino di accettazione, passato anche attraverso episodi sgradevoli. C’è stato chi voleva che uscisse allo scoperto e chi voleva approfittare di lui, quando era ancora minorenne.

Ci sono state quelle imbarazzanti classifiche delle “star più hot”, così lontane dal suo modo di essere. Ci sono stati tanti motivi per scappare da quel mondo, ma soprattutto una ragione per tornare indietro e provare a cambiarlo dall’interno. Oggi sposato con la ballerina Emma Portner, Elliot ha raccontato al Guardian di sentirsi fortunato, rispetto a tante altre persone che non potevano vivere liberamente come lui.

Sento la responsabilità di espormi ora perché ho delle risorse. Posso avere terapie, sicurezza e supporto. Ma la realtà è che molte persone possono essere in grave pericolo. Penso, ad esempio, quanto sarebbe stato dannoso per me se qualcuno avesse fatto outing nei miei confronti. Quando avevo vent’anni, scrissero un articolo su di me con il titolo: “The Ellen Page Sexuality Sweepstakes” [n.d.R., “Scommettiamo sulla sessualità di Ellen Page”] sul Village Voice. Si concludeva con “Juno è…?”. Non ho nemmeno mai toccato una donna in pubblico fino a 27 anni. Ero molto depresso e in preda all’ansia. Non stavo bene.

In un’altra intervista, rilasciata al quotidiano Independent in occasione della presentazione della serie The Umbrella Academy, ha raccontato di aver persino costretto le donne che frequentava a uscire da casa sua passando dall’ingresso secondario o a nascondersi nel bagno dell’hotel quando entrava il servizio in camera. Una situazione di cui, dopo il coming out, ha potuto parlare liberamente proprio perché ha avuto il coraggio di esporsi. E, se oggi può baciare o abbracciare sua moglie senza paura, è anche perché ha avuto la forza di essere sempre se stesso.

Il matrimonio gay… Non deve essere messo in discussione. Non è opinabile il fatto che possa essere giusto rifiutarsi di servire una persona queer o trans per motivi religiosi. E i media devono smettere di comportarsi come se lo fosse. Basta.

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Sfogliate la gallery per ripercorrere la carriera di Elliot Page.

Elliot Page ed Emma Portner divorziano: "Resteremo amici"
Fonte: Facebook / Elliot Page
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