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Chiara Buratti: "Porto in scena le ultime parole di Giorgio Faletti, scritte per me" - INTERVISTA

Si chiama "L'ultimo giorno di sole" lo spettacolo che Giorgio Faletti ha scritto appositamente per l'attrice pochi mesi prima di morire. Otto canzoni e sette monologhi che sembrano il testamento dell'artista, un uomo che ha saputo osservare la vita e amarla, fino all'ultimo.
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Giorgio Faletti e Chiara Buratti
Questo contenuto fa parte della rubrica “Le interviste di RDD”

Chi lo ha amato non fa fatica a immaginarlo. Può addirittura vederli quegli occhi azzurri e un po’ acquosi, intensi, di Giorgio Faletti, che sorridono a Chiara gentili e furbi dicendole:

Chiara, ma perché non ho mai scritto niente per te?
Ma tanto ho già tutto nella testa.

È nato così, nel giro di qualche settimana e poi messo a punto in mesi e mesi di indefesso lavoro, prima di una diagnosi che non lascia scampo, “L’ultimo giorno di sole”, un titolo quasi profetico. Ché questo spettacolo di teatro-canzone fu l’ultimo scritto da Giorgio Faletti, prima che la malattia si prendesse la sua vita, non la sua anima bella e la sua sensibilità, a tratti femminile, che ritroviamo in queste sue ultime parole.
A portarle in scena, stasera, sabato 8 agosto al Parco Giardino Ducale Estense di Modena (ore 21.30 – ingresso libero) – dopo il debutto nella città di lui, Asti, nel luglio scorso – è l’attrice Chiara Buratti. E non è un caso: queste parole Giorgio le ha scritte appositamente per lei, amica e, per certi versi, collega, dopo aver assistito a un suo spettacolo teatrale su testo di Michele Serra.

Giorgio voleva fortemente realizzare questo spettacolo e, così, la moglie Roberta Bellesini Faletti, dopo la sua morte, si è data da fare per produrlo riunendo per l’occasione nomi importanti, da Fausto Brizzi alla regia alla pianista Giulia Mazzoni, che accompagna Chiara al pianoforte nel corso dei sette monologhi intervallati da otto brani musicali, arrangiati musicalmente niente meno che da Andrea Mirò (tutte le canzoni, con l’aggiunta della intro “Insonnia”, sono raccolte nel disco “L’ultimo giorno di sole”).

Chiara – che molti ricorderanno in un Posto al Sole o come volto di Sky e Rai Educational in molti programmi culturali, ma che ha al suo attivo tanto teatro e tanta televisione e che è stata diretta da nomi quali Lando Buzzanca e Pupi Avati (suo un cameo in “Il cuore altrove”) – è una donna entusiasta e dalla voce che ne racconta l’intelligenza e crea subito empatia e voglia di starla ad ascoltare. Parla tantissimo e veloce, dà l’idea di una cui la mente va veloce e il cuore anche. È bello parlare con lei. È lei a raccontarci come è nato questo spettacolo e aggiunge:

Giorgio non sapeva ancora di essere malato quando scrisse “L’ultimo giorno di sole”. Lo scrisse, dopo aver visto il mio spettacolo, nell’estate del 2013 e poi lavorammo sodo fino al dicembre 2013, praticamente tutti i giorni, fianco a fianco. Fu un’opportunità bellissima per me. Giorgio scoprì di essere malato a gennaio.

L'attrice Chiara Buratti
L’attrice Chiara Buratti

“L’ultimo giorno di sole” parla di una donna che, arrivata la fine del mondo, invece di fuggire in qualche luogo cercando disperatamente la salvezza, torna al paese natio ad aspettare la fine. Come a dire: “Qui ho iniziato a respirare e qui morirò”. E intanto canta e racconta al mondo che scompare la sua vita, i suoi incontri, ciò che l’ha fatta soffrire, i sogni infranti e quelli che, forse, nonostante tutto, ancora sogna. Sembra un testamento. È difficile pensare che Giorgio Faletti non fosse consapevole dell’avvicinarsi della fine quando ha scritto queste parole, che sono le parole di una donna (ma anche di un uomo) che sta dicendo addio al mondo… Quasi come se avesse sentito qualcosa.

 

Sì. Giorgio era un uomo di grande sensibilità con un lato femminile molto spiccato. Sembra proprio sia stato colto quasi da un sesto senso. Ne sono uscite parole bellissime. Da uomo ha saputo raccontare le vibrazioni dell’animo di una donna, creando una figura quasi pirandelliana. Linda, la protagonista, è una donna intelligente, che è stata molto delusa e ferita dal mondo e, a un certo punto, ha scelto di ritirarsi, lasciare un lavoro sicuro e apparentemente appagante, rifiutare gli stereotipi.
È tante donne insieme. Credo ci sia molto di Giorgio, in questo personaggio, e mi piace pensare che l’abbia anche immaginata pensando a me, visto che è per me che ha scritto queste parole. Come quelle del brano Alias:

Ora sono l’attrice davanti allo specchio/ poi la cuoca indecisa se usarne uno spicchio/ una donna al volante/ son lettrice di libri…/ una bimba che vuole piacere a suo padre…/ sono il genio assoluto/ che non ho mantenuto/ sono quella che non vuole esser da meno/ sono quella sdraiata in attesa del treno…/ una donna ogni volta diversa

Giorgio Faletti e Chiara Buratti insieme
Giorgio Faletti e Chiara Buratti insieme

– Nel disco, in Confessioni di un pianoforte, si sente la voce registrata di Giorgio Faletti. Un’emozione unica. Ma c’è qualche altra canzone cui è particolarmente legata?
Unisex, una canzone che parla di ambiguità e che è funzionale al monologo in cui Linda racconta di un’amicizia con un trans, l’unica persona che non l’abbia mai delusa.
Quello dei pregiudizi è un tema caro a Giorgio che, un po’ come avviene nelle canzoni di De André, ha amato scrivere di questi personaggi che la società non considera o giudica ferocemente. Giorgio li rappresentava nella loro umanità, con uno sguardo umano che sospende il giudizio e dà pari dignità a chiunque.

– Cosa le ha insegnato Giorgio Faletti?
Per prima cosa che bisogna lavorare duro, con costanza e determinazione per raggiungere risultati e… i propri sogni. Che il talento non basta, ma bisogna coltivarlo, fare dei sacrifici. Lavorare con lui è stata dura. Richiedeva ritmi e una concentrazione mai provate prima. Ma è stata una scuola di vita.
Poi mi ha insegnato a vivere con un senso di spregiudicatezza, nella vita e nell’arte, nel senso etimologico del termine, ovvero “senza pregiudizi”, affrontando persone e situazioni con mente aperta, curiosa e con grande empatia nei confronti degli esseri umani, tutti.

Uno sguardo innamorato dell’umanità anche, a volte, nella sua piccolezza, che chi lo ha amato ricorda bene.
Grazie Chiara e… grazie Giorgio.

Il fronte dell'album "L'ultimo giorno di sole"
Il fronte dell’album “L’ultimo giorno di sole

Le date della stagione teatrale 2015-16 di “L’ultimo giorno di sole” sono in via di definizione e verranno comunicate, tramite aggiornamento, appena disponibili.
www.giorgiofaletti.itwww.chiaraburatti.it

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