La gabbia invisibile: le catene del patriarcato interiorizzato

Lo si vede nelle dette o non dette, nei pensieri, nei comportamenti, nelle regole e nei finti valori che vengo dato già durante l'infanzia, ecco cos'è il patriarcato interiorizzato e come agisce ogni giorno su di noi

Quando si parla di patriarcato si tende a pensare che sia un argomento che riguardi solo gli uomini e i comportamenti/stereotipi/convinzioni che questi hanno nei confronti delle donne. In realtà non è così, perché esiste anche il patriarcato interiorizzato che ci riguarda tutti e tutte, a prescindere dal sesso, e che si manifesta anche in  piccoli comportamenti (spesso inconsci) a prima vista insignificanti che però danno vita a gabbie invisibili che incasellano donne e uomini in comportamenti stereotipati, che diventano un grosso ostacolo alla parità di genere. Andiamo allora a scoprire più da vicino cos’è il patriarcato interiorizzato, come si manifesta e – soprattutto – come possiamo combatterlo.

Cos’è il patriarcato interiorizzato

Ma di cosa si tratta esattamente? Con patriarcato interiorizzato si indica il processo attraverso cui una persona assimila, spesso senza rendersene conto, i valori, le regole e gli stereotipi di una società patriarcale, fino ad arrivare a considerarli naturali, giusti o inevitabili.

In altre parole, significa aver interiorizzato l’idea che uomini e donne debbano avere ruoli diversi, che alcuni comportamenti siano più appropriati per un genere rispetto a un altro o che determinate disuguaglianze siano normali. Non è necessariamente qualcosa che scegliamo consapevolmente: si costruisce nel tempo attraverso l’educazione, la famiglia, la scuola, i media, le relazioni e i modelli culturali con cui cresciamo.

Il contesto culturale nel quale cresciamo e viviamo, infatti, porta a consolidare un modo di pensare e quindi di agire che si fonda su una gerarchia di genere che esiste in modo automatico, anche se magari a parole si è le prime o i primi a negarlo. Come se di fatto facesse parte di noi senza averne la reale consapevolezza: non a caso il patriarcato interiorizzato è anche chiamato patriarcato inconsapevole.

Come si manifesta l’interiorizzazione del patriarcato

Accade insomma che dentro di noi (uomini e donne) sia presente un patriarca interiore, che diventa una voce che misura ogni scelta e comportamento in base a parametri che non abbiano deciso noi, ma che abbiamo interiorizzato dentro.

Ad esempio, sono tantissime le donne che hanno fatto inconsapevolmente propria l’ideologia sessista, e che per questo sono portate a tollerare comportamenti estremamente disparitari, svilenti e limitanti ma senza viverle come tali.

Sono moltissimi i modi in cui si manifesta il patriarcato interiorizzato. Qui di seguito alcuni esempi:

  • Quando giudichiamo noi stesse con standard più severi
  • Quando consideriamo la cura una responsabilità principalmente femminile
  • Quando giudichiamo altre donne attraverso gli stereotipi di genere con cui siamo a noi volta giudicate, applicando criteri che spesso
  • non sono utilizzati sugli uomini
  • Quando ridimensioniamo la nostra voce e le nostre ambizioni
  • Quando normalizziamo dinamiche relazionali diseguali, credendo ad esempio che un uomo debba sempre essere in posizione dominante

Quindi, ogni volta che ci capita di scusarci senza motivo, quando si giudica un’altra donna per come è vestita o truccata, per come si pone o parla, ogni volta che si giudica una mamma che lavora, o per come si comporta o meno con i propri figli e/ marito.

Ogni volta che si da per scontato che sia la donna a doversi occupare dei figli o della casa, e che sia l’uomo a dover prendere le decisioni per entrambi. Insomma, ogni qualvolta ci si lascia andare a pensieri o giudizi svilenti sulle donne che si hanno davanti, comprese se stesse, ma senza sapere esattamente la natura del giudizio fatto, ecco che qui si in presenza di una forma di patriarcato introiettato che è parte del nostro modo di pensare e agire in modo silente ma molto presente.

Come agisce su chi lo subisce

Ma attenzione, perché quando si parla di patriarcato interiorizzato si va molto al di là dell’esprimere o meno un giudizio, si parla anche di aspettative e regole implicite che vengono applicate alle donne e che non dovrebbero essere violate. Un pregiudizio di genere che non guarda al sesso di chi lo esprime, e che non ha generazione, ma si trasforma e si traveste da normalità ogni giorno in moltissimi modi diversi.

Ed è proprio violando questo modo di pensiero che si rompe uno schema consolidato e basato su anni e anni di pensieri e finti valori limitanti per le donne.

Secondo una ricerca del 2023 pubblicata su Cureus, infatti, le strutture patriarcali da cui siamo sommersi, sono state collegate a un rischio maggiore per la salute mentale. L’interiorizzazione di queste strutture, infatti, produce degli effetti misurabili sullo sviluppo psicologico di chi le vive, lasciando tracce determinanti nel nostro di pensare, decidere, agire e, quindi, di stare al mondo.

Come scardinare il patriarcato interiorizzato

Per distruggere il patriarcato interiorizzato è fondamentale imparare a riconoscerlo, anche ammettendo che questo condizionamento non risparmia nessuno, noi stessi compresi.

Altro tassello importante, poi, è smettere di parlare delle donne con una doppia valenza, per esempio unendo caratteristiche diverse: è brava ma non è isterica, è autorevole ma non urla per niente, ecc. Come se una cosa fosse collegata all’altra.

O ancora è importante smetterla di scusarsi per il tempo che si dedica a sé, come se fosse una gentile concessione che va oltre le cose “di cui dobbiamo occuparci”, tanto da scusarcene.

Rinunciare a qualcosa in modo consapevole e per scelta, poi, è molto diverso da farlo “perché è giusto così”. Dire la propria opinione è la base che tutte dovremmo avere, non è parlare troppo o prendersi spazio in più. Così come il non dire per il quieto vivere, è un’altra delle forme di patriarcato interiorizzato più deleterie per la propria salute mentale.

Insomma, non esistono cose da donne e cose da uomini, soprattutto in casa o nella cura di chi si ha accanto. Esistono la reciprocità, l’aiuto e la cooperazione.

E attenzione ai complimenti travestiti da aspettative mancate. Frasi come “sei una brava mamma anche se lavori” sottintende un giudizio su ciò che ci si aspettava e che invece non è.

Insomma, per combattere il patriarcato interiorizzato è necessaria un’attenzione attiva verso ciò che si vive quotidianamente e che vale la pena cambiare e riportare a una vera parità: si può partire dalle cose piccole, dai gesti e dai pensieri che facciamo con il pilota automatico e che, più spesso di quel che potremmo pensare, nascondono la dinamica oppressiva tipica del patriarcato.

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