bell hooks, scrittrice femminista: pensiero e libri da leggere

Sono tantissimi i libri scritti da bell hooks, attivista e scrittrice che ha trattato il femminismo e l'intersezionalità dando nuove prospettivedi lotta e attivismo alle donne di tutto il mondo

L’eredità culturale di bell hooks non è solo vasta, ma è sempre valida. Scrittrice e attivista, ha tracciato una linea che non si può ignorare: per conoscerla, la cosa migliore da fare è naturalmente leggere i suoi libri, approfondire il suo pensiero, entrare in contatto con la sua idea di intersezionalità. Scopriamo allora chi è bell hooks, perché il suo nome si scrive tutto in minuscolo e i libri attraverso i quali ha costruito il suo pensiero e la sua dialettica.

Chi è bell hooks

Come si legge nella pagina a lei dedicata dal National Museum of African American History & Culture, il nome alla nascita di bell hooks era Gloria Jean Watkins. Classe 1952, visse in una famiglia della classe operaia e trascorse l’infanzia in una città segregata: Hopkinsville nel Kentucky. Non si può ignorare che probabilmente il retroterra abbia avuto un ruolo in ciò che sarebbe diventata: giovanissima iniziò a interessarsi di poesia, in particolare delle opere di Elizabeth Barrett Browning, di Gwendolyn Brooks e soprattutto di Langston Hughes, autore di molte poesie che demolivano la discriminazione razziale dell’epoca.

Anche la scrittura iniziò intera età, tuttavia non fu ben compresa: derisa alla scuola domenicale o ritenuta maleducata per il suo modo di tenere testa agli adulti, la scrittrice sviluppò un forte senso di ribellione. A 19 anni si laureò alla Stanford, iniziando a lavorare alla bozza del suo primo libro – poi pubblicato nel 1981 – per poi prendere il master all’Università del Wisconsin e il dottorato all’Università della California.

È stata docente in diverse università, per poi diventare docente residente al Berea College nel Kentucky, dove ancora oggi esiste un centro che raccoglie i suoi libri, le poesie e tanti oggetti personali: una sorta di museo della scrittrice. Oggi bell hooks è famosa soprattutto per il suo lavoro di scrittrice, teorica femminista, critica culturale e insegnante. È considerata una delle voci più influenti del femminismo contemporaneo, in particolare per il modo in cui ha messo in relazione genere, razza, classe sociale e potere.

È venuta a mancare nel 2021.

bell hooks tra femminismo e intersezionalità

Come racconta il sito dedicato alla vita e al pensiero della scrittrice e attivista, bell hooks esplorò tanti argomenti nella sua opera: dal femminismo alla discriminazione razziale, dall’amore ai media, passando per qualcosa che per lei fu molto importante, ovvero l’istruzione. La sua esperienza come insegnante contribuì a rafforzare la convinzione che la teoria dovesse essere accessibile e collegata alla vita quotidiana: per questo cercò spesso di utilizzare un linguaggio chiaro, capace di raggiungere anche chi non aveva una formazione accademica.

Nel campo del femminismo, il pensiero di bell hooks ha contribuito in modo importante a sviluppare una prospettiva che oggi definiamo intersezionale. La scrittrice sfidò infatti il femminismo tradizionale, mettendo in evidenza come non fosse possibile affrontare le disuguaglianze di genere senza considerare anche il razzismo e le differenze di classe sociale. Il suo lavoro contribuì così a mantenere al centro del dibattito temi come identità, uguaglianza e giustizia, raggiungendo un pubblico molto ampio, ma diventando al tempo stesso un importante oggetto di studio in ambito accademico.

Il pensiero di bell hooks si sviluppò all’interno della tradizione del femminismo nero e mise in discussione l’idea che tutte le donne vivessero la discriminazione di genere nello stesso modo. Per hooks, infatti, l’esperienza di una persona è influenzata da diverse dimensioni dell’identità e della vita sociale, come genere, razza, classe sociale e orientamento sessuale, che possono intrecciarsi e produrre forme specifiche di discriminazione e oppressione. Da donna afrodiscendente, la scrittrice analizzò in particolare come l’intreccio tra razzismo e sessismo producesse forme specifiche di ingiustizia nei confronti delle donne nere, contribuendo a cambiare il modo in cui queste esperienze venivano comprese e rappresentate.

Perché bell hooks si scrive in minuscolo

bell hooks decise di adottare questo pseudonimo come omaggio alla bisnonna materna, Bell Blair Hooks, che era nota per la sua schiettezza e per il suo carattere deciso. Il nome della scrittrice si scrive invece per sua precisa volontà in minuscolo: una scelta con cui voleva spostare l’attenzione dalla propria identità personale alla sostanza dei suoi libri e alle sue idee.

I libri di bell hooks

bell hooks si racconta da sé attraverso i suoi numerosi scritti, tra articoli e oltre 70 pubblicazioni, che spaziano dalla prosa alla poesia, fino ai libri per bambini. Le sue pubblicazioni sono valse il National Book Award per la narrativa il Premio Pulitzer era per la poesia. Purtroppo, però, meno di un terzo dei suoi volumi è stato tradotto in italiano.

Tra i libri in italiano di bell hooks troviamo:

  • Tutto sull’amore (All about love). È probabilmente uno dei testi più famosi della scrittrice. In esso si parla dell’amore come forza politica, etica e collettiva contro la solitudine e la paura;
  • La volontà di cambiare – Mascolinità e amore (The will to change). Nel libro si esamina e si riflette sulla condizione maschile nel sistema patriarcale, spogliando così l’umanità dello stereotipo del macho, affinché anche gli uomini possano aprirsi all’amore e alla vulnerabilità;
  • Elogio del margine – Scrivere al buio. Qui il margine viene inteso come spazio radicale di resistenza e creatività, un saggio potente che riscrive appunto l’idea di marginalità;
  • Non sono una donna, io – Donne nere e femminismo (Ain’t I a woman). Si tratta del primo saggio della scrittrice, in cui viene denunciata l’esclusione delle donne afrodiscendenti sia dal movimento femminista bianco sia dalle lotte antirazziste dominate dagli uomini afrodiscendenti;
  • Insegnare a trasgredire – L’educazione come pratica della libertà. Nel libro viene spiegato come le discriminazioni possano essere già combattute e vinte all’interno delle aule scolastiche e universitarie.
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