L’olfatto è uno dei 5 sensi. E, anche se forse alcuni tra noi non lo ritengono importante come la vista o l’udito, concorre nel formare un’impressione e un ricordo, tanto che nel Novecento, per potenziare questa esperienza sensoriale nel cinema fu inventato l’odoroscope: quando ci si sedeva in sala veniva dato un biglietto con dei numeri, e quando in sovrimpressione sul film appariva un determinato numero bisognava grattarlo e annusare, per sentire un odore associato a una determinata scena.

Eccesso di realismo anche per prodotti fictional? Forse. Ma sicuramente l’esperienza restava nella memoria. È in quest’ottica che esiste il marketing olfattivo.

Cos’è il marketing olfattivo?

Marketing olfattivo
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La Scent Company, un’azienda che si occupa per altri di marketing olfattivo, scrive sul suo sito la definizione:

L’idea generale alla base del marketing olfattivo consiste nell’identificare i buoni odori associati al tuo marchio e quindi incorporarli nel tuo negozio o nei tuoi prodotti per influenzare il comportamento dei clienti. Fatto correttamente, il marketing olfattivo offre ai tuoi clienti un’esperienza olfattiva positiva e potente associata alla visita al tuo negozio che non riconosceranno nemmeno consapevolmente.

In buona sostanza esistono dei marchi che si legano indissolubilmente a un determinato odore, aroma o profumo ai loro prodotti. In questo modo per il cliente l’esperienza diventa pervasiva e si finisce per associare quell’odore lì ad alcuni prodotti. Si tratta, in altre parole, di fidelizzare il cliente attraverso i sensi.

D’altra parte c’è chi compra una borsa con il nome del brand (o una fantasia caratteristica impressa sulla pelle) perché sia riconoscibile: in questo caso la riconoscibilità non è semplicemente nella vista, ma nell’olfatto.

Come funziona e perché viene usato

L’olfatto, come tutti i sensi agisce sul cervello. Quando il nostro naso percepisce qualcosa (in generale, sia gradevole che sgradevole), la percezione giunge al bulbo olfattivo che si trova nel cervello, tra amigdala e ippocampo, che rielabora le esperienze e le trasforma dapprima in emozioni e successivamente in ricordi (anche inconsci).

Quindi il marketing olfattivo sfrutta il modo in cui funziona il nostro cervello e, come detto, viene utilizzato per creare un’associazione di emozioni. Un profumo molto gradevole darà al cliente una sensazione piacevole anche in riferimento a un determinato prodotto. E, se si usa lo stesso profumo per tutto un brand, si fidelizza il cliente verso l’intero brand.

Esempi di marketing olfattivo

Marketing olfattivo
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British Airways

La British Airways ha fatto sviluppare e adottato un profumo che viene diffuso dappertutto – anche nel sapone che si trova in bagno – che cerca di sedare o amplificare alcune sensazioni. Per chi ha paura di volare questo aroma è lenitivo, calmante, per chi è invece eccitato dal viaggio accresce la gioia.

Abercrombie & Fitch

Molti negozi di abbigliamento utilizzano il marketing olfattivo e, come riporta The Aroma Trace, forse l’esempio più celebre in tal senso è Abercrombie & Fitch. Se siete entrati o entrate in uno dei loro negozi avrete avvertito il sentore un po’ forte e legnoso, che un tempo veniva spruzzato a mano, ma ora viene diffuso dai nebulizzatori.

Burger King

C’è a chi piace vincere facile. È il caso di Burger King, che nei suoi esercizi in Giappone diffonde l’aroma di Whopper, il panino più celebre della catena. Naturalmente l’effetto più immediato è quello di far venire l’acquolina in bocca al clienti.

Rolls Royce

La Rolls Royce, il notissimo marchio di auto di lusso, aggiunge da molto tempo un profumo tipico alle auto che vengono vendute. In pratica quello che ci si porta a casa non è solo odore di automobile nuova, ma c’è anche una nota piacevole che viene aggiunta ad accrescere la felicità dell’acquisto.

Disney

Nei parchi Disney i nebulizzatori diffondono profumo di popcorn, in modo che i visitatori siano invogliati a comprarlo. E negli spettacoli, partendo dall’esempio dell’odoroscope, in base alla storia che viene messa in scena, si possono sentire gli odori legati a un determinato avvertimento interno allo spettacolo.

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