Il naso sa cose che noi non sappiamo (e può influenzare il cervello)

Vi è mai capitato di sentire un sapore, un odore, un profumo, che inconsciamente vi fa riaffiorare alla mente istanti di vita che pensavate di aver completamente rimosso?

Recentemente ho ricevuto a casa un pacco di un ordine che il mio compagno ha fatto su Sobelia.com, profumeria online su cui acquistiamo da qualche anno perché offre profumi di marca originali, ma a prezzi scontati.

Ufficialmente lo scopo era rifornirci dei rispettivi profumi che usiamo in questo periodo complice una buona offerta. Ma la mia metà a breve sarà ufficialmente mio marito e, in un momento di romanticismo, ha deciso di farmi una sorpresa aggiungendo al carrello, a mia insaputa, il profumo che mi regalò 10 anni fa quando eravamo “frequentanti” da poco più di un paio di mesi.

Ho riconosciuto subito il packaging, ancora immutato, ma quando ho odorato quella fragranza tanto amata mi ha sorpreso un ricordo particolare e intimo che, non so per quale motivo, non ricordavo più. Non ci avevo più pensato e, all’improvviso, era così realistico, così fisico, che mi è sembrato di riviverlo.

Un déjà vu? Di più: il profumo acquistato su Sobelia.com è stata la mia madeleine di Proust, ovvero quel dolce che al narratore de Alla ricerca del tempo perduto in Dalla parte di Swann, evoca ricordi e sensazioni piacevoli e cui sempre si fa riferimento quando si parla del potere dei sensi del gusto e dell’olfatto.

L’olfatto, del resto, è un senso importantissimo (e potentissimo!) anche per questa sua capacità di lavorare sul nostro subconscio e riportarci alla memoria frammenti di ricordi o di momenti vissuti che il nostro cervello aveva accantonato.

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Il naso sa quello che il profumo dice

… Mi sono portata alle labbra un cucchiaio del tè in cui avevo lasciato ammorbidire un po’ di madeleine. Ma proprio nell’istante in cui il boccone di tè mescolato a briciole di torta ha toccato il mio palato, ho tremato, attento alla cosa straordinaria che stava accadendo dentro di me.

Questo è il passaggio de Alla ricerca del tempo perduto.
Ma se in questo caso è il gusto a suscitare nel protagonista emozioni inaspettate, il naso fa la sua parte per provocare le stesse identiche reazioni. Anzi, molto spesso parte proprio tutto da lì, nella parte posteriore del naso, dove milioni di neuroni sensoriali stanno fermi in una striscia di tessuto chiamata epitelio olfattivo, le cui punte contengono i recettori, che legano le molecole all’odore. Ciascuno di noi ne ha 450 (se vi sembrano tanti, pensate che un cane ne ha il doppio) e ognuno di essi può riconoscere diverse molecole di odore.

Quando una molecola si lega a un recettore, viene avviato un segnale elettrico che dai neuroni sensoriali arriva, tramite complicati passaggi, fino al talamo, una vera e propria stazione di trasmissione per tutte le informazioni sensoriali che il cervello raccoglie, e da lì alla corteccia orbitofrontale, dove le informazioni sull’odore vengono integrate con quelle del gusto. Per questo ciò che spesso attribuiamo al senso del gusto è in realtà il risultato di questa integrazione sensoriale.

Il talamo a sua volta invia informazioni anche a ippocampo e amigdala, che sono le regioni del cervello coinvolte nell’apprendimento e nella memoria. Questo spiega perché spesso certi profumi, odori o fragranze hanno la capacità di rievocare ricordi, proprio come successo a me dopo l’arrivo del pacco dalla mia fidata profumeria online!

Come possiamo influenzare il cervello (e le nostre emozioni) con i profumi

Perché il profumo acquistato sulla profumeria online Sobelia.com mi ha riportato alla mente un ricordo piacevole ma che il mio cervello aveva messo da parte?
I componenti aromatici dei prodotti naturali sono utilizzati per la guarigione mentale, spirituale e fisica degli uomini dalla notte dei tempi. Pensiamo all’aromaterapia.
Molti studi, del resto, indicano che la stimolazione olfattiva delle fragranze produce cambiamenti immediati in alcuni parametri fisiologici, come pressione sanguigna, tensione muscolare, temperatura, frequenza del polso o attività cerebrale.

Questo avviene anche quando sentiamo un profumo che ci rimanda ai tempi della nostra infanzia, a un parente che usava la stessa acqua di colonia o, nel mio caso, a quella passeggiata sul lungomare.

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Tutto questo avviene perché il sistema limbico, l’area del cervello responsabile al tempo stesso dell’olfatto e delle emozioni, supporta diverse funzioni, tra cui la memoria a lungo termine, e quella di dare “tono” al nostro io emotivo, così da permettergli di creare le energie e le emozioni di cui abbiamo bisogno per conservare i ricordi.
Insomma, se sentendo un profumo o una fragranza vi ricorderete di un posto in cui siete state, una persona che avete incontrato o un luogo caro che però avevate dimenticato, dovete ringraziare i recettori olfattivi.
E ora provate a pensare: quale profumo vorreste risentire?

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